Superlega e Uefa, i tre scenari: nella sentenza il futuro calcio europeo

Come andrà a finire? Al momento si può dire quando: settembre. La Corte di Giustizia Europea, dicono gli esperti, dovrebbe depositare il suo parere entro l’autunno

Come andrà a finire? Al momento si può dire quando: settembre. La Corte di Giustizia Europea, dicono gli esperti, dovrebbe depositare il suo parere entro l’autunno e questo potrebbe cambiare il calcio per sempre (come accadde con la legge Bosman del 1995, che piombò sul mondo del pallone senza che nessuno la vedesse arrivare). Possiamo, ora, ipotizzare tre scenari.

Primo: la Corte ascolta il parere dell’avvocato Rantos e dà, sostanzialmente, ragione all’Uefa. A quel punto cambierebbe poco: la Superlega potrebbe nascere, ma in netto contrasto con l’Uefa e con problemi che ne renderebbero l’esistenza molto fragile.

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Secondo: la Corte ascolta il parere dell’avvocato Szpunar e riconosce nell’Uefa un monopolio in violazione alle norme 101 e 102 del trattato dell’Unione. A quel punto l’Uefa dovrebbe affrontare un processo profondo di riforma per continuare a esistere, si aprirebbe un’autostrada per la creazione di competizioni alternative, compresa la Superlega, che sarebbe pronta a partire dalla stagione 2024-25.

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Terzo: la Corte si posiziona nel mezzo, riconosce le incongruenze nel sistema Uefa, ma non ravvede violazioni così gravi da riformarne in modo radicale il ruolo. È possibile, tuttavia, che questo scenario possa consentire la nascita di altre competizioni, magari sotto l’egida dell’Uefa che non potrebbe ostacolarle, né ostacolare i club che vi partecipano (il compromesso trovato nel basket con l’Eurolega, senza bisogno della Corte di Giustizia Europea). Non è possibile dire quale dei tre scenari sia il più probabile, anche perché molto di rado è capitato che due avvocati si esprimessero in modo così diametralmente opposto su una questione. Sullo sfondo della vicenda, tuttavia, stanno avvenendo due fenomeni interessanti e previsti dai fondatori della Superlega. Da una parte la Premier League, con il suo strapotere economico, sta dominando il mercato e depauperando le altre leghe (a partire dalla Serie A), dall’altra la Champions League dell’Uefa sta erodendo i guadagni ai campionati nazionali. Per tacere di un terzo e recentissimo fenomeno, quello dell’Arabia Saudita, che con i petrodollari sta costruendo la sua personale Superlega, comprando i campioni come al Fantacalcio.

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Come andrà a finire? Al momento si può dire quando: settembre. La Corte di Giustizia Europea, dicono gli esperti, dovrebbe depositare il suo parere entro l’autunno e questo potrebbe cambiare il calcio per sempre (come accadde con la legge Bosman del 1995, che piombò sul mondo del pallone senza che nessuno la vedesse arrivare). Possiamo, ora, ipotizzare tre scenari.

Primo: la Corte ascolta il parere dell’avvocato Rantos e dà, sostanzialmente, ragione all’Uefa. A quel punto cambierebbe poco: la Superlega potrebbe nascere, ma in netto contrasto con l’Uefa e con problemi che ne renderebbero l’esistenza molto fragile.

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Secondo: la Corte ascolta il parere dell’avvocato Szpunar e riconosce nell’Uefa un monopolio in violazione alle norme 101 e 102 del trattato dell’Unione. A quel punto l’Uefa dovrebbe affrontare un processo profondo di riforma per continuare a esistere, si aprirebbe un’autostrada per la creazione di competizioni alternative, compresa la Superlega, che sarebbe pronta a partire dalla stagione 2024-25.

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