Maledetta primavera Inter, la solita frenata: dal Bodo alla Fiorentina

I nerazzurri ritrovano Lautaro per la volata finale. I segnali positivi per il finale di stagione non mancano

MILANO - Maledetta primavera. Passano gli anni e il copione del film stagionale dell’Inter continua ad assomigliarsi: nel passaggio ai primi caldi, la squadra nerazzurra inizia ad accusare un po’ di stanchezza, al punto di rimettere in discussione certezze acquisite. Il pareggio di Firenze, da questo punto di vista, è arrivato nel peggior momento possibile: la sosta, notoriamente infida, è diventata un momento per rimuginare per chi, comunque, guarda il resto della compagnia dall’alto in basso. Tutto sommato, infatti, lo psicodramma scacciato anche dal presidente Beppe Marotta non avrebbe giustificazioni di classifica: a otto giornate dalla fine del campionato, la squadra di Cristian Chivu ha sei punti di vantaggio sul secondo posto e sette sul terzo.

Chivu meglio di Inzaghi

Non solo: il tecnico romeno ha due punti in più rispetto a Simone Inzaghi alla stessa giornata della scorsa stagione e addirittura nove rispetto al 2021/22. Sono i due precedenti che turbano i sogni dei tifosi, memori di scudetti che sembravano alla portata e hanno invece preso altre direzioni. Nello specifico le stesse - Milan e Napoli - che oggi sono in agguato. La frenata primaverile non è una novità: l’anno scorso arrivò un po’ più avanti, a fine aprile, protagoniste le gare con Bologna e Roma, con tanto di polemiche arbitrali. Nel primo anno di Inzaghi il momento della crisi fu a fine febbraio, nella stagione successiva l’Inter perse contatto dal Napoli con le cinque sconfitte in sette gare da fine febbraio a metà aprile.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Inter

Inter, l'eliminazione col Bodo...

Persino nell’anno della seconda stella, tra fine marzo e inizio aprile i nerazzurri portarono a casa due pareggi in tre giornate: poca roba, per carità, ma conferma una certa sofferenza nel momento decisivo del campionato. Quanto all'attualità, un peso può averlo l’età media alta di una squadra che in estate non è stata rinnovata, specie nei suoi elementi chiave. Non è un caso che, dall’estate, una discreta fetta della vecchia guardia potrebbe fare le valigie, tra chi vedrà il proprio contratto scadere e chi sarà oggetto di valutazione se arriveranno delle offerte quantomeno valutabili. Buon per Chivu che abbia tutto il vantaggio, sugli inseguitori e sul recente passato, per gestire.

Per di più, senza la Champions League: l’eliminazione con il Bodo/Glimt resta una macchia sulla stagione, perdonabile sull’altare dello scudetto. Priva di impegni infrasettimanali, l’Inter guarda il calendario davanti a sé con la consapevolezza di avere due sfide cruciali al rientro dalla sosta (Roma e Como), ma anche di poter preparare quasi tutte le partite nella settimana tipo. C’è anche chi sostiene non sia un vantaggio, per calciatori abituati a giocare ogni tre giorni, ma questo si vedrà.

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Pio Esposito e il ritorno di Lautaro

L’altra buona notizia, oltre al vantaggio comunque messo in cascina e al rientro ormai imminente di Lautaro Martinez - forse l’importanza del Toro è troppo spesso sottovalutata - è l’exploit di Francesco Pio Esposito. Anche se i suoi due gol consecutivi non hanno consentito di battere Atalanta e Fiorentina, il giovane ariete, che di questi tempi rappresenta anche la principale speranza mondiale per i tifosi azzurri, ha portato una ventata di freschezza. Un po’ come fece Balotelli nel suo primo anno tra i professionisti: anche quell’Inter lì soffrì di una crisi primaverile. I gol di SuperMario, lanciato da Roberto Mancini, la svegliarono e portarono al traguardo. Pio sembra anche più forte di testa, in tutti i sensi.

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MILANO - Maledetta primavera. Passano gli anni e il copione del film stagionale dell’Inter continua ad assomigliarsi: nel passaggio ai primi caldi, la squadra nerazzurra inizia ad accusare un po’ di stanchezza, al punto di rimettere in discussione certezze acquisite. Il pareggio di Firenze, da questo punto di vista, è arrivato nel peggior momento possibile: la sosta, notoriamente infida, è diventata un momento per rimuginare per chi, comunque, guarda il resto della compagnia dall’alto in basso. Tutto sommato, infatti, lo psicodramma scacciato anche dal presidente Beppe Marotta non avrebbe giustificazioni di classifica: a otto giornate dalla fine del campionato, la squadra di Cristian Chivu ha sei punti di vantaggio sul secondo posto e sette sul terzo.

Chivu meglio di Inzaghi

Non solo: il tecnico romeno ha due punti in più rispetto a Simone Inzaghi alla stessa giornata della scorsa stagione e addirittura nove rispetto al 2021/22. Sono i due precedenti che turbano i sogni dei tifosi, memori di scudetti che sembravano alla portata e hanno invece preso altre direzioni. Nello specifico le stesse - Milan e Napoli - che oggi sono in agguato. La frenata primaverile non è una novità: l’anno scorso arrivò un po’ più avanti, a fine aprile, protagoniste le gare con Bologna e Roma, con tanto di polemiche arbitrali. Nel primo anno di Inzaghi il momento della crisi fu a fine febbraio, nella stagione successiva l’Inter perse contatto dal Napoli con le cinque sconfitte in sette gare da fine febbraio a metà aprile.

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