Pagina 5 | Alisha Lehmann: “Sul privato mi feriscono. Juve? All’inizio ero senza fiato”

Un'Alisha Lehmann senza segreti quella che si è concessa ai microfoni di "Small Talk", un format prodotto dallo Juventus Creator Lab. In un'intervista fiume la calciatrice si è raccontata a tutto tondo, dalla sua vita privata, passando per la sua carriera fino alla gestione delle tante critiche che riceve quotidianamente. Il tutto nell'entusiamo di giocare nella formazione bianconera e tra retroscena e rapporto con le compagne ha svelato molti aneddoti curiosi e divertenti.

Alisha Lehmann, le parole: dall'infanzia alla vita personale

La calciatrice svizzera parte con il racconto, esplorando le sue origini e approfondendo la sua vita personale: "Tagertschi ( frazione del comune svizzero di Münsingen, ndr) è a 15 minuti da Berna: se abiti lì non ci sono vicini, sono tutte case singole e abbastanza isolate. È molto bello, quando andavo a scuola da bambina eravamo al massimo tre bambini per classe, è pazzesco. È molto diverso da qualsiasi città. Se mi hanno fatto una statua al mio paese? Buona idea, potresti dirglielo (ride, ndr). L’educazione in Svizzera è molto severa, lì siamo tutti molto concentrati sul lavoro. La gente di altri paesi è più rilassata, noi invece pensiamo di dover lavorare, comprare casa, avere una famiglia. Questo mi ha aiutato molto: sono cresciuta così e ho imparato cosa significa la disciplina. Ho conosciuto anche la cultura inglese, e mi è piaciuta: è così diversa dalla nostra! In Inghilterra sono tutti tranquilli: escono molto, si divertono, magari lavorano un pochino meno… Si, direi che è così. In Svizzera si svegliano alle 6 del mattino e lavorano fino alle 6 della sera, andando a letto alle 9 o alle 10. Ora sono qui e sto benissimo. Cosa facevano i miei? Mia mamma è una dentista, non ho passato molto tempo con mio padre, lo vedevo solo a volte. Mia mamma lavorava molto, noi eravamo quattro figli. Da 15-20 anni mia madre si è risposata, e il mio patrigno è come un padre per me, lui fa l’architetto".

 

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Lehmann e i "primi calci"

Una carriera calcistica, quella di Alisha Lehmann, nata molto presto:" Quando ho capito che ero brava a giocare a calcio? All’inizio giocavamo a scuola, durante la ricreazione coi ragazzi. Credo che essendo cresciuta coi miei cugini e mio fratello volessi fare le stesse cose. All’età di sei o sette anni sono entrata in un club. Ci allenavamo due volte a settimana e mi piaceva tantissimo. In seguito, mio cugino ha smesso, ma io ho continuato: dopo sono arrivate altre due ragazze, che sono diventate le mie migliori amiche. Dopo è stato bellissimo, non ero più l’unica ragazza. Da bambina ero molto veloce, più dei ragazzi. Ho iniziato nel mio paesino e volevo giocare sempre, il momento in cui tutto è cambiato è quando sono arrivata allo Young Boys: avevo 11 o 12 anni e frequentavo il collegio sportivo. Durante quel periodo al mattino ci allenavamo coi ragazzi, e nel fine settimana giocavamo con le ragazze".

E aggiunge: "Mi divertivo, ma non pensavo di poter diventare una vera calciatrice. Il calcio femminile non era come oggi, e pensavo che in Svizzera avrei guadagnato di più con un lavoro normale che non da calciatrice. Non ho mai pensato che ce l’avrei fatta, ho vissuto la mia vita. Vivo molto nel presente, sono sempre stata così: davo tutto in quel momento sperando che poi mi sarebbe servito in futuro. Ogni giorno ho sempre dato il massimo, anche quando ero stanca. Da ragazze giocavamo la domenica e il lunedì ci allenavamo in campo, duramente. Andavo anche a scuola e tutto il resto. Poi a 17-18 anni ho ricevuto la mia prima convocazione della nazionale maggiore svizzera. Siamo andate in Giappone, era la mia prima volta con la nazionale A, e lì ho capito che volevo diventare una vera calciatrice: era un sogno".

