"Ringrazio anche io la società per la fiducia. Diego è una persona che capisce di calcio. Grazie a Sucu e Blazquez e non vedo l'ora di iniziare". Così Daniele De Rossi inaugura la sua nuova avventura sulla panchina del Genoa. Il tecnico classe '83 subentra al dimissionario Patrick Vieira, tornando dunque ad allenare un anno dopo l'esonero dalla Roma. L'ex giallorosso si è legato al club fino al 30 giugno 2026 ed è ora chiamato a tirare fuori il Grifone dalle sabbie mobili, con un bilancio che riporta 6 sconfitte, 3 pareggi e 1 solo successo rimediato in trasferta contro il Sassuolo all'ultima uscita stagionale sotto la guida del traghettatore Domenico Criscito. Un successo che ha ridato fiducia allo spogliatoio e preparato al meglio l'esordio del nuovo tecnico, ora impegnato a preparare la gara interna contro la Fiorentina - altra polveriera del campionato con 0 vittorie e ultima in classifica - in programma alle ore 15 di domenica 9 novembre al Ferraris. A seguire, la trasferta di Cagliari di sabato 22. Queste le parole di De Rossi in conferenza stampa: "E' il destino che mi ha portato qui. A volte ci sono occasioni da non perdere assolutamente. Nelle ultime settimane, negli ultimi mesi ho avuto contatti con altre squadra. Per mesi ho avuto porte chiuse e poi a gennaio è arrivata la Roma. Tante altre volte ho avuto accostamenti, chiacchiere e non si è fatto niente. Ora c'è il Genoa, che è una grande squadra. E' un grande onore essere qua.
De Rossi: "Nessuno ha schiacciato il Genoa"
"Non dico bugie. Sono onorato, oltre che emozionato e carico. Questo ruolo credo vada ricoperto con onore e rispetto. Devi essere consapevole di dove sei. Devi rapportarti al DNA della squadra e il Genoa di DNA ne ha da vendere. Io adatterò le mie idee al materiale tecnico che ho. Sono contento di loro, non del tempo che ho nel preparare la prima partita. Ho fretta di fare punti. Se avessi potuto scegliere una squadra da non affrontare era la Fiorentina. Ha giocatori che ti possono tirare fuori la giornata positiva anche nel momento di non positivo. Ma anche noi siamo forti. Lo stadio sarà pieno e i ragazzi hanno un'eccezionale condizione fisica. Sarà un Genoa che ci farà ben sperare per il futuro. Che idea mi sono fatto della squadra? E' complicato per me parlarne perché si tratterebbe valutare il lavoro di un collega. Se i punti fossero arrivati, io sarei ancora sul divano. L'errore più grande che possiamo fare è, in tre giorni, dargli 100 notizie e cercare di risolvere le cose più importanti che, forse, sono mancati. Ma proprio guardando le partite non c'è stata nessuna squadra che ha schiacciato il Genoa. Aggiungo anche i piazzati che ha penalizzato la squadra. A volte non me l'aspetto ma è bello. Ora sono concentrato sull'amore di un'altra tifoseria. L'amore dei tifosi di Roma e Boa? La Roma è la storia di una vita, il Boca molto importante. Io però non voglio passare a Genova col Genoa così da spettatore che timbra il cartellino e se ne va. Mi farebbe piacere andarmene fra qualche anno con un'altra tifoseria che mi vuole bene".

De Rossi: "Voglio il Ferraris un inferno"
"A secco di gol al Marassi? A volte ci sono delle coincidenze. E' sintomo di quando le cose non vanno. E' quello che serve per far riscoppiare l'amore dei tifosi del Genoa. Non penso sia un tabù mentale o un blocco. Ne abbiamo tante in case per poter invertire la rotta. Penso che ogni allenatore trasmetta la propria maniera di vivere il calcio. Io trasmetto il mio modo di essere al Genoa. E dò un'importanza vitale nel momento in cui lo faccio. So che poi le cose drammatiche della vita sono altre ma mi avvicino ai ragazzi giovani che dopo aver perso non è finito il mondo ma voglio vedere gente che, pur di non perdere, va oltre il proprio sforzo. So che il Genoa non è una tifoseria che dobbiamo portare dalla nostra parte. Non dobbiamo fare appelli ma portarli dalla nostra parte. Dobbiamo far tornare il 'Ferraris' un inferno. Forse ci sarebbe bisogno di più tempo per rispondere o forse spegnere le telecamere. Errori ne ho fatti. Quando un errore lo fa un allenatore di poca esperienza viene tirato fuori. L'errore fa parte del nostro lavoro. Bisogna avere la fortuna di essere un tipo autocritico. Fanno parte della crescita dell'essere umano. Quando cresci cerchi di modificare i comportamenti".