Marco Silva, chi è l’ultimo allenatore accostato alla Juve. Gasperini e i motivi del no

Prima del nodo legato al nuovo tecnico, la proprietà bianconera dovrà risolvere altre questioni

TORINO - Nemmeno Joel Dicker, tra le più contorte menti dell’editoria contemporanea, sarebbe riuscito a partorire una simile trama. Tra intrecci, smentite, e colpi di scena improvvisi, la questione allenatore della Juventus assomiglia sempre di più a un puzzle irrisolvibile. Sì, perché non vi è immagine alcuna che possa prendere definitivamente forma: all’appello mancano ancora dei pezzi. Troppi. E così, il candidato numero uno, quello che aveva riacceso i cuori dei tifosi in virtù di un ritorno dal trionfale sapore - Antonio Conte - si è dileguato all’improvviso, confermando l’impegno preso un anno fa con il Napoli di De Laurentiis. Da qui, la timida virata della dirigenza bianconera nei confronti di un altro ex alla ricerca di nuove vedute, Gian Piero Gasperini, promesso sposo della Roma. La Juve ha approfittato delle 48 ore di tempo concesse dai giallorossi per provare a imbastire una proposta al tecnico piemontese.

 

Le chiamate di Chiellini e Comolli

Stando alle ricostruzioni - smentite comunque dalla società bianconera - Gasperini avrebbe ricevuto due chiamate nella giornata di ieri: la prima, al mattino, da Giorgio Chiellini, che sembrava averlo stuzzicato e non poco all’idea di un suo possibile ritorno alla Juventus; la seconda, nel pomeriggio, da Damien Comolli, che dalle ricostruzioni - che non trovano conferme ufficiali all’interno del club - che avrebbero portato all’esito opposto, visto il successivo dietrofront di Gasperini, che dovrebbe tenere fede alla promessa data alla Roma. Intesa totale con il club dei Friedkin sulla base di un contratto di tre anni a 5 milioni più bonus. Anche se - lo ricordiamo - il tecnico dovrà prima trovare una formula con l’Atalanta per liberarsi, dal momento che è sotto contratto fino a giugno 2026.

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Comolli su Marco Silva

Scenario che, a meno di due settimane dal Mondiale per club, pone due interrogativi: se per la Juve, al momento, la questione allenatore rientri tra le priorità della società, ancora alle prese con una vera e propria rivoluzione ai piani alti; ma soprattutto bisognerà capire se Damien Comolli potrà avere un ruolo decisivo nella scelta del prossimo allenatore della Juventus. E così, in serata, è iniziato il totonomi, con una serie di allenatori accostati al club bianconero, nonostante in panchina sieda ancora Igor Tudor, l’artefice della recente rinascita del gruppo squadra, qualificatosi all’ultimo respiro in Champions League. E le quotazioni del croato sono in aumento, con il passare del tempo e i candidati che intanto si accasano altrove. Ma attenzione alle voci, soprattutto riguardanti profili graditi al futuro dg, ovvero Comolli: come il portoghese Marco Silva. Con il Fulham, il tecnico della pregiata scuderia che fa capo a Jorge Mendes ha centrato un dignitosissimo undicesimo posto in Premier League.

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Le piste Pioli e Mancini

Una gestione equilibrata e soddisfacente che ha attirato l’interesse del Tottenham, visto il probabile addio di Postecoglou dopo la vittoria dell'Europa League. Ma il portoghese non è l’unico nome nel taccuino degli Spurs: negli ultimi giorni sono risalite le quotazioni di Thomas Frank, tecnico danese del Brentford. Un testa a testa che, per ora, non sembra consegnare un ipotetico favorito per la panchina del Tottenham. Una cosa è certa: salvo proposte allettanti - la Juve, per esempio -, nessuno dei due sembra intenzionato a lasciare la Premier League. Più complicata, ma non per questo impercorribile, la pista che porterebbe Stefano Pioli a Torino. Nel caso dell’ex Milan - tuttora sotto contratto con l’Al-Nassr - molto dipenderà dai cambi al vertice nella dirigenza juventina: qualora il club decidesse di ingaggiare Frederic Massara per il ruolo di ds, il suo nome potrebbe tornare forte. In archivio poi resta sempre la pista che porterebbe a Roberto Mancini, già vicino all’approdo in bianconero a marzo, prima che il club - viste le eccessive garanzie contrattuali richieste dall’ex ct - virasse su Igor Tudor. 

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TORINO - Nemmeno Joel Dicker, tra le più contorte menti dell’editoria contemporanea, sarebbe riuscito a partorire una simile trama. Tra intrecci, smentite, e colpi di scena improvvisi, la questione allenatore della Juventus assomiglia sempre di più a un puzzle irrisolvibile. Sì, perché non vi è immagine alcuna che possa prendere definitivamente forma: all’appello mancano ancora dei pezzi. Troppi. E così, il candidato numero uno, quello che aveva riacceso i cuori dei tifosi in virtù di un ritorno dal trionfale sapore - Antonio Conte - si è dileguato all’improvviso, confermando l’impegno preso un anno fa con il Napoli di De Laurentiis. Da qui, la timida virata della dirigenza bianconera nei confronti di un altro ex alla ricerca di nuove vedute, Gian Piero Gasperini, promesso sposo della Roma. La Juve ha approfittato delle 48 ore di tempo concesse dai giallorossi per provare a imbastire una proposta al tecnico piemontese.

 

Le chiamate di Chiellini e Comolli

Stando alle ricostruzioni - smentite comunque dalla società bianconera - Gasperini avrebbe ricevuto due chiamate nella giornata di ieri: la prima, al mattino, da Giorgio Chiellini, che sembrava averlo stuzzicato e non poco all’idea di un suo possibile ritorno alla Juventus; la seconda, nel pomeriggio, da Damien Comolli, che dalle ricostruzioni - che non trovano conferme ufficiali all’interno del club - che avrebbero portato all’esito opposto, visto il successivo dietrofront di Gasperini, che dovrebbe tenere fede alla promessa data alla Roma. Intesa totale con il club dei Friedkin sulla base di un contratto di tre anni a 5 milioni più bonus. Anche se - lo ricordiamo - il tecnico dovrà prima trovare una formula con l’Atalanta per liberarsi, dal momento che è sotto contratto fino a giugno 2026.

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