Chivu fa il mercato Inter: Kone, il sogno Nico Paz e le altre piste

Sostanza, velocità e dribbling, ma più senza: ecco le richieste dell'allenatore alla società nerazzurra
 Chivu fa il mercato Inter: Kone, il sogno Nico Paz e le altre piste© Getty Images

Mai più senza: chili, velocità e dribbling. Cristian Chivu oggi è concentrato al 100% sulla volata in Serie A e uno scudetto da riportare a casa, magari aggiungendoci anche la Coppa Italia; poi insieme al club - con cui nelle prossime settimane si sederà a parlare -, penserà alla stagione '26-27. Ci sarà da lavorare, perché come raccontiamo da giorni l’Inter sul mercato vivrà una sessione “frizzante”, con diversi avvicendamenti nella rosa e possibili partenze eccellenti. Un’Inter che ovviamente allenerà ancora Chivu - a fine stagione ci sarà il rinnovo fino al 2028 con l’ingaggio che lieviterà rispetto ai 2.5 milioni attuali - e che verrà modellata sulle idee dell’allenatore che ha ereditato e lavorato sulla scia dell’organizzazione lasciata da Simone Inzaghi. Adesso ci sarà più tempo per costruire un’Inter a sua immagine e somiglianza che dovrà essere più fisica, più rapida e più imprevedibile. Un processo che l’allenatore e la dirigenza avevano tentato di anticipare già nel mercato estivo 2025, salvo doverlo rimandare per i no di Atalanta e Roma a cedere Lookman e Kone.

Kone obiettivo primario

Il centrocampista francese rimane l’obiettivo primario per dare un volto diverso a un centrocampo che verrà rinnovato con il ritorno di Aleksandar Stankovic dal Bruges. In un ipotetico 3-4-2-1, il giovane serbo e Kone potrebbero essere i due nuovi pilastri centrali, anche se Stankovic potrebbe essere inserito gradualmente, sulla falsariga di quanto sta accadendo oggi in attacco con Pio Esposito, con Barella, Zielinski e Sucic a ruotare. Chivu vuole immettere nuovi cavalli nel motore per avere maggiore forza soprattutto in Europa dove però servirà avere pure gente capace di dribblare, creare occasioni nell’uno contro uno, una dote che manca da anni in casa nerazzurra. Lookman era il giocatore individuato per dare fantasia al 3-4-2-1, ma l’Inter ha altre opzioni sul taccuino.

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Il sogno resta Nico Paz

Inutile dire come il sogno di tutti rimanga Nico Paz, un obiettivo però davvero complicato da raggiungere perché il pallino è in mano al Real Madrid che quasi sicuramente lo riporterà a casa, sempre che il Como non arrivi in Champions e il Real non scelga a quel punto di rinviare la recompra al 2027, anche se molto passerà dal nuovo tecnico che sceglierà Florentino Perez. Se gli spagnoli dovessero invecere riportare a Madrid l'argentino - 9 milioni a giugno 2026, 10 l'anno successivo - e poi decidere di non puntarci, la richiesta economica per cederlo sarebbe comunque superiore ai 70 milioni. Tanto, tantissimo per l'Inter.

Diaby-Ndoye le altre piste

Più semplici, economicamente parlando, le strade che portano a due giocatori che il ds Ausilio ha sondato e trattato negli ultimi dodici mesi. Si tratta di Moussa Diaby e Dan Ndoye. Il francese dell'Al-Ittihad è stato vicino a gennaio, quando però gli arabi non aprirono alla cessione. In estate, qualora dovessero ingaggiare Salah, potrebbero cederlo, accettando i 35 milioni messi sul piatto da Milano già a inizio 2026. Lo svizzero era stato seguito a lungo quando era al Bologna, poi però si è inserito il Nottingham Forest che l'estate scorsa lo ha portato in Premier per ben 42 milioni. Dopo un buon avvio, Ndoye ha perso il posto e su 34 gare, ne ha collezionate solo 21 da titolare. Venerdì sera, dopo l'amichevole persa 4-3 con la Germania (un gol per l'ex rossoblù), ha sorriso quando gli è stato ricordato l'interesse nei suoi confronti dell'Inter: «Adesso penso solo alla mia squadra e alla nazionale, in futuro vedremo cosa succederà». Per 35 milioni, anche lui potrebbe cambiare aria. Per altro, l'uno non esclude l'altro per due motivi: se dovesse partire Dumfries e l'Inter continuasse a giocare con la difesa a tre, Ndoye potrebbe essere adattato da quinto di destra, con Diaby davanti a lui per comporre con un duo insidiosissimo per gli avversari; se invece - con la partenza di Bastoni, per esempio -, Chivu passasse al 4-2-3-1, l'Inter avrebbe già in casa i due esterni offensivi.

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Mai più senza: chili, velocità e dribbling. Cristian Chivu oggi è concentrato al 100% sulla volata in Serie A e uno scudetto da riportare a casa, magari aggiungendoci anche la Coppa Italia; poi insieme al club - con cui nelle prossime settimane si sederà a parlare -, penserà alla stagione '26-27. Ci sarà da lavorare, perché come raccontiamo da giorni l’Inter sul mercato vivrà una sessione “frizzante”, con diversi avvicendamenti nella rosa e possibili partenze eccellenti. Un’Inter che ovviamente allenerà ancora Chivu - a fine stagione ci sarà il rinnovo fino al 2028 con l’ingaggio che lieviterà rispetto ai 2.5 milioni attuali - e che verrà modellata sulle idee dell’allenatore che ha ereditato e lavorato sulla scia dell’organizzazione lasciata da Simone Inzaghi. Adesso ci sarà più tempo per costruire un’Inter a sua immagine e somiglianza che dovrà essere più fisica, più rapida e più imprevedibile. Un processo che l’allenatore e la dirigenza avevano tentato di anticipare già nel mercato estivo 2025, salvo doverlo rimandare per i no di Atalanta e Roma a cedere Lookman e Kone.

Kone obiettivo primario

Il centrocampista francese rimane l’obiettivo primario per dare un volto diverso a un centrocampo che verrà rinnovato con il ritorno di Aleksandar Stankovic dal Bruges. In un ipotetico 3-4-2-1, il giovane serbo e Kone potrebbero essere i due nuovi pilastri centrali, anche se Stankovic potrebbe essere inserito gradualmente, sulla falsariga di quanto sta accadendo oggi in attacco con Pio Esposito, con Barella, Zielinski e Sucic a ruotare. Chivu vuole immettere nuovi cavalli nel motore per avere maggiore forza soprattutto in Europa dove però servirà avere pure gente capace di dribblare, creare occasioni nell’uno contro uno, una dote che manca da anni in casa nerazzurra. Lookman era il giocatore individuato per dare fantasia al 3-4-2-1, ma l’Inter ha altre opzioni sul taccuino.

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