"Vergogna, scandalo", "Venite a prenderla!": da Evra ai protagonisti Senegal, caos e ricorso

L'assegnazione della Coppa d'Africa al Marocco ha scatenato l'ira dei giocatori e non solo. Il caso ora finisce alla Corte Arbitrale dello Sport
"Vergogna, scandalo", "Venite a prenderla!": da Evra ai protagonisti Senegal, caos e ricorso© Ansa/Lapresse

A distanza di due mesi dalla finale di Coppa d’Africa, è arrivato un clamoroso ribaltone che cambia la storia del torneo. Il Senegal, inizialmente vincitore sul campo dopo una gara carica di tensione, perde ufficialmente il titolo. La decisione è stata presa dalla Confederazione africana, che ha accolto il ricorso presentato dal Marocco. Determinante, nel giudizio, è stato l’episodio controverso del finale, con l’abbandono del terreno di gioco da parte dei senegalesi dopo un rigore assegnato agli avversari. Una scelta che è costata cara alla squadra campione, punita con la sconfitta a tavolino. Il trofeo è passato così al Marocco, con un 3-0 deciso d’ufficio.

Senegal, ricorso al CAS

Il Senegal ha scelto di portare il caso davanti alla Corte Arbitrale dello Sport (CAS), dopo che la commissione d’appello della CAF ha ribaltato l’esito della finale AFCON 2025 assegnando la vittoria al Marocco. Sul terreno di gioco, i Leoni della Teranga si sono imposti per 1-0 al termine di una sfida molto combattuta e intensa. In un primo momento, il reclamo presentato è stato respinto dal collegio disciplinare della CAF. Successivamente, però, il Marocco ha avanzato un ricorso che ha portato a un esito inatteso. La decisione finale della commissione d’appello ha infatti dato ragione ai marocchini, sorprendendo molti osservatori. Questo ribaltamento ha provocato una forte reazione in Senegal, tra delusione e indignazione. La vicenda ha assunto rapidamente un rilievo internazionale, anche Infantino aveva commentato gli episodi della finale, attirando l’attenzione del mondo sportivo. Il passaggio al CAS rappresenta ora un tentativo decisivo per ottenere giustizia sportiva.

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Reazioni ufficiali e implicazioni per il calcio africano

In un comunicato ufficiale, la Federazione calcistica senegalese ha definito la sentenza una "decisione ingiusta". Ha inoltre ribadito la volontà di "difendere i diritti del calcio senegalese attraverso tutti i canali legali disponibili". Secondo le autorità sportive del paese, i principi fondamentali dell’equità non sarebbero stati rispettati. Il ricorso al CAS apre quindi una nuova fase di questa complessa vicenda legale. L’obiettivo del Senegal è ottenere l’annullamento della decisione della CAF e il riconoscimento della vittoria sul campo. Nel frattempo, il caso continua ad alimentare il dibattito tra tifosi, esperti e protagonisti del calcio africano. Molti osservatori vedono in questa situazione un segnale delle tensioni interne agli organi di governo sportivo. Le possibili conseguenze potrebbero incidere in modo significativo sulla credibilità e sulla gestione del calcio nel continente.

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Le altre decisioni della CAF

Oltre al caso principale, la CAF si è espressa anche su altri episodi controversi legati alla finale, a partire dalla discussa vicenda dell’asciugamano di Édouard Mendy. Le immagini diffuse sui social avevano alimentato la polemica, mostrando diversi protagonisti coinvolti in una scena piuttosto caotica a bordo campo. Il portiere di riserva senegalese Yehvann Diouf è stato incaricato di custodire l’oggetto, ma la situazione è degenerata rapidamente tra interventi di giocatori avversari e raccattapalle. Nonostante il clamore, la CAF ha scelto di ridimensionare alcune sanzioni inizialmente molto pesanti. In particolare, il caso di Ismael Saibari è stato rivisto in appello. Il giocatore, inizialmente punito con una multa elevata, ha beneficiato di una revisione più favorevole: "La sanzione inflitta è stata alleggerita", con una sola giornata effettiva di squalifica e un’altra sospesa.

