© AGENZIA ALDO LIVERANI SASMILANO - Nonostante un avversario non di prim’ordine, il fatto che la Norvegia ci avesse già tolto le ultimissime possibilità di riacciuffare la qualificazione mondiale e pure la concorrenza del tennis, Moldavia-Italia è stato il programma più visto giovedì in tv con 5.643.000 telespettatori e un 26.7% di share. Saranno sicuramente molti di più a marzo quando ci giocheremo la vita ai playoff. La prova generale sarà invece domani sera a San Siro (attesi 60mila spettatori) proprio contro Haaland e compagni quando torneranno tutti i big. A Chisinau c’era soltanto un titolare in campo, Sandro Tonali, proprio perché al Meazza non giocherà essendo in diffida (lo stesso discorso vale per Cambiaso, mentre Frattesi dovrebbe esserci con la raccomandazione di fare attenzione ai cartellini), mentre a Milano - come sottolineato - tornerà l’Italia di gala.
La situazione Kean
L’unico, grande dubbio è legato a Calafiori che per un fastidio all’anca anche ieri ha lavorato a parte, per il resto tutto sembra deciso con Donnarumma (che riprenderà pure la fascia da capitano), Di Lorenzo e Bastoni in difesa; Politano e Dimarco sulle corsie esterne; Locatelli in regia, Barella e Frattesi interni più Retegui ed Esposito in attacco. L’interista può essere ormai considerato un titolare aggiunto dato che il meglio l’Italia con Gattuso lo ha fatto vedere con il doppio centravanti, tuttavia sarà fondamentale per il ct avere Moise Kean tirato a lucido nel mese di marzo. Il centravanti della Fiorentina ha saltato le ultime due gare in Nazionale per infortunio mentre nelle prime tre con Gattuso in panchina, oltre a segnare 4 gol, ha mostrato un feeling inaspettato con Retegui ed è stato anche un maestro nella “riaggressione” essendo ormai nel calcio moderno gli attaccanti i primi difensori. Kean inoltre possiede la rara capacità di inventarsi una giocata dal nulla, aiuta la squadra quando è in sofferenza tenendo palla ed è un eccezionale contropiedista: tutte doti che potrebbero rivelarsi fondamentali soprattutto nel caso in cui dovessimo giocarci la gara decisiva dei playoff fuori casa (giovedì 20 novembre l’attesissimo sorteggio a Zurigo).
Norvegia, test per gli spareggi
Allo stesso modo, Gattuso deve augurarsi che l’Inter sprizzi di salute a inizio primavera: pure in Moldavia è stato evidente l’impatto dell’ingresso di Dimarco sulla partita (dai suoi piedi è partito il cross per il gol rompighiaccio di Mancini), mentre Bastoni e Barella rappresentano la spina dorsale della Nazionale. Il cammino fatto nelle qualificazioni (a proposito, va ricordato che battendo la Norvegia, Gattuso sarebbe il primo ct della storia azzurra a vincere le prime sei gare dal suo insediamento) è stato segnato dal 4-4-2 con due esterni d’attacco scelto contro avversari più morbidi con l’intento di provare a segnare tanti gol e dal 3-5-2 d’ordinanza per affrontare squadre più strutturate. In ottica playoff l’unica incognità è data dalla prima avversaria che troveremo sulla nostra strada, mentre sarebbe sorprendente se l’eventuale finale l’Italia non la affrontasse con il 3-5-2, sistema di gioco non amatissimo da Gattuso ma che viene utilizzato da tutte le grandi in Italia: il ct lo sa bene e non può certo ignorare questo dato anche perché, nella migliore delle ipotesi, da qui agli spareggi potrà avere il gruppo ai suoi ordini soltanto per uno stage di un paio di giorni nei primi dieci giorni di febbraio. Anche per questo motivo sarà importantissimo ottenere un buon risultato - possibilmente una vittoria - contro la Norvegia, risultato che aumenterebbe esponenzialmente l’autostima di un gruppo che ha già dimostrato di essere tale in molte manifestazioni, buon ultima il fatto che Barella abbia seguito la squadra a Chisinau nonostante fosse squalificato. E Gattuso, che è attento a questi particolari, ieri ha concesso tre ore libere per cena ai suoi ragazzi che erano atterrati a Malpensa alle quattro e mezza del mattino dalla Moldavia.
