Pagina 2 | La Juve vede la Champions, risorge anche Di Gregorio: Genoa ko, il quarto posto del Como a un passo

La Pasqua arriva dopo la quaresima, la festa arriva dopo la penitenza e la mortificazione. Rigorosamente. Sboccia la Juve di aprile, bella come una fioritura e delicata come al solito, col rischio di sciuparsi in un attimo di gelata. Ma è tempo di rinascite, di risurrezioni, la sorte concede a Di Gregorio la possibilità di redenzione e la storia bianconera ne registra il riscatto. Sfruttato il prevedibile tonfo della Roma con l'Inter, il meno prevedibile pari del Como a Udine, la Juventus si rimette in corsa e piazza lo scatto verso il quarto posto, ora lontano solo un punto dagli uomini di Fabregas che all'orizzonte hanno la capolista mentre Spalletti l'Atalanta: orizzonti nerazzurri per una sfida a distanza che questa versione bianconera può vincere. Ma attenzione.

Protagonisti della vittoria, nel bene e nel male, i marcatori oltre il portiere: Bremer con la sua potenza e la sua versione che va troppo facilmente fuori giri e un McKennie alla Mueller, il Raumdeuter di Spalletti, il cercatore di spazi che però contro l'Atalanta non ci sarà per squalifica. Come non ci sarà Vlahovic probabilmente, visto il nuovo infortunio, ma un Milik che ci ha provato anche da centrocampo, candidandosi come alternativa a un David oggi anche sfortunato - palo su un bellissimo tiro secco - ma sempre un po' indolente, mai certezza. Tanta bellezza, tanti dubbi, una sicurezza: Spalletti è il pilastro su cui fondare il futuro di questa società, cori per un allenatore allo Stadium non si sentivano da Allegri.

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David riesumato, Bremer sblocca

Si parte con David davanti, riesumato da uno Spalletti speranzoso: hai visto mai che i gol in nazionale lo abbiano risvegliato...E invece il canadese come al solito si perde tra marcature arcigne e spazi e momentum non sfruttati in area, tanto che il primo ad andarsi a scaldare a metà primo tempo è Vlahovic. Poco male comunque per la Juve perché per una volta gira tutto bene ai bianconeri, subito in vantaggio: è Bremer a infilare la porta di Bijlow sugli sviluppi di un angolo, sfruttando un assist di Kelly e una deviazione fortunosa che spiazza il portiere.

 

 

McKennie magistrale, prateria Genoa

Sono passati quattro minuti e tutto sembra in discesa, con il controllo della partita saldamente in mano ai padroni di casa, il Genoa reagisce ma senza incidere, davanti Messias è tecnico ma leggero e Vitinha scompare più a fare il difensore tra Kelly e Kalulu che ad attaccare. Colombo combatte, ma Bremer è un cliente difficile che oltre a timbrare il cartellino davanti non ti lascia spazi dietro. Ragion per cui alla fine oltre a gestire, la Juventus raddoppia pure: contropiede letale orchestrato e chiuso da McKennie chiudendo un triangolo di sessanta metri con Conceicao, nella prateria concessa con troppa leggerezza dai rivali, al 17' del primo tempo è un po' presto per gli assalti all'arma bianca senza copertura.

 

 

Juve, un diffidato salta l'Atalanta

I gialli a Locatelli e soprattutto a McKennie - diffidato, salta la sfida importantissima contro l'Atalanta - sono gli unici nei di questa prima frazione bianconera, con Spalletti che manda a scaldare anche Milik, Kostic e Zhegrova. Il Genoa continua a sbattere su un muro di gomma che trova in Locatelli il baluardo aggiunto, la Juve sfiora più volte il 3-0 con Conceicao - che sta imparando ad usare anche il destro e si vede - e soprattutto con McKennie che manda alto da due metri l'assist perfetto di testa di Yildiz che si dispera. Dieci tiri a due il computo statistico che sottolinea la superiorità juventina.

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Perin ko, palo David. Si fa male anche Vlahovic!

