Nel caos Malagò l'Italia di Mancini è tranquilla

Il tema legittimità non tocca il ct. Nelle convocazioni largo agli italiani di seconda generazione. Il presidente Figc prepara una memoria per la Giunta Coni

«Ho parlato di coraggio e coerenza». Dopo le picconate in Giunta, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio è tornato sul caso del mancato tesseramento con la Figc di Giovanni Malagò. Il commissariamento è uno spauracchio: in attesa dei pareri giuridici, sono chiari i connotati politici del caso. Se l’elezione di Malagò abbia rappresentato un grave malfunzionamento della Federcalcio lo dovranno dire, in ultima battuta, i membri della Giunta (possibile prossimo appuntamento a inizio ottobre), stretti tra la stima verso Malagò, che lavora a una memoria da presentare e potrebbe incontrare i suoi grandi elettori in Serie A, e l’occhio vigile del governo, la cui regia scorgono vari protagonisti della vicenda (di «fuoco amico» ha parlato ieri Malagò in riferimento a «persone che hanno avuto la mia amicizia e il mio supporto»). Non è certo in discussione, anche perché tecnicamente il fulcro della questione non è la nullità ma l’eventuale commissariamento, la ripartenza sotto la guida di Roberto Mancini, che lavora per il suo nuovo esordio da ct azzurro il 25 in Nations League con il Belgio.

Mancini, le convocazioni e il nuovo corso dell'Italia

Domani arriveranno le convocazioni, in formato XL: circa 31-33 giocatori. Le linee guida, oltre alla necessità di svecchiare il gruppo azzurro senza rottamarlo, saranno due. In primis, riportare entusiasmo tramite il bel gioco come a Euro 2020, di cui fu protagonista Ciro Immobile: «Baldini e Mancini sono carichi, abbiamo bisogno di tanti capitani in squadra», ha detto il capodelegazione dell’Under 16 anche in riferimento a Manuel Locatelli, tra i grandi assenti. L’altro principio che ha ispirato il lavoro di Mancini, con il collante di Claudio Ranieri, è il totale allineamento con quello di Silvio Baldini, che in Under 21 insegue il sogno del ritorno all’Olimpiade. Proprio per questo, eviterà di sottrargli calciatori su cui pure punterà in futuro, come Nicolò Pisilli, Luca Koleosho o Emanuele Lulli: l’unica eccezione, anche perché a destra non è ancora pronto Marco Palestra, sarà Michael Kayode.

Italia, i giovani di seconda generazione e le novità nelle convocazioni

Sono giovani, ma non nello zoccolo duro dell’Under 21, ragazzi che invece saranno convocati: confermato Samuele Inacio, ci saranno le prime volte di Alessandro Romano (Cagliari), Issa Doumbia (Sporting Cp) e Mohamed Ali Zoma (Norimberga). Quest’ultimo (è nato a Merate ma ha anche passaporto burkinabé), sarà osservato speciale in un reparto, l’attacco, dove sono da valutare le condizioni di Mateo Retegui, capostipite della nouvelle vague oriunda, culminata nello scippo - la Svizzera ci ha provato fino all’ultimo - di uno dal sicuro avvenire come Romano. Il nuovo corso del Mancini-bis è votato a valorizzare la meglio gioventù degli italiani di seconda generazione. Restano, come sempre per lo jesino, le ultime ore per sciogliere i dubbi: tra questi, il ballottaggio fra Antonio Vergara e Matteo Politano, con il primo favorito, e la scelta di un quarto portiere giovane (Massimo Pessina del Bologna è in pole) alle spalle di capitan Donnarumma, Carnesecchi e Vicario.

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