Il valore degli Azzurri
Questo anche perché Michael O’Neill - allenatore che da febbraio condivide il ruolo da ct con quello di manager del Blackburn - sulla strada che porta a Bergamo ha preso prima la sua stella più luminosa (vale a dire Conor Bradley, laterale del Liverpool che a gennaio si è rotto il crociato anteriore del ginocchio sinistro), quindi Dan Ballard, difensore centrale del Sunderland (guaio muscolare al bicipite femorale). Vero è che Gattuso ha dovuto fare a meno, nell’ordine, di Verratti, Di Lorenzo, Zaccagni e Chiesa, però resta il fatto che la somma del valore di mercato dei probabili titolari azzurri è dieci volte superiore a quella degli avversari (473 milioni contro 44,7, secondo il sito transfertmarkt). Punte di diamante Sandro Tonali (il cui cartellino, da solo, pesa 80 milioni), Alessandro Bastoni (70), Nicola Barella, Riccardo Calafiori e Federico Dimarco (tutti a 50) seguiti da Donnarumma (45) e dalla coppia Kean-Retegui (identico pure il loro valore di mercato, pari a 40 milioni). I nordirlandesi, persi Bradley (30 milioni) e Ballard (20) hanno il solo Trai Hume, compagno del centrale al Sunderland, con una valutazione importante (sempre 20 milioni). Alle sue spalle Isaac Price del West Bromwich (10 milioni), mentre il resto della batteria ha valori da squadra di serie B italiana. A corredo va pure ribadito un altro concetto: un conto è incontare l’Irlanda del Nord a Belfast (dove pure la Nazionale allenata da Roberto Mancini fu inchiodata sullo 0-0), un altro è affrontarla in casa propria.
