"Mister, se vuole faccio il difensore di sinistra". Così è nato Koopmeiners difensore

In un'intervista esclusiva a Tuttosport, Koop aveva rivelato un curioso dialogo con la sua fidanzata e anticipato il ruolo contro la Cremonese
"Mister, se vuole faccio il difensore di sinistra". Così è nato Koopmeiners difensore
© Marco Canoniero

TORINO - Tuttosport dell'8 novembre 2024. Intervista esclusiva a Teun Koopmeiners, la prima da quando l'olandese ha firmato per la Juventus. La grande crisi non si è ancora aperta, anche se le prime uscite non sono state entusiasmanti, ma nella lunga chiacchierata con Tuttosport, Koop dice una frase che diventa profetica: "Ha iniziato la carriera da difensore. Se dovesse servire per l’emergenza, me la sentirei di giocare una partita dietro. Sarebbe simpatico. Tre giorni fa ho detto alla mia fidanzata: 'Forse dovrei dire a Motta che ho giocato per alcuni anni come difensore di sinistra'. Se la Juve fosse in difficoltà lo farei, certo. Io voglio giocare a centrocampo, ma se scattasse l’emergenza, perché no?".

Ruolo definitivo?

Chissà se ieri, nel primo allenamento, Koop quella frase l'ha detta davvero, non a Motta, ma a Spalletti? Di certo, il ruolo di difensore centrale di sinistra è un ruolo che non sembra aver creato difficoltà all'olandese, scelto da Spalletti per la necessità di avere un piede mancino ed educato per impostare l'azione da dietro. Ma sarà quella la posizione definitiva di Koop? Difficile, perché il tecnico bianconero vorrebbe sfruttarlo come mezzala di inserimento, ma effettivamente, proprio come aveva profetizzato nella famosa intervista di un anno fa, nell'emergenza può essere una soluzione molto efficace.

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La Juve sin da bambino e l'idolo Zidane

E proprio in quell'intervista Koopmeiners ha ripercorso il suo essere juventino sin da piccolo: "In realtà io tifavo e seguivo la Juventus sin da quando ero bambino in Olanda. La Juve dei grandissimi campioni. Chi adoravo? Beh, Zidane! Essere qui per me è come un sogno, è quello che ho sempre inseguito da piccolo. Anche in Inghilterra ci sono belle squadre, però qui è tutto migliore: conosco il campionato, il vostro Paese che è bellissimo, le squadre da affrontare e il clima in generale".

Il viaggio verso Torino

Poi anche una piccola curiosità sul suo viaggio verso Torino: "Se ripenso a un istante particolarmente significativo, voglio ricordare quello del viaggio in taxi da Bergamo a Torino con la mia fidanzata per raggiungere la Juventus. La sera prima avevo ricevuto la telefonata in cui mi era stato detto che tutto si era risolto. Sono andato a dormire, ma non avevo ancora metabolizzato bene la notizia. Ricordo che quando il taxi era in viaggio per Torino mi sono girato verso Rosa e le ho detto: 'Finalmente!'. Ero come sollevato, come se tutta la pressione che avevo accumulato fosse andata via".

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Koopmeiners e i racconti di De Ligt

L'intervista di Koopmeiners continua: "Devo dire che ho molta esperienza nel calcio, non ero mai stato qui ma conoscevo la storia della società e ci avevo giocato contro. Diciamo che quando sono arrivato, ho toccato con mano che tutto ciò che sapevo e mi aveva raccontato De Ligt era vero: dai servizi alle strutture, alla gentilezza delle persone. Davvero fantastico. Qui alla Juve è tutto bello: il primo giorno mi pareva di vivere un sogno. Lo ripeto, ho lavorato per essere qui sin da piccolo: alla mia fidanzata tante volte in passato avevo detto che il mio obiettivo sarebbe stato quello di diventare bianconero e ce l’ho fatta! Tra l’altro, vivendo in Italia, la mia ammirazione per la Juventus è pure cresciuta, per cui io ora qui sto benissimo". 

La voglia di essere leader

Il centrocampista olandese tocca poi un altro argomento: "Sì, voglio essere un leader, per vincere c’è bisogno di calciatori che si prendano le responsabilità. Sono stato anche io giovane e so cosa si prova quando si devono fare prestazioni super rispetto a ciò che si è abituati. Io voglio aiutare i giovani: ho più esperienza di loro e devo farlo". Sul carattere, anche fuori dal campo: "Io mi ritengo una persona buona. Ma a centrocampo non si possono fare solo belle giocate o tocchi tecnici, serve a volte un atteggiamento di guerra, da battaglia. E non dimentichiamoci che poi ci sono momenti in cui per portare a casa i tre punti occorre un atteggiamento meno bello, ma più utile"

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TORINO - Tuttosport dell'8 novembre 2024. Intervista esclusiva a Teun Koopmeiners, la prima da quando l'olandese ha firmato per la Juventus. La grande crisi non si è ancora aperta, anche se le prime uscite non sono state entusiasmanti, ma nella lunga chiacchierata con Tuttosport, Koop dice una frase che diventa profetica: "Ha iniziato la carriera da difensore. Se dovesse servire per l’emergenza, me la sentirei di giocare una partita dietro. Sarebbe simpatico. Tre giorni fa ho detto alla mia fidanzata: 'Forse dovrei dire a Motta che ho giocato per alcuni anni come difensore di sinistra'. Se la Juve fosse in difficoltà lo farei, certo. Io voglio giocare a centrocampo, ma se scattasse l’emergenza, perché no?".

Ruolo definitivo?

Chissà se ieri, nel primo allenamento, Koop quella frase l'ha detta davvero, non a Motta, ma a Spalletti? Di certo, il ruolo di difensore centrale di sinistra è un ruolo che non sembra aver creato difficoltà all'olandese, scelto da Spalletti per la necessità di avere un piede mancino ed educato per impostare l'azione da dietro. Ma sarà quella la posizione definitiva di Koop? Difficile, perché il tecnico bianconero vorrebbe sfruttarlo come mezzala di inserimento, ma effettivamente, proprio come aveva profetizzato nella famosa intervista di un anno fa, nell'emergenza può essere una soluzione molto efficace.

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