 

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Calcio Femminile: com'è cambiato

Il calcio femminile ha conosciuto un'evoluzione importante, ne è ben consapevole Lehmann: "Se mi sento parte del cambiamento nel mondo del calcio verso il femminile? Quando ero più giovane c’erano tre o quattro giocatrici a cui potersi ispirare, ora sono tantissime le calciatrici fantastiche. Quando le ragazzine ti dicono che sei il loro idolo si prova qualcosa di speciale: non avrei mai pensato di poter essere un idolo per loro. Stiamo assistendo a qualcosa di incredibile, anche grazie all’ultimo Europeo in Inghilterra e al Mondiale in Australia e Nuova Zelanda. Quest’estate l’Europeo si giocherà in Svizzera, nel mio Paese: sono molto eccitata. Ci stiamo arrivando, in alcuni Paesi le cose devono ancora cambiare: l’Italia ad esempio, se paragonata all’Inghilterra, è indietro di alcuni anni, ma stiamo andando nella giusta direzione. Qui alla Juventus abbiamo una squadra molto forte, è la squadra migliore in cui abbia mai giocato. Abbiamo giocatrici fortissime, che meritano più rispetto. Alcune di loro hanno qualche anno in più e non hanno vissuto il calcio come lo viviamo oggi. Viviamo un ottimo presente, ma 10 anni fa… Sono state loro ad aprire a noi la strada. Meritano di più nei loro ultimi anni di carriera e spero che venga loro riconosciuto".

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Le passioni e la difficoltà nel cambiare città e Paesi

Una delle passioni della calciatrice è senza dubbio la musica: "Se ascolto musica? Si, tantissima: ad esempio l’hip-hop, ora sento molto musica spagnola, la adoro. Balliamo la bachata. Cambiamo spesso, poi ognuno ha i propri gusti. Chi sceglie la musica nello spogliatoio? Ognuna di noi in allenamento può connettere il proprio telefono, ma prima delle partite è Cristiana Girelli. Ascoltiamo la canzone di Karol G, è bellissima e la balliamo sempre nello spogliatoio. Se dovessi mettere io una canzone? Mi piace il rap, la mia rapper preferita è Cardi B: la adoro fin da quando avevo 16 anni, ed è incredibile il fatto che mi segua anche su Instagram. Qual è la persona più famosa che mi segue tolta Cardi B? Direi Drake, ma quando Cardi ha iniziato a seguirmi sono impazzita".

Lehmann, nel corso della sua carriera, ha cambiato molte città e nazioni. Può essere un problema? "No, mi piace, la mia vita non è mai noiosa. Ogni volta imparo qualcosa di nuovo, di città in città, sono lingue diverse e si impara sempre qualcosa. A me piace incontrare persone dalle quali imparare qualcosa. Quando parlo con qualcuno cerco sempre di capire cosa posso imparare e che mi possa servire nella vita. Questa cosa mi piace molto. Parlo svizzero, che è un tedesco con forte accento. I tedeschi quasi non lo capiscono. È un dialetto e alcuni non ci capiscono. La parola più famosa che diciamo sempre in Svizzera è “Chuchichaschtli” che è il mobiletto della cucina. È tipico svizzero. E in tedesco si dice Kuchenkabinet. Si sente che significa la stessa cosa ma se parli veloce… In Svizzera poi ci sono tanti accenti: anche in Italia al Sud si parla in un modo e al Nord un altro. Poi parlo il francese, l’inglese, il portoghese e ora sto imparando l’italiano e un po’ lo parlo. (Poi parte una piccola parentesi dell’intervista in italiano) Capisco più di quanto riesca a dire, parlare è più difficile. Per ora preferisco ascoltare, e magari la prossima stagione potrò iniziare a parlare". Su Torino: "Mi piace molto! Torino non è grandissima, ma c’è tutto. È molto calma, tranquilla, mi piace moltissimo".

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Lehmann e le critiche: "Non mi feriscono, ma una volta..."

Sono tante le critiche che subisce quotidianamente la calciatrice bianconera: dalle unghie al trucco. Lei racconta come tutto questo non la ferisca, ma c'è stato un episodio in particolare che l'ha colpita particolarmente: "Sono una ragazza, sono femminile e mi piacciono le unghie. Non sono un terzino, non devo fare le rimesse. La gente parla troppo di cose del genere, non influenzano in alcun modo cosa succede sul campo. Mi criticano sempre per queste cose. Non mi interessa cosa scrivono. Se me lo dicesse mia madre allora… Se faccio qualcosa e lei mi dice che non va bene, allora non lo faccio. Ma se lei non mi dice nulla, allora va bene. Alla gente non piace che giochi truccata, ma dov’è il problema? Non faccio male a nessuno. Che problema c’è? Sono una ragazza, potrei giocare senza trucco, ma a me piace averlo. E se qualcuno si arrabbia, mi fa quasi piacere. Mi metto di proposito più rossetto solo perché alla gente magari non piace, lo faccio per loro. Dov’è il problema? Non faccio niente di male, a me piace, non capisco perché le persone siano così cattive".

