La nuova Juve: gruppo compatto, mercato bloccato e DNA ritrovato
Spalletti progetta il colpo grosso. Si è rintanato alla Continassa e raramente varca quei cancelli: ha allestito il laboratorio, come fece a Castelvolturno, e ora è totalmente focalizzato sulla volata finale. Non ammette distrazioni. Non contempla lo svago. Non adesso: ha ancora troppa voglia di dimenticare i segni che gli ha lasciato l’avventura in Nazionale. E adesso che la Juve è diventata vera Juve insiste, non molla la presa, anzi cerca di aumentare la soglia d’attenzione della squadra. Mostrando, appunto, Inter e Napoli, due modelli aulici per Spalletti in questa annata. Manca ancora qualcosa per raggiungere quella soglia, ma la strada è quella giusta. Lucio, però, non assilla nessuno: il giorno libero oggi, a breve distanza dalla partenza per Cagliari, si inserisce in questo discorso. Questa Juve può staccare la spina senza correre rischi. Sono tutti sul pezzo, anche chi gioca meno. A tal punto da complicare persino il mercato in entrata: pure chi vede il campo col contagocce come Joao Mario e Adzic spera di restare. Persino Gatti, che sa che quando sarà al 100% della condizione dovrà scalare le gerarchie del reparto difensivo, non spinge per lasciare Torino. La torta oggi piace a tutti. Perché pure in salita la fatica non si sente: non c’è niente di più gratificante per Spalletti, che in 70 giorni ha pure messo mano al dna. Nel gioco, più che nei punti, la Juve ha trovato la strada per immaginare un futuro vincente.
