Che oltre il dominio di Jannik Sinner ci sia un'Italia del tennis capace di sognare e di crederci al punto da realizzare i propri sogni, è una realtà di cui si è avuta una felicissima conferma con l'ultimo trionfo in Coppa Davis (il terzo consecutiva). D'altronde, non a caso ci si riferisce al numero 1 al mondo come un leader e non soltanto della graduatoria mondiale - che per sua natura trasporta i campioni su e giù come un ascensore perpetuo - ma dell'intero movimento sportivo italiano - che si è invece ritagliato uno spazio immutabile nella storia - . E mentre il 4 volte campione Slam è ancora una volta chiamato a reagire dopo un altro beffardo epilogo della marcia al Roland Garros, a fare le veci del tricolore sul rosso di Parigi sono Flavio Cobolli, numero 2 d'Italia e ora proiettato verso la top ten, Matteo Berrettini, che dopo il ridimensionamento seguito alla storica finale di Wimbledon e i mille tormenti fisici torna a fare la voce grossa in un Major e suo il prossimo avversario Matteo Arnaldi, da cui è oramai doveroso aspettarsi il colpo di scena. A fare il punto sull'inedito traguardo raggiunto dai tre azzurri al Roland Garros, è il presidente Fitp Angelo Binaghi. Queste le sue parole: "Tre italiani ai quarti del Roland Garros? È potuto succedere perché siamo i più forti del mondo, i ragazzi si superano ogni volta anche perché hanno un grande esempio dal loro leader, Jannik Sinner - ha dichiarato ai microfoni Rai - . Che ha perso in modo esemplare, stoico, dando un esempio ai suoi compagni. Avere un leader come lui che è oltre ad essere il più forte è anche il più positivo, che anche quando perde, e potrebbe ritirarsi, riesce a rimanere in campo e fa i complimenti all'avversario, crea un effetto emulazione positivo, facendo sì che i nostri ragazzi non si lamentino più come facevano i vecchi giocatori italiani. E questo si traduce in risultati straordinari".
Binaghi: "Sinner vittima delle sue vittorie"
"Il ritiro di Sinner a Parigi? Il calendario internazionale non è stato programmato per l'ipotesi che uno come Sinner possa vincere cinque tornei di fila, è una cosa unica e straordinaria. Se l'avessero studiato prima di fare il programma avrebbero dato delle pause maggiori per consentire ai giocatori di riposarsi e riallenarsi. Sinner è vittima delle sue eccessive vittorie. Per chi faccio di più il tifo tra Arnaldi, Berrettini e Cobolli? Non posso fare il tifo per nessuno, sono tre storie bellissime".
"Posso però dire che durante gli Internazionali d'Italia mi trovavo nel mio ufficio a sbrigare delle pratiche, con me c'era Fabio Fognini. Ad un certo punto si è affacciato Berrettini che ridendo ci ha detto 'mi raccomando tenetemi il posto caldo, sto per arrivare anche io'. Che voleva dire, scherzando, che stava per smettere di giocare a tennis. Mi sono permesso per la prima volta di mandarlo a quel paese, in modo anche un pochino brutale. E mi sembra di aver fatto bene".
Santopadre: "Berrettini ha cambiato rotta"
Così anche Vincenzo Santopadre, ex coach di Berrettini e attuale allenatore di Lorenzo Sonego, ha detto la sua in merito alle prossime sfide degli azzurri: "E' l'essenza del tennis. È un po' come la partita di Arnaldi contro Tiafoe. A un certo punto era persa. E invece. Che il nostro tennis sia sempre vivo lo avevamo già visto in occasione della Coppa Davis a fine anno, quando senza Sinner e Musetti l'abbiamo rivinta. Stessa cosa ora a Parigi, senza i nostri due migliori. È eccezionale vedere 3 italiani nei quarti di finale. E di questi 3 chi mi stupisce di più è Arnaldi, Matteo un mese fa stentava al primo turno del challenger di Cagliari, che poi ha vinto. Ha invertito la rotta in modo repentino. Veniva da difficoltà maggiori. Il suo è stato un clic mentale, scattato dopo il primo turno".
"Da quella partita in poi Matteo è cambiato. Lo conosco da tanto e capisco quando sta bene dentro e fuori dal campo. So quando è tranquillo, sereno, gioioso. È tornato a esserlo dopo il secondo set contro Fucsovics. Rispetto alla sua versione migliore, quella del 2021 quando andò in finale a Wimbledon, è al 71%. Fino all'ottavo con lo statunitense Svajda, aveva vinto abbastanza facilmente le sue partite e le difficoltà incontrate negli ultimi 2 set di quella partita, serviranno a Flavio contro Augier-Aliassime, che è di un'altra categoria rispetto a quelli che ha affrontato finora".