Benatia, la verità su Rabiot
Benatia ha proseguito raccontando quanto accaduto nello spogliatoio dopo il ko: "Quello che posso dire è che ci sono giocatori chiave che sono tornati frustrati, che hanno iniziato a fare commenti a tutta la squadra, sulla sconfitta, sul comportamento, che dobbiamo fare di più, siamo all'Olympique Marsiglia, che non ci si può permettere di perdere così contro una squadra che è stata 10 contro 11 per un'ora, ecc. Fino a quel momento erano solo parole, poi la situazione si è scaldata, i giocatori hanno iniziato ad alzarsi, ad urlare e qualcuno ha cercato di riportare la calma. Siamo arrivati a scontri fisici, pugni. C'era un ragazzo (Bakola) che è caduto a terra con un malore, tutto questo in uno spogliatoio... una scena di caos mai vista. Capita che ci si scaldi un po' ma non si può arrivare ad un'aggressione fisica, a un pugno in faccia. Ma dove siamo?".
"Non vi aspettate che..."
Sulla scelta di mettere Rabiot fuori squadra per poi metterlo sul mercato, l'ex Juve ha dichiarato: "Per un giocatore come Adrien non vi aspettate che vi dica che ne troverò uno più forte tra 10 giorni. So bene il peso che ha avuto Rabiot da noi, l'ho detto e ripetuto. Oltre all'uomo straordinario che è, c'è anche il giocatore che è favoloso e che ci ha trascinato l'anno scorso. E non lo dimenticherò mai, e questo non cambia ciò che penso di lui, nemmeno come essere umano. A un certo punto, penso che tutti gli esseri umani possano essere portati a commettere errori, ad agire in modi che a volte portano a errori. Ma questa volta, l'errore è troppo grave. È troppo grave per una società calcistica. Ho visto le facce dei giocatori, erano scioccati. Ho agenti che mi hanno richiamato per tre giorni. I giocatori mi hanno detto di non aver mai visto niente del genere". Infine, un altro passaggio sulla motivazione delle scelte del club: "A un certo punto, penso che quando si vuole essere un'istituzione forte e quando si vuole essere un club forte, si debba sapere come prendere decisioni che forse ti indeboliranno sportivamente, certo, ma ti rafforzeranno come gruppo, come squadra e come istituzione. Ma qui, preferiamo attaccare la società, preferiamo attaccare la dirigenza, l'allenatore, perché è noto, è così, ed è questo che è sfortunato".