Su Gasperini e la lotta Scudetto
Qual è l’aspetto negativo del calcio italiano? «Vengono utilizzati pochi italiani ed ancora meno giovani. Tutto questo, poi, si riflette sulla Nazionale e sui ct che devono fare le convocazioni. Per 20 anni prima del Mondiale vinto nel 2006, avevamo calciatori che formavano selezioni “wow”, venti anni dopo siamo passati a squadre che ci portano a dire: “o mamma mia”».
Quindi servirebbe una rivoluzione culturale nella crescita dei giovani calciatori? «Sì, perché si esagera nella tattica. Il giovane che si avvicina al calcio è come una casa da costruire: le fondamenta dovrebbero essere rappresentate dalla tecnica e non dalla tattica. Fino all’età di 20 anni gli allenatori che ho avuto mi dicevano che l’avversario avrei dovuto seguirlo anche in bagno... Con il metodo Gasperini si può far crescere meglio i giovani».
Perché le piace così tanto la filosofia di Gasperini? «Basta guardare la classifica di Serie A e c’è già la risposta: sta facendo girare benissimo la Roma. È un tecnico esigente e a Roma l’ultimo esigente è stato Capello...».
Cosa ne pensa di questa lotta a 4 in cima alla classifica? «Non c’è una squadra che abbia più continuità delle altre. Ma è normale, perché la Champions assorbe tante energie».
È un modo per assolvere Conte? «Assolutamente no. Troppi infortuni condizionano la stagione, però Antonio è sempre là...».
