L'Inter dei giocatori universali di Chivu: Koné primo obiettivo a centrocampo più il sogno Nico Paz

Da Sucic e Diouf fino ad Akanji, Bisseck e Zielinski utilizzati in più ruoli: ecco i nuovi senatori. E tutti devono saper fare tutto

MILANO - Per alzare l’asticella Cristian Chivu ha chiesto un centrocampista di lotta e di governo - e tutto porta a Manu Koné che la Roma ha già deciso di sacrificare sull’altare del fair play finanziario - poi andrà completata la difesa e fatta una rifl essione sull’attacco con Nico Paz sempre stella polare dei sogni nerazzurri. L’Inter che verrà - l’allenatore è il primo a saperlo - dovrà provare a confermarsi (il che equivale a dire rivincere lo scudetto) e, soprattutto, sarà chiamata a fare un percorso migliore in Champions. Marotta ha definito una «macchiolina» l’eliminazione ai playoff con il Bodo Glimt perché la finale raggiunta un anno fa aveva riempito le casse di denaro, però per i conti del club sarebbe grave un secondo flop consecutivo in Europa. Questo farà sì che, mentre quest’anno si è data priorità al campionato, l’anno prossimo l’Inter tornerà a mantenere una posizione equidistante verso i due obiettivi, forte del fatto che crollerà l’età media della rosa.

L’Inter di Chivu punta sui giovani e sulla rosa versatile

Quasi tutti i senatori (riflessioni sono aperte per De Vrij e Mkhitaryan) saluteranno e, come sottolineato da Marotta, arriveranno dei giovani. In tal senso fondamentale è stato il lavoro fatto da Chivu e il suo staff per far crescere i giocatori che erano nella “terra di mezzo”anche a livello anagrafico: per creare un percorso virtuoso loro dovranno diventare certezze e, alle loro spalle, dovranno iniziare a crescere i nuovi arrivati che, quasi certamente, saranno alla prima esperienza in una big (Muharemovic e Solet fanno parte di questa categoria).

La finale di Coppa Italia, per esempio, ha mostrato quanto sia stata esponenziale la crescita di Bisseck, che a Roma ha gestito senza problemi un cartellino giallo preso dopo sei minuti portandolo al novantacinquesimo. Il fatto che il tedesco non sia stato sostituito nonostante l’Inter vincesse 2-0 è un segnale importante che gli ha dato Chivu, motivato probabilmente da quanto visto in allenamento.

Inter, Chivu costruisce una squadra moderna e polivalente

Anche l’aver riproposto Sucic in regia è un segnale importante verso il futuro: Chivu - come fanno i grandi allenatori d’Europa, Guardiola e Luis Enrique su tutti - sta coltivando una nidiata di polivalenti. Il croato ha dimostrato di poter giocare da mezzala e regista; mentre Diouf, che era arrivato come mezzala, potrebbe assicurarsi un futuro luminoso come esterno a destra a tutta fascia e con la Lazio, in campionato, ha giocato addirittura in attacco (potrebbe essere utile nei due se l’Inter passasse al 3-4-2- 1). Anche Luis Henrique è stato utilizzato tanto a destra quanto a sinistra, Akanji era arrivato per sostituire Pavard come braccetto ed diventato leader al centro della difesa e, allo stesso modo, il rigenerato Zielinski ha mostrato come possa agire da regista o mezzala.

Oltre ad avere giocatori sempre più multitasking (anche Lautaro ormai svaria ovunque in attacco “legando” i reparti in fase offensiva), l’allenatore ha molto lavorato sull’atteggiamento di un’Inter che parte fortissimo e poi, grazie ai cambi, va in gestione sapendo di avere anche le ripartenze come formidabile arma da sfruttare. E difatti a Roma, nella finale di Coppa Italia, nonostante abbia modificato l’atteggiamento nella ripresa perché avanti di due gol, l’Inter ha comunque creato altre due clamorose occasioni (con Luis Henrique e Zielinski) “rischiando” di finire in goleada.

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