David riesumato, Bremer sblocca
Si parte con David davanti, riesumato da uno Spalletti speranzoso: hai visto mai che i gol in nazionale lo abbiano risvegliato...E invece il canadese come al solito si perde tra marcature arcigne e spazi e momentum non sfruttati in area, tanto che il primo ad andarsi a scaldare a metà primo tempo è Vlahovic. Poco male comunque per la Juve perché per una volta gira tutto bene ai bianconeri, subito in vantaggio: è Bremer a infilare la porta di Bijlow sugli sviluppi di un angolo, sfruttando un assist di Kelly e una deviazione fortunosa che spiazza il portiere.
McKennie magistrale, prateria Genoa
Sono passati quattro minuti e tutto sembra in discesa, con il controllo della partita saldamente in mano ai padroni di casa, il Genoa reagisce ma senza incidere, davanti Messias è tecnico ma leggero e Vitinha scompare più a fare il difensore tra Kelly e Kalulu che ad attaccare. Colombo combatte, ma Bremer è un cliente difficile che oltre a timbrare il cartellino davanti non ti lascia spazi dietro. Ragion per cui alla fine oltre a gestire, la Juventus raddoppia pure: contropiede letale orchestrato e chiuso da McKennie chiudendo un triangolo di sessanta metri con Conceicao, nella prateria concessa con troppa leggerezza dai rivali, al 17' del primo tempo è un po' presto per gli assalti all'arma bianca senza copertura.
Juve, un diffidato salta l'Atalanta
I gialli a Locatelli e soprattutto a McKennie - diffidato, salta la sfida importantissima contro l'Atalanta - sono gli unici nei di questa prima frazione bianconera, con Spalletti che manda a scaldare anche Milik, Kostic e Zhegrova. Il Genoa continua a sbattere su un muro di gomma che trova in Locatelli il baluardo aggiunto, la Juve sfiora più volte il 3-0 con Conceicao - che sta imparando ad usare anche il destro e si vede - e soprattutto con McKennie che manda alto da due metri l'assist perfetto di testa di Yildiz che si dispera. Dieci tiri a due il computo statistico che sottolinea la superiorità juventina.

