Ci sono ragazze e ragazzi che poco più di una settimana fa hanno votato al referendum e che dell’Italia a un Mondiale non hanno memoria. O al massimo un fugace ricordo dell’estate a cavallo tra l’asilo e la prima elementare. Fugace anche perché fugace e deludente fu l’apparizione degli azzurri a quel Mondiale, quello del 2014 in Brasile: fuori dopo il primo girone. Dopo la batosta di ieri sera contro la Slovenia, nella migliore delle ipotesi quelle ragazze e quei ragazzi potranno rinfrescare quelle memorie, o vivere il primo Mondiale con l’Italia in campo nel caso in cui del 2014 non ricordino nulla, mentre una parte di loro sarà alle prese con la tesi della laurea triennale. Pensare che con quell’eliminazione nella fase a gironi, la seconda di fila dopo Sud Africa 2010, la Nazionale italiana sembrava aver toccato il fondo.
Mondiali 2010 e 2014, un miraggio
Dal 1970 compreso, quando gli azzurri si erano arresi in finale al Brasile di Pelé, solo una volta non avevano raggiunto la fase a eliminazione diretta, in Germania nel 1974. E invece quelle due eliminazioni ai gironi nel 2010 e nel 2014 oggi sono un miraggio, guardato con nostalgia. Quello che era sembrato il fondo nell’estate 2014 è sprofondato il 13 novembre 2017, quando lo 0-0 con la Svezia a San Siro nel ritorno di uno spareggio all’epoca disputato su due partite escluse dal Mondiale l’Italia (seconda alle spalle della Spagna nel girone di qualificazione), a causa della sconfitta 1-0 di tre giorni prima a Solna.
