TORINO - E adesso? La domanda più gettonata, più posta, anche più giusta per certi versi, è un incontro di boxe tra presente e futuro. In un angolo ci sono le ragioni per lasciarsi ammaliare dalla grande novità della stagione juventina, dall’altra però le grandi leggi (universali) del calcio predicano costantemente pazienza, almeno sui giovani talenti. Persino quando il ferro è caldo e batterlo sarebbe quantomeno consigliabile. In mezzo c’è comunque Vasilije Adzic: 19 anni, centrocampista, all’occorrenza più vicino alla porta, uno "con un tiro raro", per dirla alla Igor Tudor. Del resto, la sberla con la quale manda al tappeto l’Inter è roba da poster sulle pareti: in una sfida dalle mille emozioni, la più bella l’ha regalata lui con un tiro dalla distanza affamato, imprevedibile, perciò incredibile. E poco possono farci le disamine sulle responsabilità di Sommer. Nulla è tolto ad Adzic, ancor più per il coraggio dimostrato, soprattutto adesso che pare possa prendere una sua dimensione e cucirsi addosso un ruolo da simil protagonista.
Adzic, da partente a protagonista con la Juve
Al limite da primo comprimario. Il sistema utilizzato dal tecnico croato esalta in fondo le sue doti: dopo aver iniziato la sua carriera da seconda punta, il montenegrino ha fatto dei passi - in campo - sempre più all’indietro, arrivando a lavorare per diventare una mezzala di qualità. Anche per questioni fisiche, in verità: i 185 centimetri di altezza aiutano, il resto è frutto del lavoro fatto principalmente alla Continassa, quando era in attesa di un’occasione che non è arrivata mai davvero. Anzi: che è arrivata solamente in Next Gen, per 10 presenze in Serie C e 4 gol in totale. "Vasilije è di un’altra categoria", raccontava Brambilla: se l’è goduto finché ha potuto, poi però la separazione è stata giusta, sensata, senza alcun appello. E quando in molti prefiguravano un futuro tra Serie A e Serie B per il pupillo di Savicevic, la decisione più sorprendente è stata proprio la permanenza, forzata pure dall’impossibilità di arrivare a un mediano di sicuro affidamento. Da qui il ritorno al punto di partenza: e adesso?
