La provocazione Inter, il piano C di Spalletti e Diaz: tutto il mercato Juve dipende da una scelta

Serve una squadra da "suite d'Europa" per sognare lo Scudetto la prossima stagione. E Lucio rimase estasiato da Brahim ma...

Per quanto delicata, la storia non è cambiata. C’è il piano A per la trequarti ed è Bernardo Silva; c’è il piano B per lo stesso ruolo, e il volto è quello di Brahim Diaz. Poi? Poi ci sarebbero e ci saranno le occasioni. Una di queste è Davide Frattesi: 26 anni, centrocampista offensivo, oggi all’Inter e domani no, non più. O almeno queste sono le intenzioni del calciatore, perché l’ex Roma e Sassuolo l’ha chiesto in maniera piuttosto chiara a chi lo gestisce. Urge trovare una soluzione: vuole giocare, vuole decidere, vuole essere centrale in un progetto. Provando a non abbassare il livello di calcio, se possibile. La Juventus, naturalmente, sarebbe l’ideale, e infatti ci ha pensato, esattamente come aveva fatto qualche mese fa e soprattutto lo scorso agosto. Certo, allora Tudor gli avrebbe cucito un vestito su misura, mentre Spalletti - pur avendolo frequentato in Nazionale - nel ruolo di incursore cerca più qualità.

Frattesi, cosa pensa Spalletti

Ne apprezza le doti anche da finalizzatore, oltre alla corsa e all’intelligenza tattica, ma è alzare il livello l’unica ossessione di questo mercato.Tra lui e McKennie, ecco, non c’è uno stravolgimento. Anzi: l’americano sulla carta gli partirebbe evidentemente avanti, e allora meglio sondare le alternative, provare a capire se ci possa essere un dieci più puro, per caratteristiche e geometrie. E non un altro “otto” adattato. In più, l’Inter chiede oltre 30 milioni di euro: è un fattore, può essere determinante. Soprattutto, quando il club di Marotta è stato interpellato nei mesi scorsi, la risposta è stata quasi provocatoria: Andrea Cambiaso. Ecco, dovessero riaprire i discorsi, molto probabilmente lo farebbero da questo scambio. Estremamente complicato da mettere in piedi.

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Brahim Diaz nel mirino

Ben più semplice sarebbe presentarsi dal Real Madrid nelle prossime settimane, in attesa che anche i blancos chiariscano il proprio futuro, e in questo pure quello di una parte della rosa. Su Brahim Diaz, ad esempio, il giudizio è sospeso. Molto passerà inevitabilmente dal prossimo corso tecnico, con ogni probabilità affidato a Mourinho. E cosa vorrà fare, Mou? Vorrà tenere l’ex Milan oppure più pragmaticamente ridisegnare il reparto con uno alla Nico Paz? La decisione sembra semplice sulla carta ma può colorarsi di sfumature e dinamiche al momento impossibili da prevedere. A ogni modo, l’occasione è talmente evidente da non lasciare solamente la Juve a contemplarla. Per il marocchino, contratto in scadenza nel 2027 e prolungamento in standby per decisione del Real.

L’idea era quella di portarlo al 2030, ma a gennaio. Poi non se n’è fatto più nulla. E qui ci cova la Juve, che potrebbe strapparlo al prezzo giusto, poco sforzo e massima resa. Per numeri - 8 assist, 1 rete - e per qualità mostrata, Diaz è da non farsi sfuggire. Spalletti lo sa, gli piace, darebbe immediatamente il suo placet all’operazione. Gli ha rubato il cuore proprio quando gliel’ha spezzato, in fondo.

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Spalletti, con Bernardo Silva...

Era metà aprile del 2023: il Napoli di Lucio si giocava un sogno in Champions League e Brahim, in maglia Milan, sfornava la prestazione forse più importante e bella della sua carriera. Aveva fatto ammattire ogni azzurro sul suo cammino, e il tecnico guardava estasiato, preoccupato, pensieroso. Pensieri, Spalletti, ne ha ovviamente anche oggi. Fan parte del mestiere. E il mestiere oggi gli impone di qualificarsi alla prossima Champions League, così da inaugurare al meglio il cammino che tecnico e società hanno in testa. Serve una squadra da “suite d’Europa”, come ha ribattezzato la massima competizione europea, per sognare lo scudetto nella prossima stagione. Anche per questo, nulla sarà lasciato al caso, ancor meno gli assalti decisivi. Finché allora ci sarà la possibilità di arrivare a Bernardo Silva, non esisterà Brahim Diaz, e senza Diaz inizieranno i piani C. Si va così, almeno adesso, almeno finché c’è il lusso di aspettare. Non lo si farà in eterno, però un po’ di più per il portoghese è lecito farlo. Entro fine stagione, la sua decisione. Quella che può cambiare tutto il mercato della Juventus.

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Per quanto delicata, la storia non è cambiata. C’è il piano A per la trequarti ed è Bernardo Silva; c’è il piano B per lo stesso ruolo, e il volto è quello di Brahim Diaz. Poi? Poi ci sarebbero e ci saranno le occasioni. Una di queste è Davide Frattesi: 26 anni, centrocampista offensivo, oggi all’Inter e domani no, non più. O almeno queste sono le intenzioni del calciatore, perché l’ex Roma e Sassuolo l’ha chiesto in maniera piuttosto chiara a chi lo gestisce. Urge trovare una soluzione: vuole giocare, vuole decidere, vuole essere centrale in un progetto. Provando a non abbassare il livello di calcio, se possibile. La Juventus, naturalmente, sarebbe l’ideale, e infatti ci ha pensato, esattamente come aveva fatto qualche mese fa e soprattutto lo scorso agosto. Certo, allora Tudor gli avrebbe cucito un vestito su misura, mentre Spalletti - pur avendolo frequentato in Nazionale - nel ruolo di incursore cerca più qualità.

Frattesi, cosa pensa Spalletti

Ne apprezza le doti anche da finalizzatore, oltre alla corsa e all’intelligenza tattica, ma è alzare il livello l’unica ossessione di questo mercato.Tra lui e McKennie, ecco, non c’è uno stravolgimento. Anzi: l’americano sulla carta gli partirebbe evidentemente avanti, e allora meglio sondare le alternative, provare a capire se ci possa essere un dieci più puro, per caratteristiche e geometrie. E non un altro “otto” adattato. In più, l’Inter chiede oltre 30 milioni di euro: è un fattore, può essere determinante. Soprattutto, quando il club di Marotta è stato interpellato nei mesi scorsi, la risposta è stata quasi provocatoria: Andrea Cambiaso. Ecco, dovessero riaprire i discorsi, molto probabilmente lo farebbero da questo scambio. Estremamente complicato da mettere in piedi.

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