"Yildiz alieno, David non ha ferocia": Spalletti, "la tosse al pallone" e il Napoli, "un pochino"...

L'allenatore bianconero analizza la vittoria contro il Benfica in Champions che certifica i playoff per la Juventus

La Juve torna a vincere e lo fa in una notte importantissima di Champions League. All'Allianz Stadium è 2-0 contro il Benfica, che nel finale sbaglia un calcio di rigore per riaprirla con la scivolata di Pavlidis, e un piazzamento ai playoff certo visti i 12 punti conquistati nelle sette gare giocate. I bianconeri non giocano un bel primo tempo ma a inizio ripresa, dopo un inizio complicato, il gol di Thuram riesce a liberare la squadra che poi trova anche il raddoppio con il solito McKennie, sempre più imprescindibile per lo scacchiere del tecnico toscano. Al termine della sfida è proprio Spalletti ad analizzare la vittoria. 

Spalletti e l'esperienza Juve

Spalletti inizia da Amazon con la sua analisi: "Siamo ai playoff? So tutto io. Io ho timore di non farcela anche quando ce l’ho fatta: son fatto un po’ così. Poi chiaro che si vive l’emozione della partita che è importante, poi ci viene addosso roba se non portiamo a casa risultati come questi. Ci si arriva un po’ carichi, con un po’ di tensione: cosa normalissima. Fatta una buona gara, ci avevano abituato bene, ci si aspettava rifacessero l’80% di possesso ma non ci siamo riusciti. Siamo partiti molto bene, poi dopo un quarto d’ora nelle pressioni ci hanno scavato dei vuoti sulla trequarti, costringendoci a delle ricomposizioni affannose. Da lì la partita è stata in equilibrio, con un baricentro più basso della nostra squadra. Ma al di là di due palloni persi, che abbiamo fatto venire la tosse anche al pallone… Erano palle facili da giocare, gliel’abbiamo ridata per 4-5 volte, poi lo Stadium rumoreggia: non è che si abbia quell’esperienza, quella forza mentale".

Spalletti: "La squadra sta mettendo dentro delle cose"

E continua: "È una squadra che sta mettendo dentro delle cose, per cui questo perdere alcuni palloni così banali ci ha costretto a subire un po’ di pressione. Nel secondo tempo anche lì in difficoltà, dopo una decina di minuti abbiamo ripreso a fare le cose. Loro hanno avuto un’occasione nel primo tempo, ma anche noi le abbiamo avute come quelle di Miretti e David, un’altra volta sulla respinta del portiere McKennie non ci è andato: se avesse avuto l’atteggiamento suo avrebbe fatto gol. Come parte un tiro si va dal portiere, non si guarda se la para o no, ci si rende conto dopo se va dentro o no. Gara in equilibrio, noi abbiamo fatto 2 gol: se l’avessero riaperta sul rigore sarebbero stati 10’ difficili, e anche lì il rigore secondo me che un po’ si poteva evitare. Si può evitare perché non è una situazione dove bisogna intervenire per forza dove o la va o la spacca".

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Step di crescita Juve

L'allenatore bianconero continua: "Lo step successivo? Io mi aspetto che ci sia quella velocità nel prevedere quando ti vengono addosso gli avversari, quando recuperi palla c’è sempre la riaggressione ormai fa parte del calcio. Se recuperi palla e non hai fatto la foto precedentemente e non fai questi 2-3 passaggi per pulirla bene e giocarla, ce li hai addosso. Se controlli la palla per renderti conto… Il calcio va più veloce, devi avere il radar sempre accesso, essere sempre online, sapere cosa hai intorno. Persi 4-5 palloni che sono diventati una frenesia, se invece fai due uscite e vai fino in fondo… Sono tutte cose cche dobbiamo andare a prendere per il livello di calcio che vogliamo giocare, e dobbiamo farlo velocemente. Anche se la squadra la vedo migliorata: li vedo tutti coinvolti, tutti felici di provare a fare delle cose. Prima di farle nostro alcune volte dobbiamo pagare dazio".

