
Sinner, un grazie romanticissimo
Un addio tennistico, un’amicizia che continua… Colpisce il messaggio che Jannik Sinner invia a Cahill nel giorno a lungo rimandato dell'addio. Riscopre la natura epistolare della confessione e del ringraziamento, ma lo fa con un video, in uno strano connubio che s’impone sulla moderna messaggistica di Instagram. Nessun sentimento potrebbe essere rappresentato se non vi fossero le parole per dirlo, ed è così che le immagini delle vittorie e delle feste, degli scherzi e delle orribili stecche con la mazza da golf, passano in secondo piano senza riuscire a spostare l’attenzione dalla lettera che l’allievo invia al maestro dopo cinque anni d’impegno comune. La letteratura epistolare, così a lungo dimenticata, sentitamente ringrazia…
La carriera di Darren Cahill: il segreto dei grandi coach
Darren Cahill va in pensione, torna alla sua casa di Adelaide, dall’altra parte del mondo. Non è vecchio, ha appena 61 anni, credo neanche stufo, ma la famiglia lo voleva indietro. Sono più di quaranta primavere, ormai, che girava per il mondo. Il titolo nobiliare di coach dei coach illustra una carriera che lui soltanto è riuscito a rendere perfetta. Non è stato mai un campione con la racchetta, ma certo un buon giocatore, 22° in singolo, 10° in doppio. Sinner lo chiamò a giugno del 2022 per preparare Wimbledon, dove Darren non ha mai superato il secondo turno. Ma ne sapeva parlare, conosceva i segreti dell’erba e gli stati d’animo con cui i giocatori l’affrontano. Molti si chiedono come sia possibile che giocatori di secondo piano diventino grandi coach, ed è un domanda che rimbalza da uno sport all’altro. La risposta resterà sempre personale, ma esiste almeno un’esperienza che accomuna ognuno di loro, e vale anche per Cahill. Hanno studiato per supplire alle loro insufficienze, e hanno conosciuto il loro sport da un diverso punto di vista rispetto a quello dei campioni.
I campioni allenati da Cahill: da Hewitt a Sinner
Darren ha lasciato il Tour nel 1995 ed era già un coach. Di se stesso, ma a disposizione di chi ne avesse bisogno. Il primo allievo fu Lleyton Hewitt, che guidò nella scalata al numero uno, il più giovane di sempre a salire in vetta. Poi Agassi, che aiutò a ritrovarsi, e a riconquistare la poltrona più alta, il più anziano tra i capo classe. Dal 2007 al 2009 fu capitano della Davis australiana, poi si occupò di giovani promesse nell’Adidas Player Development Program, e tra quelle c’erano Murray, Ivanovic e Halep, altri tre Numero Uno. Halep rimase con lui fino al 2018, appena raggiunta la vetta della classifica. E dal 2022, ecco Sinner, che il primo posto (finora) l’ha mantenuto per 95 settimane.
L'evoluzione tecnica di Sinner
«Mi hai insegnato molto», si confida Jannik… «Che il tennis è importante, ma non è tutto; che essere un buon giocatore inizia con l'essere una brava persona. E che le cose complicate possono essere semplici». Come cambiare uno stile di gioco, nell’intento di migliorare. Cosa che semplice non è, ma forse con Cahill lo è stato un po’ di più, e non è un caso che il nuovo Sinner, dal servizio fulminante e dalle transizioni audaci, pronto ad allargare il proprio repertorio confinato al dominio della linea di fondo, nasca dai rovelli della sconfitta agli US Open 2025 contro Alcaraz, dopo il successo a Wimbledon e i tre match point sfumati al Roland Garros. Jannik lo disse subito: è il momento di migliorare il mio tennis. Rientrò a Pechino, vinse, e continuò a farlo a Vienna, Parigi indoor e per la seconda volta alle Finals, via via mostrando ciò che di nuovo aveva imparato. Da quel successo a Parigi, Sinner non ha più fallito in un “1000” fino a metterne sei in fila e fregiarsi del titolo di Career Golden Masters 1000. In questo sviluppo della sua carriera, concordato con Vagnozzi, Cahill ha svolto un ruolo indispensabile, tanto da accettare le preghiere di Sinner di restare ancora un anno con lui, per completare l’insegnamento. Sinner sapeva che Cahill gli era indispensabile, e lui non si è tirato indietro.
L'arrivo di Magnus Norman
Ora l’anno è finito, e Darren se ne va. I ringraziamenti che Sinner gli porge nella sua lettera in video hanno il pregio della sincerità. «Gran parte di chi sono, come giocatore e come persona, lo devo a te. Di queste cinque stagioni non dimenticherò un solo giorno». L’arrivo di Magnus Norman è previsto ai primi di dicembre, la data è nel comunicato che segue il saluto a Cahill. Forse proprio l'australiano ne ha consigliato la scelta. Ma non sarà facile per lo svedese sostituirlo. Toccherà a Norman, al fianco di Vagnozzi, preparare Sinner al rientro dopo 5 mesi di stop. Prima tappa a Riad, poi l’Australia. «È incredibile ciò che hanno ottenuto Sinner e il suo Team in questi anni. Jannik è serio, umile, disposto al sacrificio e questo rende il mio prossimo compito entusiasmante», ha scritto Norman sul profilo social. Lo stesso ha fatto Vagnozzi, per salutare a sua volta Cahill: «Sono stati 5 anni fantastici, pieni di soddisfazione e successo, ma anche di rispetto e amicizia! Con te al mio fianco, sono diventato un allenatore migliore». Ultimo e commosso il grazie da parte di Cahill: «Lavorare con Jannik è stato un privilegio speciale. È un ragazzo straordinario, un campione umile e dedito al lavoro. Ma fiducia, serenità e convinzione funzionano solo quando sono reciproche. Ed è questo il motivo per cui allenare un giocatore come lui rappresenta un’esperienza memorabile».
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