TORINO - A New York, nell’esordio sul prestigioso palcoscenico del Mondiale, Brahim Diaz ha mostrato subito perché il suo innesto sarebbe prezioso nella Juventus di Luciano Spalletti. Nella squadra, cioè, che tanto il tecnico quanto la dirigenza vorrebbe subito in grado di lottare ai massimi livelli in campionato. Perché, semplicemente, è precisamente lui quel giocatore che manca e che il tecnico ha evocato più volte: colui che sa gestire con personalità il pallone nel traffico degli ultimi 20 metri e, nel contempo, trovare strade per l’ultimo passaggio là dove gli altri vedono invece solo dei muri. E il lancio con cui Diaz ha piazzato Saibari davanti ad Alisson per il vantaggio del Marocco è un manifesto tecnico che vale più di mille referenze scritte.
Brahim Diaz, desiderio Spalletti
Però è meglio uscire subito da ogni possibile equivoco: non è che servisse il Mondiale per scoprire le qualità di Brahim Diaz, uno che fa la riserva solo perché gioca nel Real Madrid. Dove, peraltro, pur in una rosa di fenomeni è spesso colui che ha cavato le castagne dal fuoco in questi mesi di confusione tecnica e di allenatori che si sono succeduti sulla panchina del club più prestigioso al mondo. Così, proprio perché lo si conosce bene, non da ora è in cima alla lista dei desideri del tecnico bianconero e non da ora sono partite le richieste di informazioni dalla Continassa.
