Pagina 2 | Dieci volte di più: Italia-Irlanda del Nord, sulla carta non c’è storia. L’incredibile differenza

Questo pomeriggio, 201 giorni dopo la luculliana vittoria sull’Estonia, Rino Gattuso rimetterà piede nello stadio di Bergamo, da lui scelto per avere una piccola “Bombonera” traboccante d’amore per la maglia azzurra nella speranza che tanto affetto possa aiutare chi andrà in campo a sciogliere le tensioni dovute alla sacralità dell’appuntamento. Perché l’Italia ha visto gli ultimi due Mondiali dalla televisione e un altro fallimento provocherebbe danni immani a tutto il movimento (con azzeramento dei vertici federali) e perché - inutile negarlo - pure la carriera del ct è a un punto di svolta. Certe notti ti segnano per una vita ma bisogna trovare la forza di non pensarci o meglio, di farsi condizionare il giusto, nonostante l’importance del momento. E Gattuso ha deciso di rimettersi tra le confortevoli braccia della New Balance Arena perché non ha dimenticato gli applausi che la Nazionale ha ricevuto dopo aver chiuso il primo tempo con l’Estonia sullo 0-0 nella notte del suo esordio come ct (era il 5 settembre).

La differenza con l'Irlanda del Nord

Anziché fischi, o quanto meno qualche mugugno di disapprovazione, i giocatori sono stati avvolti da un caldo abbraccio (mica scontato visto il fresco ricordo della batosta di Oslo, l’esonero di Spalletti e la striminzita vittoria sulla Moldavia) e nel secondo tempo, una volta sbloccata la partita, i gol - cinque in totale - sono sgorgati come acqua fresca. Il sogno è che la magia possa ripetersi domani sera perché una vittoria convincente sarebbe il viatico migliore per presentarsi al meglio in Galles o in Bosnia, all’ultimo bivio con vista sull’altra sponda dell’Atlantico. Al netto dei gesti apotropaici che potrebbe fare Gattuso, va detto che l’Italia - almeno per la gara che si giocherà a Bergamo - è pienamente padrona del proprio destino. La differenza con l’Irlanda del Nord è marcata, come prova un dato incontrovertibile legato al valore di mercato dei giocatori che scenderanno in campo (e la forbice si allargherebbe ancora di più prendendo in considerazione chi si accomoderà in panchina, dove tra gli azzurri c’è gente come Pio Esposito, uno che vorrebbe mezza Europa).

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Il valore degli Azzurri

Questo anche perché Michael O’Neill - allenatore che da febbraio condivide il ruolo da ct con quello di manager del Blackburn - sulla strada che porta a Bergamo ha preso prima la sua stella più luminosa (vale a dire Conor Bradley, laterale del Liverpool che a gennaio si è rotto il crociato anteriore del ginocchio sinistro), quindi Dan Ballard, difensore centrale del Sunderland (guaio muscolare al bicipite femorale). Vero è che Gattuso ha dovuto fare a meno, nell’ordine, di Verratti, Di Lorenzo, Zaccagni e Chiesa, però resta il fatto che la somma del valore di mercato dei probabili titolari azzurri è dieci volte superiore a quella degli avversari (473 milioni contro 44,7, secondo il sito transfertmarkt). Punte di diamante Sandro Tonali (il cui cartellino, da solo, pesa 80 milioni), Alessandro Bastoni (70), Nicola Barella, Riccardo Calafiori e Federico Dimarco (tutti a 50) seguiti da Donnarumma (45) e dalla coppia Kean-Retegui (identico pure il loro valore di mercato, pari a 40 milioni). I nordirlandesi, persi Bradley (30 milioni) e Ballard (20) hanno il solo Trai Hume, compagno del centrale al Sunderland, con una valutazione importante (sempre 20 milioni). Alle sue spalle Isaac Price del West Bromwich (10 milioni), mentre il resto della batteria ha valori da squadra di serie B italiana. A corredo va pure ribadito un altro concetto: un conto è incontare l’Irlanda del Nord a Belfast (dove pure la Nazionale allenata da Roberto Mancini fu inchiodata sullo 0-0), un altro è affrontarla in casa propria.

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I dubbi di Gattuso

Anche in questo caso parlano i numeri: nelle ultime 5 trasferte l’Irlanda del Nord ha vinto soo in Lussemburgo (3-1), successo incastonato tra 4 sconfitte (contro Slovacchia, Germania, Danimarca e Svezia). Gattuso oggi tirerà le somme sulle condizioni di Bastoni che continua a essere l’osservato speciale a Coverciano: l’interista vuole esserci (anche ieri ha inviato segnali positivi dopo l’allenamento) però l’ultima parola spetterà al ct che come carte alternative al centro della difesa ha Gatti, Buongiorno e Scalvini. L’altro dubbio è legato a una scelta tecnica: Gattuso è rimasto abbagliato dalle prestazioni offerte da Marco Palestra e in una partita che si preannuncia anche molto fisica potrebbe essere tentato dall’idea di partire con il ragazzotto, magari tenendosi la carta Politano per la seconda gara quando dovremmo giocare in trasferta contro la vincente di Galles-Bosnia e servirebbe anche esperienza internazionale. Qualora domani Gattuso scegliesse Palestra, uscirebbe un veterano il cui cartellino è valutato 8 milioni, ed entrerebbe un ragazzo che secondo transfertmarkt ne vale 30, non però per i Percassi che hanno già posto l’asticella a 40 milioni. Ah, arbitrerà l’olandese Makkelie: dovrebbe essere una garanzia.

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Il valore degli Azzurri

Questo anche perché Michael O’Neill - allenatore che da febbraio condivide il ruolo da ct con quello di manager del Blackburn - sulla strada che porta a Bergamo ha preso prima la sua stella più luminosa (vale a dire Conor Bradley, laterale del Liverpool che a gennaio si è rotto il crociato anteriore del ginocchio sinistro), quindi Dan Ballard, difensore centrale del Sunderland (guaio muscolare al bicipite femorale). Vero è che Gattuso ha dovuto fare a meno, nell’ordine, di Verratti, Di Lorenzo, Zaccagni e Chiesa, però resta il fatto che la somma del valore di mercato dei probabili titolari azzurri è dieci volte superiore a quella degli avversari (473 milioni contro 44,7, secondo il sito transfertmarkt). Punte di diamante Sandro Tonali (il cui cartellino, da solo, pesa 80 milioni), Alessandro Bastoni (70), Nicola Barella, Riccardo Calafiori e Federico Dimarco (tutti a 50) seguiti da Donnarumma (45) e dalla coppia Kean-Retegui (identico pure il loro valore di mercato, pari a 40 milioni). I nordirlandesi, persi Bradley (30 milioni) e Ballard (20) hanno il solo Trai Hume, compagno del centrale al Sunderland, con una valutazione importante (sempre 20 milioni). Alle sue spalle Isaac Price del West Bromwich (10 milioni), mentre il resto della batteria ha valori da squadra di serie B italiana. A corredo va pure ribadito un altro concetto: un conto è incontare l’Irlanda del Nord a Belfast (dove pure la Nazionale allenata da Roberto Mancini fu inchiodata sullo 0-0), un altro è affrontarla in casa propria.

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