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Milano fa e disfa, Verona festeggia con Massinburg

La neopromossa di coach Ramagli imbriglia l’Olimpia e la gela alla fine. Decisivo pure l’impatto di Andrews

Sandro Benedetti Sandro Benedetti

Pubblicato il 06.10.2026, 13:30

4 min

Una notte destinata a rimanere scolpita nella storia del basket scaligero. La Tezenis Verona compie l'impresa al PalaMagis, superando 75-72 l'Olimpia Milano in un finale da film e bagnando il ritorno nella massima serie con uno scalpo pesantissimo. Non la classica partita d'agosto, ma un thriller tattico deciso dalla magia allo scadere di CJ Massinburg, autore della tripla che ha gelato i campioni d'Italia e mandato in estasi il pubblico gialloblù. Più che la cronaca minuto per minuto, a saltare all'occhio è la maturità con cui la neopromossa di coach Alessandro Ramagli ha imbrigliato il blasone milanese. Verona ha vinto la partita nel duello tattico del ferro e dell'intensità, compensando i passaggi a vuoto offensivi con una netta supremazia a rimbalzo (fondamentale il lavoro oscuro di un monumentale Mike Tobey) e un'aggressività difensiva che ha sporcato i canali di passaggi degli ospiti.

La seconda giornata si chiude con una sorpresa

L'Olimpia ha faticato a trovare continuità di ritmo, imbrigliata dalla zona e dai cambi sistematici dei padroni di casa. Nonostante le fiammate di talento puro di Mathews, Peters e Guduric, capaci di ribaltare l'inerzia nel quarto periodo e di impattare il match a quota 72 a tre secondi dalla sirena con la bomba glaciale dello stesso Mathews, i campioni d'Italia hanno pagato dazio alla fisicità scaligera sotto i tabelloni e a percentuali difettose nei momenti chiave. Nel momento in cui la pressione dell'Olimpia sembrava aver spezzato l'inerzia veronese, la Tezenis ha mostrato attributi da veterana. Decisivo l'impatto di Andrews nel costruire vantaggi nei possessi caldi, la lucidità di Zampini nella gestione e, ovviamente, la freddezza di Massinburg. La giocata finale, recupero, transizione fulminea e scarico mortifero dai nove metri, sintetizza la serata perfetta: coraggio, esecuzione e un pizzico di sana follia. Verona manda un segnale fortissimo al campionato: questa squadra non è in Serie A per fare la comparsa. Per Milano, un campanello d'allarme precoce ma salutare sulla durezza che troverà su ogni campo.

Verona-Milano 75-72

TEZENIS: Samuels jr 8 (4-7, 0-1), Poser 4 (2-2), Massinburg 12 (0-5, 3-6), Tobey 13 (6-8, 0-5), Loro 9 (1-3, 1-5), Andrews 7 (0-3, 2.6) Ambrosin (0-2), Zampini 8 (3-4, 0-2), Melendez (4-5, 1-2). NE: Zumerle, Mane, Olivieri. All: Ramagli

OLIMPIA: Burnell (0-1, 0-1), Wright 10 (2-4, 1-1), Diop 7 (3-4), Thompson 8 (4-6, 0-2), Ricci 6 (2-4), Flaccadori 6 (2-5, 0-1), Hall 2 (1-4), Guduric 14 (4-7, 0-3), Mathews 11 (0-2, 2-3), Peters 8 (0-1, 2-5). NE: Chauveau, Akele. All: Poeta

ARBITRI: Attard, Galasso Vita

NOTE: parziali 21-21, 44-38, 58-53. Tiri libheri: T 14/24, O 19/26. Tiri da 2: T 18/32, O 15/29. Tiri da 3: T 7/29, 0 7/20. Rimbalzi: T 29/45 (16 offensivi Loro 6, O 25/32 Guduric 3). Assist: T 17 (Zampini 5), O 16 (Hall 5) Palla perse T 15 O 17. Recuperi: T 10, O 9. 5 falli: Melendez, 39’51” (72-69)

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