MILANO - Chivu, Fabregas e Vieira. Fra oggi e domani andrà in scena l’atteso faccia a faccia fra Inzaghi e la dirigenza nerazzurra per decidere quale strada intraprendere, però è ovvio che la società di Viale della Liberazione si sia guardata attorno in queste ultime settimane, quelle contraddistinte dalle voci dall’Arabia e dalle parole incerte sul domani dello stesso Inzaghi. Marotta nella pancia dell’Allianz Arena ha fatto capire quale sia il pensiero del club: "Nessun cambio di direzione. Il fatto che ci si incontri con Inzaghi è perché io e la società non siamo abituati a portare un allenatore a scadenza e vorremmo proseguire con lui allungandogli il contratto. Il ciclo ha funzionato benissimo, non ci sarà alcuna rivoluzione. Da parte nostra siamo orgogliosi e fieri di continuare con lui".

Inter, tutti i nomi in caso di addio di Inzaghi
L’Inter, almeno pubblicamente, ha preso la sua decisione. In caso di rottura, però, non potrà farsi trovare impreparata. Sono stati e sono tuttora analizzati diversi profili, anche se l’idea, in caso di cambiamento, è quella di voltare pagina, affidando la squadra a un tecnico emergente che possa portare aria fresca per spazzare via le tossine negative di questo finale di stagione. La prima scelta dell’Inter era Vincenzo Italiano, ma il rinnovo col Bologna ha tolto il tecnico dai giochi. Italiano nell’estate del 2021, dopo aver prolungato con lo Spezia ruppe il contratto e accettò la corte dalla Fiorentina, ma questa volta sembra improbabile un ribaltone del genere. Fuori dai giochi anche De Zerbi, apprezzato da Ausilio, ma rimarrà all'Olympique Marsiglia. E quindi attenzione ai giovani in rampa di lancio in Serie A: Fabregas, Chivu e Vieira. Non è un mistero che intrighi lo spagnolo reduce da un’annata esaltante, però ha detto no alla Roma, è legato a doppio filo al Como (ha quote societarie e un contratto fino al 2028 che potrebbe essere rinnovato al 2029) e il suo nome divide la dirigenza nerazzurra: la proposta di gioco è esaltante, però la sua poca esperienza e la fase difensiva “non emertica”, preoccupano.
