Le difficoltà del Genoa
L'allenatore rossobllù continua: "Le difficoltà nella pressione a Kelly? Aveva libertà perché arrivavamo con un attimo di ritardo: sapevamo che avrebbero verticalizzato sulle punte, preparata una gara a Udine molto simile a questa, e aveva pagato facendo gol in quella maniera. Dovevamo uscire con una sorta di 5-4-1 che ci ha reso poco aggressivi sui primi costruttori. Nella ripresa col 5-3-2 è andata un po’ meglio, ma quando vai forte sui riferimenti davanti c’è poco da fare. Abbiamo pagato le libertà lasciate a Kelly e Cambiaso". Sulla classifica e il livello di preoccupazione: "Sempre alto, mai smesso di dire che non siamo salvi, che non mi interessa ciò che fanno gli altri anche se non ci nascondiamo, le sconfitte di Lecce, Cremonese e Cagliari per noi è un vantaggio. Sappiamo da dove siamo partiti, eravamo penultimi: non vogliamo ricucirci alle ultime giornate, ottenuto meno di quanto avevamo meritato. La preoccupazione c’è ma sono sicuramente preoccupati gli altri che hanno meno punti. Stiamo facendo tante partite in cui dimostriamo di meritare la Serie A, oggi lo abbiamo fatto solo per 45’ ma anche per merito della squadra che c’era di fronte".
L'abbraccio con Locatelli
Sull’abbraccio con Locatelli: "Gli ho detto di tenere la testa alta, ho cercato di scrivere ai ragazzi che sono cresciuti con me. Ero dispiaciuto per la partita ma soprattutto vedere loro: testa basse, lacrime, come lui o Gigio Donnarumma o gente della delegazione come Gigi Buffon e Leo Bonucci o Rino Gattuso. A qualcuno l’ho scritto, altri li ho lasciati sbollire. Oggi allo Stadium ho preso quasi un applauso collettivo, e sono stato tra i primi a non qualificarmi a un Mondiale: le cose passano, quello che ora sembra insormontabile e una vergogna incancellabile passerà, rimarrà cosa sta facendo in carriera. È un ragazzo che merita davvero tanto".
