Rabbia e frustazione. Sentimenti comuni dopo la sconfitta della Juventus in Champions League. Troppo brutta per essere vera e quasi mai in partita. Il primo ko stagionale ha lanciato un monito alla formazione allenata da Thiago Motta. Diverse difficoltà nel gestire il possesso contro chi ha avuto più ritmo e palleggio, oltre alle poche palle gol create nel corso della gara. Come è successo contro il Napoli a farne le spese è stato Dusan Vlahovic, stavolta però non all'intervallo ma nella ripresa, esattamente al 68'. L'attaccante si è seduto in panchina assieme ai suoi compagni, ma non è riuscito a nascondere la rabbia.

Vlahovic tra rabbia e frustrazione: il gesto in panchina
Probabilmente era arrabbiato più per la prestazione che per la sostituzione. L'attaccante serbo contro lo Stoccarda ha faticato a farsi dare la palla e a essere pericoloso nell'area di rigore avversaria. I tedeschi lo hanno limitato e anche lui è apparso un po' stanco, d'altronde non ha ricambi e fino ad ora le ha giocate tutte. Thiago Motta ha pensato di toglierlo dal campo anche per farlo rifiatare ma soprattutto per provare a dare una svolta alla manovra offensiva con Yildiz falso nove e l'inserimento di Adzic. All'uscita dal campo Vlahovic è apparso piuttosto tranquillo ma dopo aver abbracciato il tecnico ed essersi seduto in panchina ha scaricato la tensione. La frustrazione per una gara non giocata al suo livello e la fatica generale della squadra.

Un mix di cose che hanno portato il serbo alla reazione una volta seduto. Diverse imprecazioni e un pugno scagliato verso la seduta davanti sotto lo sguardo, tra il preoccupato ed il sorpreso, dei compagni di squadra Savona, Gatti, Conceicao e McKennie. Uno sfogo di rabbia e frustrazione per Dusan, per la sua partita e per le difficoltà avute in campo dalla Juve.