La Juve chiave per Nico Paz! L'incredibile rivelazione di Fabregas, "Il passaggio decisivo..."

Le parole dell'allenatore del Como sull'arrivo del talento argentino: "Dopo quella sconfitta..."

Sky Sport ha dedicato uno speciale al Como, ripercorrendo le tappe che hanno portato il club a qualificarsi in Champions League. A commentare queste immagini è stato Cesc Fabregas, a partire dal discorso fatto alla squadra al termine della partita: "È l’ultimo cerchio della stagione. Era un momento molto personale. Abbiamo fatto una stagione storica, nella quale questi ragazzi sono andati oltre i propri limiti. Mi hanno emozionato tante volte durante l’anno, per il coraggio, la mentalità, la voglia e la qualità che hanno sempre avuto. Sentivo il bisogno di aprirmi con loro e di ringraziarli".

La solitudine degli allenatori 

Ma l'ultima giornata è stata molto tesa per il Como, tanto che l'allenatore spagnolo è stato visto da solo mentre aspettava notizie dagli altri campo: "Questi momenti sono difficili da gestire. Volevo stare tranquillo, senza urla o tensioni intorno. L’allenatore vive una solitudine enorme in certi momenti, mi sto abituando. Deve prendere tante decisioni e spesso resta solo con sé stesso. Però quello è stato uno dei momenti più belli della mia carriera nel calcio".

"Non mi aspettavo tutta quella gente"

Ma la tradizione di parlare alla squadra al centro del campo a fine partita, Fabregas ce l'ha dal primo giorno: "Non mi aspettavo tutta quella gente, è stato una bella sorpresa. Io venivo qui spesso in vacanza, anche per matrimoni, ma non conoscevo davvero la realtà del Como. Quel giorno invece ho capito che qui c’erano passione per il calcio e cuore. Mi sono sentito subito nel posto giusto, perché io sono come loro: passionale. Ci sono tifosi che seguivano il Como in Serie D e in Serie C, persone fedelissime. Adesso piano piano la famiglia sta crescendo e vedere questa evoluzione è una delle cose più belle".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Como

Nico Paz al Como… Per 'colpa' della Juve?

La prima stagione in Serie A del Como era iniziata con una pesante sconfitta per 3-0 contro la Juventus: "Un passaggio chiave, assolutamente sì. In quel momento eravamo ancora una squadra molto da Serie B. Però quella partita ci ha fatto capire che, se volevamo restare in Serie A, dovevamo alzare il livello. Il presidente lo ha capito subito e abbiamo aggiunto giovani e di esperienza come Nico Paz, Perrone, Kempf e Fadera, giocatori che ci hanno dato qualità, velocità e aiutato ad alzare il livello. Poi da gennaio abbiamo iniziato a spingere di più".

E a proposito di Juve e Nico Paz, quest'anno, invece, il Como ha battuto 2-0 i bianconeri: "Quella vittoria è stata top. Questa è un’immagine bellissima. Nico Paz è un giocatore che ci ha fatto crescere più velocemente. Mi ha emozionato tante volte. Come giocatore è cresciuto tantissimo in questi anni. Tra noi c’è un rapporto importante: lui si fida di me e io mi fido di lui. Quell’abbraccio con lui dopo la Juventus era sincero, di cuore".

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La lite con Allegri: "Ho sbagliato e l'ho detto subito"

In stagione Fabregas ha anche litigato con Allegri ed è stato espulso: "Ho sbagliato e l’ho detto subito. Non serve che qualcuno me lo faccia notare. Quando sbagli bisogna accettarlo, imparare e andare avanti. Non mi piace questa cultura del massacrare le persone appena fanno un errore".

"Baturina? Forse per colpa mia…"

Sul gol di Baturina contro il Bologna al 90' ha aggiunto: "Arrivava da un periodo difficile. Martin è un giocatore forte, forse per colpa mia non aveva avuto tante occasioni fino a quel momento. Quel gol ha cambiato qualcosa per lui e anche per noi. Ricordo ancora tutti che entrano in campo a festeggiarlo. È stato un momento bellissimo, ma in questa stagione ce ne sono tanti. Penso anche a quando è venuta la mia famiglia, che per me è fondamentale. L’allenatore non è mai davvero a casa: anche quando c’è, pensa sempre al lavoro, alle soluzioni, ai problemi. Per questo ogni volta che succede qualcosa di bello sento il bisogno di abbracciarli".

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"Lasciare il Como? L'anno scorso si è parlato tanto ma..."

Dopo una stagione così, tornano a farsi forti le voci di un possibile addio: "L’anno scorso si è parlato tanto, ma io non ho mai detto niente e penso nemmeno gli altri. A volte non serve parlare troppo. Io sono felice al Como. Nella vita bisogna prendere le decisioni che si ritengono migliori, ma io qui sto bene".

Fabregas e il Papa: "Momento molto felice per me"

Poi sull'incontro con il Papa: "Un momento molto felice per me e la mia famiglia. Una delle giornate più belle della mia vita. Io e mia moglie avevamo provato tante volte ad andare in Vaticano per incontrare il Papa senza riuscirci. Quando siamo andati a Roma per giocare contro la Lazio, il presidente ci ha detto che potevamo incontrarlo. Per noi è stato qualcosa di davvero speciale, perché siamo molto credenti".

 

 

 

 

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Sky Sport ha dedicato uno speciale al Como, ripercorrendo le tappe che hanno portato il club a qualificarsi in Champions League. A commentare queste immagini è stato Cesc Fabregas, a partire dal discorso fatto alla squadra al termine della partita: "È l’ultimo cerchio della stagione. Era un momento molto personale. Abbiamo fatto una stagione storica, nella quale questi ragazzi sono andati oltre i propri limiti. Mi hanno emozionato tante volte durante l’anno, per il coraggio, la mentalità, la voglia e la qualità che hanno sempre avuto. Sentivo il bisogno di aprirmi con loro e di ringraziarli".

La solitudine degli allenatori 

Ma l'ultima giornata è stata molto tesa per il Como, tanto che l'allenatore spagnolo è stato visto da solo mentre aspettava notizie dagli altri campo: "Questi momenti sono difficili da gestire. Volevo stare tranquillo, senza urla o tensioni intorno. L’allenatore vive una solitudine enorme in certi momenti, mi sto abituando. Deve prendere tante decisioni e spesso resta solo con sé stesso. Però quello è stato uno dei momenti più belli della mia carriera nel calcio".

"Non mi aspettavo tutta quella gente"

Ma la tradizione di parlare alla squadra al centro del campo a fine partita, Fabregas ce l'ha dal primo giorno: "Non mi aspettavo tutta quella gente, è stato una bella sorpresa. Io venivo qui spesso in vacanza, anche per matrimoni, ma non conoscevo davvero la realtà del Como. Quel giorno invece ho capito che qui c’erano passione per il calcio e cuore. Mi sono sentito subito nel posto giusto, perché io sono come loro: passionale. Ci sono tifosi che seguivano il Como in Serie D e in Serie C, persone fedelissime. Adesso piano piano la famiglia sta crescendo e vedere questa evoluzione è una delle cose più belle".

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