Coppa Italia, Juve-Udinese 2-0: un'autorete e un rigore da videocalcio portano Spalletti ai quarti

Un gol per tempo per la terza vittoria consecutiva dopo Bodo e Cagliari, ora Atalanta o Genoa. Capolavoro David annullato dal VAR con un giallo alla Milik con la Salernitana
Coppa Italia, Juve-Udinese 2-0: un'autorete e un rigore da videocalcio portano Spalletti ai quarti© ANSA

Tante buone notizie, l'ennesimo caso VAR, il videocalcio che impazza e un'emergenza in difesa vista Napoli e non solo: la Juventus si prende il passaggio ai quarti di finale di Coppa Italia regolando 2-0 la pratica Udinese con un gol per tempo. Prima l'autorete di Palma propiziata da una grandissima giocata di David e poi un rigore inesistente nel calcio che siamo abituati a vedere ma che nel regolamento del videocalcio di oggi è punito con inflessibile puntualità...da quando lo stesso fallo di Gila su Conceicao sfuggì a arbitro, guardalinee, VAR e AVAR della partita costando la sconfitta ai bianconeri con la Lazio. Da sottolineare prima di tutto la terza vittoria consecutiva dei bianconeri dopo Bodo e Cagliari, un filotto centrato finora in stagione solo all'inizio tra Parma, Genoa e Inter quando Tudor faceva sognare.  

Per la prima volta difesa a quattro, Spalletti mostra la sua idea di calcio con un doppio play Miretti-Koop di gran qualità e un centravanti associativo come David che crea di squadra e finalizza di squadra, facendo dimenticare il ko di Vlahovic. Certo, a tutto serve Yildiz perché senza il 10 questo motore non può andare a pieni giri, ma esperimento positivo e da riproporre sicuramente presto, con una partita abbordabile e magari con un reparto difensivo più ampio di quello attuale, visto l'infortunio di Gatti che accende tutte le spie d'allarme per un dicembre di fuoco. Di David e il gol capolavoro alla Batistuta tolto per un offside non chiarito fino all'ultimo, forse anche con una linea tirata su un giocatore sbagliato parliamo a parte, sarebbe stata la pietra tombale sul risultato ben prima del penalty che Locatelli realizza nella ripresa: un rigore che nessuno avrebbe mai fischiato, un passaggio di Cabal per McKennie che conclude addosso a Sava, ma il Videocalcio pizzica Palma che a palla ormai lontana in scivolata finisce con il piede su quello del colombiano, massima punizione e anche ammonizione per il difensore dell'Udinese e la sensazione che servano davvero regole nuove per uno sport nuovo.

 

 

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Difesa a quattro, Yildiz illumina, David segna senza toccare il pallone

Spalletti si presenta per la prima volta a quattro dietro: Kalulu e Cabal esterni, Gatti e Kelly al centro. McKennie e Cambiaso esterni, regia inedita Miretti-Koopmeiners, davanti Yildiz e David. Numero 10 e capitano, il turco è l'anima della Juve e Spalletti non ci rinuncia, e da lui passano i palloni più importanti: due tiri pericolosi in venti minuti e palle invitanti messe in area, con l'Udinese schiacciata. Bella intesa in regia, Cabal il tasto dolente tra scelte sbagliate in avanti e dietro con Spalletti che non si capacita, continuando a catechizzare il colombiano. La Juventus riesce comunque a sbloccare la partita al 23', ma dalla parte opposta rispetto a quella di Cabal: giocata in verticale sulla destra per David che si accorge di essere in fuorigioco e si disinteressa del pallone fiondandosi a centro area, McKennie è bravo a seguire l'azione e a mettere al centro propiziando l'autorete del giovane centrale Palma che tocca con la punta anticipando l'avversario ma battendo il proprio portiere. Un gol che, anche se non arrivato direttamente con un suo tocco, porta tutta la firma del centravanti canadese. 

La reazione dell'Udinese arriva, Palma scaccia via con la rabbia la timidezza dell'approccio iniziale e si fionda in avanti, Cabal lo sbilancia fallosamente al momento di crossare ma Fourneau fa continuare. L'Udinese insiste e trova la giocata del pari: Lovric illumina la corsa a grandi falcate di Ehizibue che scavalca Di Gregorio con un pallonetto ma trova il braccio alzato dell'arbitro a vanificare la sua giocata, è fuorigioco netto. Meno netto sicuramente di quello con cui viene tolto il capolavoro alla Batistuta di David, un missile di sinistro da posizione impossibile sopra la testa di Sava e sotto la traversa, il fuorigioco semiautomatico traccia su Bertola la linea che lascia oltre il 30 bianconero, la sensazione è che Palma possa essere più arretrato rispetto al centrale ma a fine partita la lega mostrerà l'immagine che doveva essere mostrata da subito per fugare i dubbi.