Poi racconta: "Di solito non mi interessa, due settimane fa però una persona che lavora in Svizzera per l’Europeo, un’ex giocatrice, ha fatto un podcast per un giornale svizzero e ha detto delle cose che mi hanno ferita. Ho giocato con lei in nazionale, e lei ha raccontato al giornale cose che non mi aspettavo e che io non avrei detto. Non direi mai nulla altre donne. La gente può avere opinioni su come gioco o meno, mi sta bene. È il calcio tutto cambia molto velocemente. Ma sulla mia vita privata mi feriscono, ma solo se espresse da persone alle quali tengo. Le ho mandato un messaggio vocale dicendole che non era giusto, perché lei non sa come vivo. Ha detto che passo troppo tempo sui social e a fare pubblicità e che è per questo che gioco così poco. Mi ha ferita perché, se la gente vedesse quanto mi impegno… Con le mie compagne alla Juventus ci alleniamo duramente ogni giorno. Lo faccio col massimo impegno e faccio qualsiasi cosa per migliorare ogni giorno. Se una persona che conosco e che sa cosa significa giocare, dice cose del genere è davvero triste. Mi sono arrabbiata ma ora è acqua passata".

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Il rapporto con i follower: la rivelazione di Lehmann

La svizzera racconta come non conosca la provenienza di tutti i suoi follower, ma l'inglese la aiuta ad arrivare a tutti: "Non l’ho mai verificato esattamente, ma sono tantissimi. È pazzesco, oggi l’inglese è la lingua principale e uso quella. Su tante cose vorrei dire qualcosa ma preferisco di no. Alla fine sono una calciatrice e il focus è sul calcio e i social media non devono essere un problema. Molte persone sono d’accordo con te, altre no. È un po’ stressante e non mi voglio distrarre".

Come si gestiscono? "Ci vogliono gli attributi! (ride, ndr) Da giovane pensavo fosse molto bello, e anche adesso ne sono felice. Comunque uso poco il mio telefono e le persone mi chiedono spesso “quanto tempo passi al telefono?”. In realtà quasi mai! Se andiamo a mangiare non lo controllo mai, nemmeno quando sono con la mia famiglia. Ho una social media manager che mi consiglia a che ora postare, come e quando ma lo faccio io. Di solito nel pomeriggio dormo sempre e a volte dimentico di fare le cose. Dopo l’allenamento sono stanca, e dopo pranzo mi si chiudono gli occhi e ho bisogno di un pisolino ma delle volte mi sveglio dopo quattro ore (ride, ndr)".

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Lehmann e l'arrivo alla Juventus

La calciatrice racconta come è stato l'arrivo alla Juventus:  "Quando sono arrivata ero molto nervosa, c’era tanta gente. Incontrare le nuove compagne mi aveva reso nervosa. Poi ricordo che la prima volta che ho indossato la maglia prima di giocare un’amichevole ed ero senza fiato: stava accadendo davvero! Pazzesco, la Juventus è un club enorme ed è un grande privilegio poterci giocare. Si avverte l’orgoglio del club e delle giocatrici, è fantastico. Se avevo una calciatrice preferita quando guardato la Juve in tv? Si, Cristiana Girelli. Per me è la migliore attaccante che ho mai visto. La vedo tutti i giorni in allenamento, in partita, e da lei posso imparare tantissimo. È davvero una giocatrice fantastica. E poi è simpaticissima: è troppo divertente, scherza sempre, è sempre allegra e ci fa ridere tutte. In che lingua? Tutte noi parliamo un po’ di inglese. Se per me è difficile imparare l’italiano? Alcune parole sono simili al francese e al portoghese".

Poi il divertente aneddoto della nascita di "Ciao Bianconeri, come stai?": "Ma ti racconto la storia di ‘Ciao Bianconeri, come stai?’ che, preciso, quando l’ho detto sapevo fosse sbagliato (ride, ndr). Quando sono arrivata era l’unica cosa e mi hanno detto di dire ‘Ciao bianconeri’. Però sapevo anche ‘Come stai?’. E quindi li ho messi insieme. Tutti lo riprendevano sui social media, e non capivo se fosse divertente o cosa. Un mese dopo mi stavo allenando Cristiana venne da me e mi disse che era sbagliato. Ma come?! Non lo sapevo! L’ho detto per un mese e nessuno mi ha detto nulla! Nessuno del team media, nessuna compagna, nessuno: è stato troppo divertente. Nello spogliatoio mi chiamano Lish: all’inizio mi chiamavano Ali, perché la gente per strada mi chiamava così. Anche mia mamma da piccola mi chiamava Ali, mentre Alisha se era arrabbiata. Adesso mi chiamano Lish, che è il mio soprannome. Anche i follower adesso mi chiamano Lish, mentre in Italia ancora Ali".

