Kessie-Juve, lo dice l’algoritmo: a Spalletti piace anche se in realtà…

Comolli sponsor del colpo: dai dati fisici a quelli di campo, l’ad è convinto che possa essere l’acquisto ideale

TORINO - In fondo, cos’è che cerca la Juventus? Un organizzatore. Uno che tiri le fila a centrocampo. Che sia lì a prendere per mano la squadra nei momenti difficili, che si faccia faro durante la tempesta. E che magari eviti il naufragio. In bocca al lupo. Anzi: buona fortuna, perché ne servirà, ancor più con un budget tutt’altro che infinito e con mille incastri da prevedere. E come (appunto) previsto, una grossa mano arriverà dai parametri zero, quelli che la Juve ha messo nel mirino da mesi, salvo poi svilupparli in maniera differente: con qualcuno sono state avanzate trattative più concrete (Alisson) qualcuno è rimasto invece un sogno nel cassetto (Bernardo Silva), altri ancora andavano definiti per bene.

Juve, a volte ritornano: forte interesse per Kessie

Tipo Kessie, nome tornato in auge da qualche giorno, ma che la Juve segue in realtà da un anno, per di più con la forte tentazione di portarlo a Spalletti già lo scorso gennaio, quando erano stati richiesti i dati fisici per l’ivoriano e la sensazione era che potesse davvero tornare a reggere gli urti della Serie A. Allora c’erano due ostacoli, sulla strada bianconera. Il primo era l’Al Ahli, convinto di poter ancora rinnovare il contratto in scadenza dell’ex Milan a suon di milioni. Il secondo era lo stesso giocatore: per tornare in Italia avrebbe chiesto un ingaggio da top player, numeri da doppia cifra, magari da spalmare, ma senza rinunciare al trattamento arabo. Va da sé: la risposta è stata un rassegnato “riparliamone”, perché con certi numeri era complicato. E perché il tempo fa sempre il suo effetto, soprattutto se le occasioni sfumano e i desideri cambiano. Mesi dopo, ecco allora riaprirsi la pista: il giocatore ha deciso di non prolungare il contratto con il suo club - nonostante una proposta da 24 milioni totali per due anni - e di mettersi sul mercato, con predilizione chiara verso la Serie A, dove ha vissuto esperienze super tra Atalanta e Milan.

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Comolli, adesso tocca a te

Naturalmente la Juve sarebbe una prima scelta: gli piace il progetto, correrebbe da Spalletti - che lo elogiava sin dai tempi della Dea -, non è Champions o Europa League a determinare la direzione del suo destino. Semmai, ad avere il suo concretissimo peso sarà l’offerta sul tavolo. Che non potrà essere interlocutoria e nemmeno al ribasso. Che verosimilmente ripartirà da quanto ipotizzato a gennaio: due anni, 5 milioni netti a stagione. Cifre importanti, per questa Juve. Come lo sarebbe l’investitura. In prima persona, a occuparsi dei parametri zero, c’è l’ad Damien Comolli. È lui, il primo sponsor dell’affare. È lui a essere convinto in prima persona del potenziale apporto dell’ivoriano. Non solo per visione diretta del giocatore, ma anche perché sono i numeri a segnalarlo come affare: domina nei dati fisici e in quelli puramente di campo, con particolare rilievo nei numeri da palleggiatore. Come i passaggi nell’ultimo terzo, i tocchi nell’area avversaria, i metri guadagnati con gli stessi scambi.

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Kessie, un raggio di sole a centrocampo

Raggi di sole in una squadra spesso annebbiata in costruzione. E Spalletti lo sa, eccome. Il “Presidente” gli piacerebbe ed è consapevole dell’occasione. Però allo stesso modo è conscio di una mera questione matematica: in quella porzione di campo c’è posto per un colpo soltanto, salvo scossoni in uscita. Se lo aspetterebbe di livello superiore, magari uno in grado di cambiare i connotati all’intero reparto. Il preferito? Lobotka, figuriamoci. Però oltre al nome, si badi all’identikit: ritmo, qualità evidente, doti da gestore. Pure dei momenti. Perché è sempre più determinante capirli.

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TORINO - In fondo, cos’è che cerca la Juventus? Un organizzatore. Uno che tiri le fila a centrocampo. Che sia lì a prendere per mano la squadra nei momenti difficili, che si faccia faro durante la tempesta. E che magari eviti il naufragio. In bocca al lupo. Anzi: buona fortuna, perché ne servirà, ancor più con un budget tutt’altro che infinito e con mille incastri da prevedere. E come (appunto) previsto, una grossa mano arriverà dai parametri zero, quelli che la Juve ha messo nel mirino da mesi, salvo poi svilupparli in maniera differente: con qualcuno sono state avanzate trattative più concrete (Alisson) qualcuno è rimasto invece un sogno nel cassetto (Bernardo Silva), altri ancora andavano definiti per bene.

Juve, a volte ritornano: forte interesse per Kessie

Tipo Kessie, nome tornato in auge da qualche giorno, ma che la Juve segue in realtà da un anno, per di più con la forte tentazione di portarlo a Spalletti già lo scorso gennaio, quando erano stati richiesti i dati fisici per l’ivoriano e la sensazione era che potesse davvero tornare a reggere gli urti della Serie A. Allora c’erano due ostacoli, sulla strada bianconera. Il primo era l’Al Ahli, convinto di poter ancora rinnovare il contratto in scadenza dell’ex Milan a suon di milioni. Il secondo era lo stesso giocatore: per tornare in Italia avrebbe chiesto un ingaggio da top player, numeri da doppia cifra, magari da spalmare, ma senza rinunciare al trattamento arabo. Va da sé: la risposta è stata un rassegnato “riparliamone”, perché con certi numeri era complicato. E perché il tempo fa sempre il suo effetto, soprattutto se le occasioni sfumano e i desideri cambiano. Mesi dopo, ecco allora riaprirsi la pista: il giocatore ha deciso di non prolungare il contratto con il suo club - nonostante una proposta da 24 milioni totali per due anni - e di mettersi sul mercato, con predilizione chiara verso la Serie A, dove ha vissuto esperienze super tra Atalanta e Milan.

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