Sanzioni ridotte per federazione e incidenti accessori

La CAF ha inoltre confermato alcune responsabilità a livello organizzativo, chiamando in causa direttamente la federazione marocchina. "La Giuria d’Appello conferma la responsabilità della Federazione Reale Marocchina di Calcio (FRMF) riguardo al comportamento dei raccattapalle durante quella partita", si legge nella decisione ufficiale. Tuttavia, anche in questo caso si è optato per una riduzione della multa, scesa a 50.000 dollari rispetto all’importo iniziale. Un ulteriore dossier riguardava l’utilizzo di laser dagli spalti, elemento che aveva disturbato il regolare svolgimento dell’incontro. Anche qui la CAF ha scelto una linea meno severa, abbassando la sanzione a 10.000 dollari. Resta invece invariata la multa più pesante, pari a 100.000 dollari, inflitta per tentativi di interferenza nel sistema VAR. 

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Il commento di Evra sui social

Evra sui social ha postato un video in cui ha spiegato il suo punto di vista dopo la decisione della CAF: "È una vergogna per il calcio africano, uno scandalo. Tutti abbiamo visto che il Senegal ha vinto. Perché nessuno parla dell’arbitro? Dov’è finito? Fratelli marocchini, vi voglio bene. A un certo punto non bisogna esagerare. La Coppa d’Africa ha perso tutta la sua credibilità Quando ho ricevuto la notizia, pensavo fosse uno scherzo. I veri campioni restano i giocatori del Senegal. Decisioni del genere sono uno scandalo. Ormai niente sorprende più, ed è anche per questo che guardo meno partite".

Sui social si sono fatti sentire anche Niakhaté e Malick Diouf. Il difensore ha pubblicato una foto con il trofeo in mano scrivendo: "Venite a prenderlo! Sono pazzi" per poi aggiungere "Questa non è AI". Il terzino sinistro, invece, ha commentato: "Questa cosa non porta da nessuna parte".

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A distanza di due mesi dalla finale di Coppa d’Africa, è arrivato un clamoroso ribaltone che cambia la storia del torneo. Il Senegal, inizialmente vincitore sul campo dopo una gara carica di tensione, perde ufficialmente il titolo. La decisione è stata presa dalla Confederazione africana, che ha accolto il ricorso presentato dal Marocco. Determinante, nel giudizio, è stato l’episodio controverso del finale, con l’abbandono del terreno di gioco da parte dei senegalesi dopo un rigore assegnato agli avversari. Una scelta che è costata cara alla squadra campione, punita con la sconfitta a tavolino. Il trofeo è passato così al Marocco, con un 3-0 deciso d’ufficio.

Senegal, ricorso al CAS

Il Senegal ha scelto di portare il caso davanti alla Corte Arbitrale dello Sport (CAS), dopo che la commissione d’appello della CAF ha ribaltato l’esito della finale AFCON 2025 assegnando la vittoria al Marocco. Sul terreno di gioco, i Leoni della Teranga si sono imposti per 1-0 al termine di una sfida molto combattuta e intensa. In un primo momento, il reclamo presentato è stato respinto dal collegio disciplinare della CAF. Successivamente, però, il Marocco ha avanzato un ricorso che ha portato a un esito inatteso. La decisione finale della commissione d’appello ha infatti dato ragione ai marocchini, sorprendendo molti osservatori. Questo ribaltamento ha provocato una forte reazione in Senegal, tra delusione e indignazione. La vicenda ha assunto rapidamente un rilievo internazionale, anche Infantino aveva commentato gli episodi della finale, attirando l’attenzione del mondo sportivo. Il passaggio al CAS rappresenta ora un tentativo decisivo per ottenere giustizia sportiva.

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