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Lehmann e il rapporto con le compagne di squadra

Sul rapporto con le compagne di squadra alla Juve: "Per me è importantissimo, le amo tanto. Potrei passare ogni giorno con una diversa di loro, le amo tutte. Non giudico nessuno, accetto chiunque nel modo in cui è. Per me va bene, finché nessuno mi ferisce o mi fa qualcosa. La nostra è una squadra fantastica. Insieme ridiamo molto e siamo davvero un gruppo molto simpatico. Le ragazze sono tutte simpatiche e amo ridere. Ogni giorno, anche se non sei al massimo, gli scherzi che facciamo ci fanno sentire bene". Come sta oggi Alisha? "Sto bene, mi sto allenando bene. Sempre entusiasta? Sono cresciuta così fin da piccola, sono sempre stata felice e adesso mi sveglio sempre con il sorriso. Magari non la prima ora (ride, ndr) ma quando vado all’allenamento cerco di tenere tutti allegri: sono una persona positiva".

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Il Quiz e il messaggio alla piccola Alisha

Alla fine dell'intervista è stato il momento del quiz, con domanda e risposta rapida e secca di Lehmann:  "Dua Lipa o Taylor Swift? Dua Lipa. La persona più famosa tra i contatti? Non saprei. Il cantante che ascolti di più prima di ogni partita? Cardi B. Una giocatrice con la quale vorresti giocare? Bonmatì. Tra lei e Marta dico Marta, è una leggenda. Una cosa di cui ti vergogni un po’ ma che puoi dire in pubblico? Mi piacciono i film dell’orrore. Il preferito? Sinister. Una vera amica nel mondo del calcio? Abi Brighton e Lysianne Proulx. Cosa ti fa sentire veramente in Svizzera? Mi piace il formaggio, molto. E la cioccolata! Se non fossi Alisha Lehmann, chi saresti? Vorrei essere come mia madre, lei è fortissima. Cosa c’è nel tuo armadietto dello spogliatoio? Le scarpe e le cose per fare la doccia. Personaggio preferito in Prison Break? Michael. Canzone preferita? Una di Alicia Keys. Hai mai pensato di fare l’attrice? No, ma sarebbe divertente, nei film dell’orrore. Ma non voglio essere la ragazza che viene uccisa. Un personaggio neutro che alla fine sopravvive. Una sopravvive sempre! Il marchio dei sogni per una collaborazione? Louis Vuitton". E alla fine, cosa direbbe alla piccola Alisha? "Sii sempre te stessa".

 

 

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Lehmann e le critiche: "Non mi feriscono, ma una volta..."

Sono tante le critiche che subisce quotidianamente la calciatrice bianconera: dalle unghie al trucco. Lei racconta come tutto questo non la ferisca, ma c'è stato un episodio in particolare che l'ha colpita particolarmente: "Sono una ragazza, sono femminile e mi piacciono le unghie. Non sono un terzino, non devo fare le rimesse. La gente parla troppo di cose del genere, non influenzano in alcun modo cosa succede sul campo. Mi criticano sempre per queste cose. Non mi interessa cosa scrivono. Se me lo dicesse mia madre allora… Se faccio qualcosa e lei mi dice che non va bene, allora non lo faccio. Ma se lei non mi dice nulla, allora va bene. Alla gente non piace che giochi truccata, ma dov’è il problema? Non faccio male a nessuno. Che problema c’è? Sono una ragazza, potrei giocare senza trucco, ma a me piace averlo. E se qualcuno si arrabbia, mi fa quasi piacere. Mi metto di proposito più rossetto solo perché alla gente magari non piace, lo faccio per loro. Dov’è il problema? Non faccio niente di male, a me piace, non capisco perché le persone siano così cattive".

Poi racconta: "Di solito non mi interessa, due settimane fa però una persona che lavora in Svizzera per l’Europeo, un’ex giocatrice, ha fatto un podcast per un giornale svizzero e ha detto delle cose che mi hanno ferita. Ho giocato con lei in nazionale, e lei ha raccontato al giornale cose che non mi aspettavo e che io non avrei detto. Non direi mai nulla altre donne. La gente può avere opinioni su come gioco o meno, mi sta bene. È il calcio tutto cambia molto velocemente. Ma sulla mia vita privata mi feriscono, ma solo se espresse da persone alle quali tengo. Le ho mandato un messaggio vocale dicendole che non era giusto, perché lei non sa come vivo. Ha detto che passo troppo tempo sui social e a fare pubblicità e che è per questo che gioco così poco. Mi ha ferita perché, se la gente vedesse quanto mi impegno… Con le mie compagne alla Juventus ci alleniamo duramente ogni giorno. Lo faccio col massimo impegno e faccio qualsiasi cosa per migliorare ogni giorno. Se una persona che conosco e che sa cosa significa giocare, dice cose del genere è davvero triste. Mi sono arrabbiata ma ora è acqua passata".

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