Questo pomeriggio, 201 giorni dopo la luculliana vittoria sull’Estonia, Rino Gattuso rimetterà piede nello stadio di Bergamo, da lui scelto per avere una piccola “Bombonera” traboccante d’amore per la maglia azzurra nella speranza che tanto affetto possa aiutare chi andrà in campo a sciogliere le tensioni dovute alla sacralità dell’appuntamento. Perché l’Italia ha visto gli ultimi due Mondiali dalla televisione e un altro fallimento provocherebbe danni immani a tutto il movimento (con azzeramento dei vertici federali) e perché - inutile negarlo - pure la carriera del ct è a un punto di svolta. Certe notti ti segnano per una vita ma bisogna trovare la forza di non pensarci o meglio, di farsi condizionare il giusto, nonostante l’importance del momento. E Gattuso ha deciso di rimettersi tra le confortevoli braccia della New Balance Arena perché non ha dimenticato gli applausi che la Nazionale ha ricevuto dopo aver chiuso il primo tempo con l’Estonia sullo 0-0 nella notte del suo esordio come ct (era il 5 settembre).
La differenza con l'Irlanda del Nord
Anziché fischi, o quanto meno qualche mugugno di disapprovazione, i giocatori sono stati avvolti da un caldo abbraccio (mica scontato visto il fresco ricordo della batosta di Oslo, l’esonero di Spalletti e la striminzita vittoria sulla Moldavia) e nel secondo tempo, una volta sbloccata la partita, i gol - cinque in totale - sono sgorgati come acqua fresca. Il sogno è che la magia possa ripetersi domani sera perché una vittoria convincente sarebbe il viatico migliore per presentarsi al meglio in Galles o in Bosnia, all’ultimo bivio con vista sull’altra sponda dell’Atlantico. Al netto dei gesti apotropaici che potrebbe fare Gattuso, va detto che l’Italia - almeno per la gara che si giocherà a Bergamo - è pienamente padrona del proprio destino. La differenza con l’Irlanda del Nord è marcata, come prova un dato incontrovertibile legato al valore di mercato dei giocatori che scenderanno in campo (e la forbice si allargherebbe ancora di più prendendo in considerazione chi si accomoderà in panchina, dove tra gli azzurri c’è gente come Pio Esposito, uno che vorrebbe mezza Europa).
