Retroscena Spalletti, il discorso alla Juve dopo il crollo di Cagliari: “Se continuiamo così…”

Il tecnico bianconero ha voluto spronare il gruppo, snocciolando gli aspetti positivi: il pareggio con il Lecce aveva lasciato più rabbia
Retroscena Spalletti, il discorso alla Juve dopo il crollo di Cagliari: “Se continuiamo così…”
© Juventus FC via Getty Images

Il pareggio contro il Lecce - soprattutto per il qui pro quo del rigore ceduto a David e poi sbagliato grossolanamente - era stato vissuto con una punta di rabbia. E pure con una certa dose di delusione. Allora, però, il calendario ha giocato un ruolo chiave: Luciano Spalletti ha aspettato che la tempesta finisse e ha preparato subito la sfida contro il Sassuolo, attesa 72 ore dopo il fischio finale dell’Allianz Stadium. Non c’era più tempo per ricordare quel pareggio e anche nella riunione tecnica, immediatamente successiva ai due punti persi con i salentini, Spalletti non ha rimuginato. Stavolta, invece, un piccolo passo indietro alla sconfitta di Cagliari ha voluto concederselo.

L'aspetto sottolineato da Spalletti

Per fissare un concetto a tutto il gruppo: la strada è quella giusta, perché «giocando così ne vinceremo tante». Bisogna solo insistere, insistere e ancora insistere, anche a costo di prendere altre cantonate. C’è un aspetto che Lucio ha esaltato alla Continassa: la riaggressione. Feroce, come ai tempi di Napoli. Dominante, assillante, sfinente per gli avversari. Il Cagliari ha avuto la capacità di resistere al soffocamento: un grande merito che Pisacane ha esaltato a fine partita. Spalletti, con il gruppo, è stato chiaro: se le prestazioni continueranno ad essere queste, la Juve avrà molte più possibilità di vincere tante partite da qui alla fine della stagione. In ogni competizione. Un po’ di fatalismo l’ha aggiunto.

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La fiducia non va persa

Il ko di Cagliari, seppur immeritato, va accettato e digerito: «Fa parte dello sport», ha spiegato il tecnico. La fiducia non va persa nemmeno per un secondo: conta il percorso virtuoso che è stato imboccato, non le cadute lungo il cammino. Fanno parte di un processo di crescita che continuerà. Spalletti protegge la squadra e i giocatori, anche quelli più sottotono. Non vuole che il castello si sgretoli proprio adesso: ha alzato l’asticella parlando di scudetto, ma l’ha fatto per ritrovarsi tra le mani una creatura come questa. È la Juve migliore degli ultimi dieci anni per proposta di gioco: solo Maurizio Sarri, seppur sporadicamente, aveva saputo esaltare il materiale umano a disposizione in questo modo. Ma lì c’erano i campioni. Adesso, invece, tanti ottimi giocatori che ambiscono a diventare da Juve. Spalletti lo sa e per questo cerca di liberare la testa di tutti: il tonfo di Cagliari va superato. Analizzato per gli errori commessi, ma dimenticato in tempo zero.

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Prossimi impegni: mese di fuoco

Davanti c’è un fine mese di fuoco, che parte dal Benfica. Il risveglio di Yildiz e compagni, rispetto allo shock col Lecce, è stato molto meno traumatico. Tutti hanno capito quanto la sconfitta sia stata episodica. Tutti hanno colto la misura del valore della prestazione. I rimpianti ci sono, ma le facce ieri non erano scure come dopo il pari dello Stadium del 3 gennaio. Nessuno si è perso d’animo, anzi chi è sceso in campo ha spinto al massimo, senza farsi condizionare da quanto capitato in Sardegna. Le motivazioni si moltiplicano. E non c’è bisogno di reagire alla sconfitta: basta replicare la prestazione. Tentare e ritentare. Provare in ogni modo a passare in vantaggio, il terreno più fertile della Juve attuale. La comfort zone ideale per vincere le partite. Perché per attitudine questa squadra fa molta più fatica a rimontare. Non è il suo mestiere la rincorsa. Al massimo può dettare il ritmo, ma non inseguire. Anche per questo Ottolini sta facendo le acrobazie per consegnare Mateta a Spalletti

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Il pareggio contro il Lecce - soprattutto per il qui pro quo del rigore ceduto a David e poi sbagliato grossolanamente - era stato vissuto con una punta di rabbia. E pure con una certa dose di delusione. Allora, però, il calendario ha giocato un ruolo chiave: Luciano Spalletti ha aspettato che la tempesta finisse e ha preparato subito la sfida contro il Sassuolo, attesa 72 ore dopo il fischio finale dell’Allianz Stadium. Non c’era più tempo per ricordare quel pareggio e anche nella riunione tecnica, immediatamente successiva ai due punti persi con i salentini, Spalletti non ha rimuginato. Stavolta, invece, un piccolo passo indietro alla sconfitta di Cagliari ha voluto concederselo.

L'aspetto sottolineato da Spalletti

Per fissare un concetto a tutto il gruppo: la strada è quella giusta, perché «giocando così ne vinceremo tante». Bisogna solo insistere, insistere e ancora insistere, anche a costo di prendere altre cantonate. C’è un aspetto che Lucio ha esaltato alla Continassa: la riaggressione. Feroce, come ai tempi di Napoli. Dominante, assillante, sfinente per gli avversari. Il Cagliari ha avuto la capacità di resistere al soffocamento: un grande merito che Pisacane ha esaltato a fine partita. Spalletti, con il gruppo, è stato chiaro: se le prestazioni continueranno ad essere queste, la Juve avrà molte più possibilità di vincere tante partite da qui alla fine della stagione. In ogni competizione. Un po’ di fatalismo l’ha aggiunto.

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