Poco da dire, una Juventus bella e volitiva così non si vedeva da anni. Una squadra con un'intensità e una personalità da Premier League, un Vlahovic completamente rinato, un Koopmeiners restituito al gioco del calcio partendo dalle fondamenta, quel "perimetrale basso" marchio di fabbrica e quel messaggio "Non andiamo a difendere le partite, le andiamo a giocare" che si porta dietro. Luciano Spalletti ha rivoluzionato la Juventus, eccezionale nel reagire a un inizio complicatissimo con lo Sporting Lisbona subito in vantaggio e con una traversa a referto immediatamente dopo: palla a terra e gioco, inserimenti, energia, verticalizzazioni e finalizzazioni. Finisce 1-1, pari che fa male perché alla fine la palma di migliore in campo se la porta via il portiere ospite, un Rui Silva in serata Buffon, ma è un pari davvero molto, molto diverso dai deludenti precedenti.
Certo, la classifica non sorride: 3 punti dopo quattro giornate, ma questa Champions è molto strana e centrare la lotteria dei playoff non è certo impossibile: battere il Pafos in casa e fare altri tre punti con una tra Monaco e Bodo (che però in Norvegia è cliente ostico) potrebbe bastare, considerando da tripla quella sfida al Benfica di Mou impronosticabile. Poi certo, sarà da superare lo spareggio, ma una Juventus così rischia di essere davvero la carta che nessuno vuole pescare e che può far male.
