"Pugnalati alle spalle, se c'era Mendes...Vlahovic e Lewandowski, la posizione del Barcellona è una"

Laporta senza freni, il presidente del Barça fa chiarezza e attacca gli arbitri: "Combattiamo contro di loro"

Giornate di votazioni in casa Barcellona, che dovrà decidere se confermare l'attuale presidenza o se invece puntare su Victor Font. Intervistato da Gerard Romero, il presidente Joan Laporta ha detto: "Stiamo migliorando, abbiamo costruito un nuovo stadio e abbiamo una squadra molto competitiva. Abbiamo fatto un grande lavoro. Questo mandato è servito per salvare il club. Queste decisione difficili ci hanno portato qui. Ricordo le tre finali vinte contro il Madrid con grande affetto. Abbiamo rinnovato i contratti di giocatori chiave, sono fiero della squadra che abbiamo".

Il Barcellona e la crisi economica: "Non volevamo vendere Yamal o alzare i costi"

Negli ultimi anni i blaugrana hanno vissuto una situazione economica particolarmente delicata, tra Fair Play Finanziario e regola 1:1. La Liga, infatti, ha imposto al club di spendere soltanto quanto guadagnato, in un rapporto, appunto, di uno a uno. A proposito Laporta ha detto: "Non abbiamo raggiunto l'1:1 perchè non volevamo. Non volevamo vendere Yamal o alzare i costi dei biglietti. Non volevamo. Siamo vicini, ma l'1:1 fluttua. Saremo in grado di portare avanti ogni operazione di mercato che Deco ci proporrà. L'1:1 cambia e fluttua. Non dovremmo esserne ossessionati. Potete stare tranquilli che se Deco avrà bisogno di rinforzi, glieli porteremo e saremo in grado di gestire tutto perfettamente".

Il duro attacco: "Serve una squadra forte per competere contro gli arbitri"

Sugli arbitri (qui la designazione arbitrale di Udinese-Juve) ha poi aggiunto: "Siamo in testa a La Liga, e loro ci stanno penalizzando tanto. La TV 'spazzatura' di Madrid ci diffama molto. Nel CTA, c'è la moglie di Mejía Dávila (dirigente del Real ndr), e non se ne parla molto. Ma almeno ora, se sbagliano, lo ammettono. Storicamente, dobbiamo avere una squadra forte per competere contro gli arbitri. Per questo abbiamo costruito una squadra giovane e libero, per combattere contro questo. Gli arbitri ci hanno criminalizzato con una campagna feroce. Dalla presidenza abbia provato a ricostruire le relazione, qui siamo trasparenti e democratici. Caso Negrira? Stiamo aspettando che il giudice ci assolva, così da poter ritenere responsabili chi ci ha diffamato".

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La pugnalata alla schiena

Ha fatto molto discutere la decisione di Dro, giovane talento cresciuto nella Masia, di lasciare la Spagna e trasferirsi al PSG: "La partenza di Dro è stato un tradimento da parte del suo agente. È stata una disgrazia e una pugnalata alle spalle. Flick è rimasto senza parole visto che gli aveva dato più opportunità rispetto ad altri. Era stata fatta un'eccezione con Dro visto che non aveva il giusto contratto. Insieme a Jorge Mendes abbiamo tenuto Yamal e non è successo come con Ivan de La Pena, dove per colpa sua Dro è andato al PSG. Se Jorge Mendes avesse avuto Dro, non sarebbe successo".

Il futuro di Cancelo e Rashford

Sui riscatti il presidente del Barcellona ha aggiunto: "Cancelo mi piace tanto, ama tanto il Barcellona e lo vive intensamente. Sta facendo molto bene e ha una tecnica incredibile. Non abbiamo bisogno di acquistare giocatori, quello che succede è che ogni anno proviamo a potenziare la squadra. Rashford? Siamo molto soddisfatti delle sue prestazioni. Deco deciderà a fine stagione. Possiamo guardare ad altre opzioni per la sua continuità. Marcus si è integrato bene, ha tanta sensibilità ed è coinvolto nella Fondazione".

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La situazione di Lewandowski e... Vlahovic

Il contratto di Lewandowski è in scadenza (ed è stato accostato anche alla Vecchia Signora) e in Spagna si sta discutendo molto del suo futuro: "Robert è arrivato in un momento molto difficile per la squadra. Dobbiamo essergli grati. Se vorrà restare un altro anno in un ruolo molto specifico, potrà farlo. I buoni rapporti con gli agenti aiutano il club".

Tra i possibili nomi per sostituire il polacco c'è anche quello di Vlahovic (ancora out contro l'Udinese), in scadenza con la Juve: "Il contratto di Vlahovic sta terminando, ma non c'è niente. Deco sta lavorando".

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Giornate di votazioni in casa Barcellona, che dovrà decidere se confermare l'attuale presidenza o se invece puntare su Victor Font. Intervistato da Gerard Romero, il presidente Joan Laporta ha detto: "Stiamo migliorando, abbiamo costruito un nuovo stadio e abbiamo una squadra molto competitiva. Abbiamo fatto un grande lavoro. Questo mandato è servito per salvare il club. Queste decisione difficili ci hanno portato qui. Ricordo le tre finali vinte contro il Madrid con grande affetto. Abbiamo rinnovato i contratti di giocatori chiave, sono fiero della squadra che abbiamo".

Il Barcellona e la crisi economica: "Non volevamo vendere Yamal o alzare i costi"

Negli ultimi anni i blaugrana hanno vissuto una situazione economica particolarmente delicata, tra Fair Play Finanziario e regola 1:1. La Liga, infatti, ha imposto al club di spendere soltanto quanto guadagnato, in un rapporto, appunto, di uno a uno. A proposito Laporta ha detto: "Non abbiamo raggiunto l'1:1 perchè non volevamo. Non volevamo vendere Yamal o alzare i costi dei biglietti. Non volevamo. Siamo vicini, ma l'1:1 fluttua. Saremo in grado di portare avanti ogni operazione di mercato che Deco ci proporrà. L'1:1 cambia e fluttua. Non dovremmo esserne ossessionati. Potete stare tranquilli che se Deco avrà bisogno di rinforzi, glieli porteremo e saremo in grado di gestire tutto perfettamente".

Il duro attacco: "Serve una squadra forte per competere contro gli arbitri"

Sugli arbitri (qui la designazione arbitrale di Udinese-Juve) ha poi aggiunto: "Siamo in testa a La Liga, e loro ci stanno penalizzando tanto. La TV 'spazzatura' di Madrid ci diffama molto. Nel CTA, c'è la moglie di Mejía Dávila (dirigente del Real ndr), e non se ne parla molto. Ma almeno ora, se sbagliano, lo ammettono. Storicamente, dobbiamo avere una squadra forte per competere contro gli arbitri. Per questo abbiamo costruito una squadra giovane e libero, per combattere contro questo. Gli arbitri ci hanno criminalizzato con una campagna feroce. Dalla presidenza abbia provato a ricostruire le relazione, qui siamo trasparenti e democratici. Caso Negrira? Stiamo aspettando che il giudice ci assolva, così da poter ritenere responsabili chi ci ha diffamato".

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