Real Madrid, la concorrenza...
E, insomma, lì in mezzo la concorrenza è sempre più corposa, con il rischio di dover vedere tante partite dalla panchina nel caso in cui Brahim si ostinasse a voler restare ad allenarsi a Valdebebas. Adesso la situazione è in sospeso perché l’ex milanista è totalmente concentrato sul Mondiale (e fa bene: il Marocco ha davvero ottime carte da giocare) e ha ribadito al suo entourage e al padre di mettere come priorità futura la permanenza in Spagna. Ecco, la Juve fa bene a tenere i contatti con il papà del giocatore perché il rapporto con il figlio è strettissimo e lui è centrale nelle scelte professionali di Brahim.
Mourinho decisivo
Quindi è importante convincere anche lui delle potenzialità bianconere e della centralità che avrebbe nel progetto tecnico di Spalletti che, lo ripetiamo, da tempo lo ha messo in cima alla lista dei desideri per quel ruolo lì. Così, mentre si monitorano anche le condizioni del centrocampista uscito durante il match con il Brasile per un problema muscolare, ecco che potrebbe rivelarsi decisivo un vecchio avversario bianconero: quel Mourinho che ha il potere tecnico di imprimere su Brahim Diaz la spinta decisiva verso il ritorno in Serie A. La Juve ci spera e lavora sotto traccia: non servivano conferme, ma il Mondiale l’ha fornita. Guai a non fare di tutto.
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