 

 

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Il rigore del videocalcio lo segna Locatelli

Zaniolo non trova la porta, Yildiz ci prova subito a giro con lo stesso risultato, poi arriva una brutta notizia per Spalletti: Gatti si fa male al ginocchio da solo, costretto a uscire zoppicando e preoccupato in volto. In campo Locatelli, Koopmeiners torna in difesa. Dopo poco arriva il raddoppio Juve: McKennie vanifica la bella palla di David per Cabal e l'assist del compagno di squadra tirando addosso a Sava, ma dal VAR richiamano Fourneau, Palma arriva in ritardo su Cabal a palla già giocata schiacciandogli il piede. Un contatto che nel calcio non è mai contato nulla ma nella burocrazia e nel protagonismo delle immagini di oggi diventa un intervento da punire con il calcio di rigore. Sul dischetto ci va Locatelli, togliendo il pallone a Yildiz voglioso di batterlo: il numero 5 non sbaglia, come col Venezia, e va a prendersi gli applausi di uno Stadium che mugugnava un po' alla sua premiazione a inizio partita per le 200 partite in bianconero.  

A segno anche Openda, ma è offside di frame

Nel finale c'è spazio anche per gli strappi di Conceicao, le giocate strappa applausi di uno Zhegrova sempre più Douglas Costa balcanico entrato per Yildiz e anche per il gol di Openda su assist di Joao Mario, ma anche qui arriva la chiamata dal video: il frame mostra un offside di punta di scarpino, in una ricostruzione che ha sempre nell'attendibilità della precisione millimetrica un grande problema. Da quattro a due, è comunque vittoria per Spalletti, la terza di fila prima di presentarsi per la prima volta al Maradona da avversario dopo lo Scudetto vinto. Nel tabellone si aspetta invece Atalanta o Genoa, quarti in programma tra il 4 e l'11 febbraio 2026 sempre in partita secca.

 

 

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Tante buone notizie, l'ennesimo caso VAR, il videocalcio che impazza e un'emergenza in difesa vista Napoli e non solo: la Juventus si prende il passaggio ai quarti di finale di Coppa Italia regolando 2-0 la pratica Udinese con un gol per tempo. Prima l'autorete di Palma propiziata da una grandissima giocata di David e poi un rigore inesistente nel calcio che siamo abituati a vedere ma che nel regolamento del videocalcio di oggi è punito con inflessibile puntualità...da quando lo stesso fallo di Gila su Conceicao sfuggì a arbitro, guardalinee, VAR e AVAR della partita costando la sconfitta ai bianconeri con la Lazio. Da sottolineare prima di tutto la terza vittoria consecutiva dei bianconeri dopo Bodo e Cagliari, un filotto centrato finora in stagione solo all'inizio tra Parma, Genoa e Inter quando Tudor faceva sognare.  

Per la prima volta difesa a quattro, Spalletti mostra la sua idea di calcio con un doppio play Miretti-Koop di gran qualità e un centravanti associativo come David che crea di squadra e finalizza di squadra, facendo dimenticare il ko di Vlahovic. Certo, a tutto serve Yildiz perché senza il 10 questo motore non può andare a pieni giri, ma esperimento positivo e da riproporre sicuramente presto, con una partita abbordabile e magari con un reparto difensivo più ampio di quello attuale, visto l'infortunio di Gatti che accende tutte le spie d'allarme per un dicembre di fuoco. Di David e il gol capolavoro alla Batistuta tolto per un offside non chiarito fino all'ultimo, forse anche con una linea tirata su un giocatore sbagliato parliamo a parte, sarebbe stata la pietra tombale sul risultato ben prima del penalty che Locatelli realizza nella ripresa: un rigore che nessuno avrebbe mai fischiato, un passaggio di Cabal per McKennie che conclude addosso a Sava, ma il Videocalcio pizzica Palma che a palla ormai lontana in scivolata finisce con il piede su quello del colombiano, massima punizione e anche ammonizione per il difensore dell'Udinese e la sensazione che servano davvero regole nuove per uno sport nuovo.

 

 

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