Comolli quando arrivò alla Juve: "Utilizzeremo i dati in diverse aree"
Il concetto, Damien Comolli, lo aveva ribadito anche nella sua conferenza stampa di presentazione come dg della Juventus: "Noi utilizzeremo i dati in diverse aree, ci aiuteranno nella selezione di giocatori e ci aiuteranno a definire la nostra strategia e raccoglieremo dati su tutti. Ci aiutano a prevenire gli infortuni dei giocatori, la conduzione del business, a conoscere meglio i fan e i tifosi, a stabilire connessioni migliori. L’IA è d’aiuto, sta facendo bene. I dati fan parte della mia vita, li conosco bene, so come funzionano e funzionano perché i campionati inglesi si basano sui dati ma non solo loro. È qualcosa che metteremo in pratica".
La sua prima campagna acquisti alla Juventus, infatti, ha seguito questo sistema. Che si è evoluto nel corso degli anni, perchè quando Comolli ha iniziato (33 anni fa come scout all'Arsenal) non esisteva di certo l'intelligenza artificiale a supporto del calciomercato. Dall'Inghilterra al Giappone, poi, il dg bianconero ha potuto applicare il Moneyball un po' in tutto il mondo, apprendendo sempre di più da ogni singola nuova esperienza: ""Ho avuto l'opportunità di andare ad allenare in Giappone, a Nagasaki. È stata un'esperienza incredibile", raccontava a settembre.
La gavetta e gli inizi a Monaco
Prima di arrivare a ricoprire cariche importanti in club prestigiosi in giro per l'Europa, però, come tutti Comolli ha dovuto fare la gavetta. E la prima esperienza lavorativa nel mondo del calcio è stata a Monaco: "La mia ambizione era diventare allenatore delle giovanili nell’Academy del Monaco, era il mio sogno. Poi ho avuto il mio primo tesserino, che oggi equivale all’Uefa A o Uefa B: non avevo neanche la patente, mia mamma mi accompagnava lì per prendere il tesserino, con tutti gli altri che avevano 35-40-50 anni e ridevano. Una volta ottenuto incontrai il presidente del Monaco dicendogli che mi sarebbe piaciuto allenare gli Under 8 o Under 9. Lui mi rispose: “Ottimo, grazie davvero per il tuo impegno: torna l’1 agosto e ti daremo una squadra”.
E poi gli inizi con le giovanili: "Mi presentai l’1 agosto, era il 1992, e loro mi dissero: “C’è una questione”. Allora pensai ‘Ok, ho finito qui. Si sono dimenticati di me’. Mi dissero: “Abbiamo appena sollevato dall’incarico il tecnico dell’U16, tu prenderai la guida per un mese, il tempo di trovare un sostituto. Ma non puoi giocare più, devi interrompere la tua carriera. Beh, probabilmente è stato un bene per il calcio, quindi sono contento di aver interrotto la mia carriera".