Si riparte con la sostituzione che non ti aspetti: tutti gli occhi sugli attaccanti, entra il portiere. Problema al polpaccio per Perin, la sorte regala a Di Gregorio una nuova chance per mostrarsi all'altezza della Juventus che comunque spadroneggia, McKennie prima e David poi a un soffio dal tris con il destro del canadese a trovare il palo a portiere battuto. De Rossi interviene dopo pochi minuti, fuori un evanescente Messias per la tecnica e la determinazione di Baldanzi e qualcosa sembra cambiare nel Genoa, ma all'ora di gioco è ancora tutto in mano ai bianconeri. Che però perdono anche Vlahovic...

Vlahovic, cos'è successo. Entra Milik

Sembrava tutto pronto per l'ingresso di Dusan, ma al momento del cambio il serbo ha detto a Sinatti, il preparatore, di aver accusato un problema e si è andato prima a risedersi in panchina e poi direttamente negli spogliatoi a testa bassa, con una borsa del ghiaccio sul polpaccio. L'infortunio precedente non c'entra quindi, si rischia un altro lungo stop per il 9 bianconero. Al suo posto entra Milik, dopo un altro lungo riscaldamento e tante precauzioni.

 

 

Di Gregorio para rigore e Genoa: Juve a -1 dalla Champions

Baldanzi intanto suona la carica Genoa, che a venti minuti dalla fine ha l'occasione per riaprirla: intervento ingenuo di Bremer a ridosso dell'area di rigore su Martin, rigore dopo il check VAR che batte lo stesso spagnolo, la scelta a destra di Di Gregorio non lo premia perché il portiere bianconero para penalty e poi si ripete sul secondo tentativo avversario dopo qualche secondo. L'abbraccio di tutti all'Uomo Digre, Locatelli in primis, certificano il cementarsi dello spogliatoio gestito da Spalletti - cori per lui nel finale di partita dalla Curva, dai tempi di Allegri non si sentivano - e la rinascita del portiere dopo una lunga quaresima di penitenza ed espiazione degli errori precedenti. I gialli a Bremer per il rigore e a Thuram non sporcano una Pasqua e una Pasquetta di felicità juventina, cambiano i tempi ma magari dalla Juve di marzo di una volta si potrà parlare della Juve di aprile di oggi.

 

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David riesumato, Bremer sblocca

Si parte con David davanti, riesumato da uno Spalletti speranzoso: hai visto mai che i gol in nazionale lo abbiano risvegliato...E invece il canadese come al solito si perde tra marcature arcigne e spazi e momentum non sfruttati in area, tanto che il primo ad andarsi a scaldare a metà primo tempo è Vlahovic. Poco male comunque per la Juve perché per una volta gira tutto bene ai bianconeri, subito in vantaggio: è Bremer a infilare la porta di Bijlow sugli sviluppi di un angolo, sfruttando un assist di Kelly e una deviazione fortunosa che spiazza il portiere.

 

 

McKennie magistrale, prateria Genoa

Sono passati quattro minuti e tutto sembra in discesa, con il controllo della partita saldamente in mano ai padroni di casa, il Genoa reagisce ma senza incidere, davanti Messias è tecnico ma leggero e Vitinha scompare più a fare il difensore tra Kelly e Kalulu che ad attaccare. Colombo combatte, ma Bremer è un cliente difficile che oltre a timbrare il cartellino davanti non ti lascia spazi dietro. Ragion per cui alla fine oltre a gestire, la Juventus raddoppia pure: contropiede letale orchestrato e chiuso da McKennie chiudendo un triangolo di sessanta metri con Conceicao, nella prateria concessa con troppa leggerezza dai rivali, al 17' del primo tempo è un po' presto per gli assalti all'arma bianca senza copertura.

 

 

Juve, un diffidato salta l'Atalanta

I gialli a Locatelli e soprattutto a McKennie - diffidato, salta la sfida importantissima contro l'Atalanta - sono gli unici nei di questa prima frazione bianconera, con Spalletti che manda a scaldare anche Milik, Kostic e Zhegrova. Il Genoa continua a sbattere su un muro di gomma che trova in Locatelli il baluardo aggiunto, la Juve sfiora più volte il 3-0 con Conceicao - che sta imparando ad usare anche il destro e si vede - e soprattutto con McKennie che manda alto da due metri l'assist perfetto di testa di Yildiz che si dispera. Dieci tiri a due il computo statistico che sottolinea la superiorità juventina.

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