Vlahovic-Pablo Marì, l’ultima svista di una lista sempre più lunga: quanto pesano in classifica gli errori

Il caso del Franchi: nuove immagini rivelano la scelta sbagliata di Doveri e Guida. Prima di Firenze, era già accaduto a Verona e contro la Lazio. Nel mirino la scelta di utilizzare il Var, non poteva esserci alcuna oggettività: tutti i dettagli

C ’è tempo per tutto, e forse questo è quello giusto per alzare un po’ di più la voce. Se lo augura - e nemmeno poco - il popolo juventino, tra social e bar, tra piazze e caffè. Il motivetto è lo stesso e fa il verso a chi sostiene da anni il contrario: le sviste arbitrali iniziano ad avere un peso nell’economia della stagione bianconera, e troppe occasioni perse hanno pure il retrogusto amaro della beffa. In fondo, se si è già fatto tema pressante alla dodicesima giornata, qualcosa vorrà pur dire. E infatti, praticamente in serie: la direzione di Chiffi in Genoa-Juventus di fine agosto, la gomitata di Orban a Gatti con il Verona, il rigore (comunque) dubbio di Kelly su Gimenez in Juve-Milan. Basta? Forse a drizzare le antenne. A rendere ulteriormente comprensibile la furia popolare arrivano gli ultimi due episodi e soltanto per un discorso cronologico. Il primo, a Roma, ultimi battiti dell’era Tudor: al minuto 60,Conceiçao cade in area di rigore a seguito di uno step on foot - cioè, un pestone - di Gila sul portoghese. Gli juventini protestano e in maniera vibrante. Risposte? Nessuna.

Il rigore negato a Firenze

La partita terminerà 1-0 per i biancocelesti e sarà la prima sconfitta di Igor, uno dei passaggi cruciali per convincere poi Comolli a cambiare la guida tecnica in favore di Spalletti. Che al debutto, a Cremona, si era fatto immediatamente ammonire per proteste, in seguito all’intervento di Vardy su Gatti propedeutico per la rete dell’ex Leicester. Lì, sì, tutto buono. A Firenze no, non proprio. Intanto per la questione cori, ma poi per l’arbitraggio di Doveri e per l’episodio clou che inevitabilmente macchia tutto il resto. Succede al 16’, e succede questo: Vlahovic si libera con un tacco sontuoso della marcatura stretta, strettissima di Marì, costretto perciò ad atterrarlo. Il fischietto di Roma non perde tempo e assegna il rigore. Poi Var, il fare che si fa disfare, e addirittura finisce per trasformare: fallo in attacco e quindi colpa di Dusan. Il motivo? Andando a rivedere le immagini, il frame che incastra l’attaccante sembra portare Doveri a pensare che sia proprio l’attaccante bianconero ad aprire le danze delle irregolarità. Ecco, ragionando sempre di frame, e però di altri, si nota come quello di DV9 sia un tentativo di rispondere al primo intervento - falloso - del centrale viola. Poi il tocco di Vlahovic. Quindi quest’ultimo atterrato in area.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve, 7 punti in meno

Sull’episodio, ecco, ci sarebbero almeno tre livelli da analizzare. Numero uno: per quanto particolare, la situazione non può essere sottoposta all’oggettività richiesta per l’intervento del Var. Numero due: il punto è vedere come termini l’azione, non il suo inizio. E se proprio qualcuno dovesse decidere di concentrarsi sulla prima parte - e siamo al numero tre -, anche lì ci sarebbe tanto di cui discutere. Come ce n’è in giro, come si fa dal post partita, come si farà ancora per un po’ di tempo. Del resto, calcoli facili alla mano, senza considerare variabili e l’imprevedibilità del calcio, quindi eliminando gli errori di Roma e Firenze, aggiungendo soprattutto quello di Verona, la Juve avrebbe potuto ritrovarsi anche con 7 punti in più. Discreto impatto, no?

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C ’è tempo per tutto, e forse questo è quello giusto per alzare un po’ di più la voce. Se lo augura - e nemmeno poco - il popolo juventino, tra social e bar, tra piazze e caffè. Il motivetto è lo stesso e fa il verso a chi sostiene da anni il contrario: le sviste arbitrali iniziano ad avere un peso nell’economia della stagione bianconera, e troppe occasioni perse hanno pure il retrogusto amaro della beffa. In fondo, se si è già fatto tema pressante alla dodicesima giornata, qualcosa vorrà pur dire. E infatti, praticamente in serie: la direzione di Chiffi in Genoa-Juventus di fine agosto, la gomitata di Orban a Gatti con il Verona, il rigore (comunque) dubbio di Kelly su Gimenez in Juve-Milan. Basta? Forse a drizzare le antenne. A rendere ulteriormente comprensibile la furia popolare arrivano gli ultimi due episodi e soltanto per un discorso cronologico. Il primo, a Roma, ultimi battiti dell’era Tudor: al minuto 60,Conceiçao cade in area di rigore a seguito di uno step on foot - cioè, un pestone - di Gila sul portoghese. Gli juventini protestano e in maniera vibrante. Risposte? Nessuna.

Il rigore negato a Firenze

La partita terminerà 1-0 per i biancocelesti e sarà la prima sconfitta di Igor, uno dei passaggi cruciali per convincere poi Comolli a cambiare la guida tecnica in favore di Spalletti. Che al debutto, a Cremona, si era fatto immediatamente ammonire per proteste, in seguito all’intervento di Vardy su Gatti propedeutico per la rete dell’ex Leicester. Lì, sì, tutto buono. A Firenze no, non proprio. Intanto per la questione cori, ma poi per l’arbitraggio di Doveri e per l’episodio clou che inevitabilmente macchia tutto il resto. Succede al 16’, e succede questo: Vlahovic si libera con un tacco sontuoso della marcatura stretta, strettissima di Marì, costretto perciò ad atterrarlo. Il fischietto di Roma non perde tempo e assegna il rigore. Poi Var, il fare che si fa disfare, e addirittura finisce per trasformare: fallo in attacco e quindi colpa di Dusan. Il motivo? Andando a rivedere le immagini, il frame che incastra l’attaccante sembra portare Doveri a pensare che sia proprio l’attaccante bianconero ad aprire le danze delle irregolarità. Ecco, ragionando sempre di frame, e però di altri, si nota come quello di DV9 sia un tentativo di rispondere al primo intervento - falloso - del centrale viola. Poi il tocco di Vlahovic. Quindi quest’ultimo atterrato in area.

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