Allegri, Monza-Juve e Landucci: la gioia irrefrenabile e quel "ti sfondo"

Dopo il gol del 2-1 messo a segno da Gatti, il tecnico bianconero ha festeggiato con il suo storico vice e amico

Con un inedito berretto di lana da lupo di mare («Ho detto “Magari porta fortuna”»), ovviamente lanciato nei cinque minuti finali, Massimiliano Allegri conduce la nave bianconera oltre le onde di Monza (figurate, ma di acqua all’U-Power Stadium se ne è comunque vista un mare, sottoforma di pioggia), oltre l’iceberg che pareva averla affondata nel recupero con il pareggio di Carboni e soprattutto oltre l’Inter. Almeno per 48 ore la Juventus sarà prima in classifica, in attesa di Napoli-Inter.

Monza-Juve, l'urlo di Gatti e... di Allegri

La vetta momentanea l’aveva già assaporata nelle scorse settimane, ma così tanto non c’era mai rimasta dall’ultimo Scudetto, festeggiato nell’agosto 2020. E ha rischiato di non ritornarci ieri, quando in un finale gestito un po’ troppo in basso un filtrante di Carboni si era trasformato in un gol beffardo, poi cancellato dall’urlo di Gatti. Al quale ha fatto eco quello di Allegri, che ha minacciato di scaricare la tensione sul povero Landucci: «Ti do un cazzotto ti sfondo!», ha urlato al suo amico e secondo per esultare.

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Le parole di Giuntoli

E così si è chiusa nel migliore dei modi per Allegri e per la Juventus una serata che per il tecnico era già cominciata in bellezza, con le parole perentorie di Cristiano Giuntoli: «Io e Giovanni Manna lavoriamo ogni giorno a contatto con Allegri e con l’amministratore delegato Scanavino. Di Allegri siamo molto contenti e qualsiasi altra candidatura non avrà scampo: ce lo teniamo stretto». Un intervento da perfetto dirigente e da stopper quale Giuntoli era in gioventù, a spazzare via le voci di questa settimana come un pallone pericolosamente ballonzolante in area di rigore. Perfettamente al fianco di Allegri anche sulla questione Scudetto: «Siamo contenti che Rabiot e i giocatori parlino di Scudetto, vogliamo che sognino e abbiano ambizioni. Ma l’obiettivo dell’azienda resta il ritorno in Champions».

Allegri, Vlahovic e il futuro della Juventus

E su quello rimane concentrato anche Allegri, anche se il primo riferimento alla classifica lo fa guardando in alto: «Dobbiamo arrivare in fondo così, lavorare e migliorare di settimana in settimana per cercare di restare più attaccati possibile alla testa della classifica. Questa è una vittoria importante, contro una squadra forte. Abbiamo fatto un bel prino tempo, aggressivi, e abbiamo avuto occasioni. Nel secondo loro hanno tenuto tanto palla, ma avevamo rischiato poco: su Carboni siamo stati ingenui, dovevamo coprirgli il sinistro. Però siamo stati bravi a reagire: quando lavori e c’è positività nell’ambiente e nel gruppo, quando tutti si mettono in discussione e con questo spirito è più facile ottenere risultati. L’ambiente deve cavalcare il momento e sostenere i ragazzi che stanno facendo cose importanti». Lui intanto sostiene Vlahovic e, dopo il citato sguardo verso l’alto, torna a ribadire l’importanza dei piedi per terra: «Dusan ancora rigorista? Vedremo, ma non è che perché uno sbaglia non deve più calciare i rigori. Ha fatto comunque un’ottima partita, pulita. Sdoganare la parola Scudetto? No, il campionato è ancora lungo, può rientrare il Napoli, può rientrare il Milan... Vincendo stasera chiudiamo momentaneamente davanti a tutti, ma abbiamo aumentato sulla quinta, ora vediamo cosa fanno le altre. Intanto era molto importante vincere oggi». Anche più importante del suo futuro: «Di quello si parla sempre di questi tempi, l’importante è il futuro del club, che deve programmare i prossimi anni».

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Con un inedito berretto di lana da lupo di mare («Ho detto “Magari porta fortuna”»), ovviamente lanciato nei cinque minuti finali, Massimiliano Allegri conduce la nave bianconera oltre le onde di Monza (figurate, ma di acqua all’U-Power Stadium se ne è comunque vista un mare, sottoforma di pioggia), oltre l’iceberg che pareva averla affondata nel recupero con il pareggio di Carboni e soprattutto oltre l’Inter. Almeno per 48 ore la Juventus sarà prima in classifica, in attesa di Napoli-Inter.

Monza-Juve, l'urlo di Gatti e... di Allegri

La vetta momentanea l’aveva già assaporata nelle scorse settimane, ma così tanto non c’era mai rimasta dall’ultimo Scudetto, festeggiato nell’agosto 2020. E ha rischiato di non ritornarci ieri, quando in un finale gestito un po’ troppo in basso un filtrante di Carboni si era trasformato in un gol beffardo, poi cancellato dall’urlo di Gatti. Al quale ha fatto eco quello di Allegri, che ha minacciato di scaricare la tensione sul povero Landucci: «Ti do un cazzotto ti sfondo!», ha urlato al suo amico e secondo per esultare.

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