David e l'alieno Yildiz

Spalletti poi si sofferma anche sui singoli: "David? Sono soddisfatto perché sa giocare a calcio, poi non ha quella cattiveria, quella ferocia di dire ‘Questa la prendo io perché è fondamentale’, per lui son tutte uguali. Ha questo aspetto da bravo ragazzo, da ragazzo perfetto per giocare a calcio. Per essere un po’ più determinato bisogna che faccia un po’ più di esperienze, perché poi gli contano, allora si rende conto e ci mette qualcosa in più. Due contrasti forti quando la squadra è sotto pressione li dobbiamo fare vedere, c’è bisogno che tu regga quella palla li. Sotto questo aspetto deve migliorare. I gol danno fiducia? A parte i gol, la partita è una scatola che va riempita di cose: se fai gol e basta gli altri giocano, e ti costringono a fare una fase difensiva affannosa. Se corri dietro agli altri avere il fiato per ricreare situazioni offensive… Yildiz per noi è l’alieno della squadra, perché ti ribalta le cose, ma loro ci hanno scavato 2-3 volte col terzino destro costringendolo a fare la fase difensiva, e la sua fase difensiva non è come quella di McKennie! Per cui ti mettono qui e ti fanno fare fatica e ti abbassano. Il saper fare delle cose va completato mettendoci altre cose, e le devi fare per il bene della squadra. E questo vale per David, per Openda: bisogna che tengano le palle addosso lavorando per la squadra".

 

 

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Spalletti: "Vinto pur non essendo belli"

Spalletti a Sky analizza la vittoria sul Benfica e la prestazione della squadra: "Un po' così. Non ci sono state tante occasioni da ambo le parti. Dopo un quarto d'ora loro ci hanno scavato questo spazio nel mezzo perché sono bravi a gestire la palla e a scegliere dove giocarla, loro sono stati bravi e ci hanno costretto a fare qualche ricomposizione dove avevamo buttato via metri e un po' di tranquillità. Poi ci sono state un paio di occasione, come quella di Miretti e anche di David. Nel secondo tempo abbiamo perso quelle quattro o cinque palle che ci hanno creato ancor più tensione, poi la squadra si è ridistesa e abbiamo fatto  gol. Abbiamo vinto pur non essendo belli e puliti come nelle ultime due gare".

Del Piero e la mentalità Juve

Poi la risposta a Del Piero sui complimenti e la mentalità della Juve: "Ti ringrazio Alex per le belle parole, detto da uno come te che sei stato un calciatore che ho ammirato. È così come hai detto tu perché c'è sempre quell'immaginazione di andare a prendere sempre più cose perché poi i protagonisti rimangono i calciatori. Sono loro attraverso le loro scelte, il guadagnare campo, il loro equilibrio  che decidono. Poi c'è da andare a fare roba qualitativa con velocità, tecnica, precisione e c'è da avere il radar puntato sempre lì. Ma ogni tanto ci scolleghiamo poi ci riapriamo linea e si riparte, ogni tanto facciamo venire la tosse al pallone... recuperiamo palla e poi la perdiamo e la ridiamo a loro. Poi gli altri si chiamano Benfica, hanno tecnica e ti mettono lì a far fatica. Se spendi tanto a difendere poi attaccare è dura. Napoli? Un pochino ci si pensa però ora poi finiamo di goderci questa partita qui perché è un grande risultato. Mi ricordavano i miei collaboratori che erano anni che non si faceva risultato contro di loro, quindi pressioni in più ma è andata bene. Delle belle cose si sono viste anche se non continue".

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Spalletti e la lite col tifoso

Spalletti in conferenza torna sulla lite col tifoso: "Dopo il gol non gli ho detto niente. A tutti i palloni che sbagliavamo diceva ‘Spalletti levalo’, ‘Spalletti levalo’, a tutti. Gli ho detto ‘Guarda ho 5 sostituzioni’, poi non mi sono più voltato. Era una roba continuativa. Mi son girato e gli ho detto che non posso sostituirli tutti, ma è stata una roba naturale. Nella correttezza del dialogo". Sui mugugni dello Stadium: "Solo giocare un calcio bello, è quello il senso della nostra ricerca di essere dentro un modo di fare che sia coinvolgente per la gente. Un calcio bello da vedere e che si vinca poi qualche partita. Le partite dobbiamo vincerle, ci siamo esposti a qualche ripartenza ma i calciatori devono viverla come una cosa che può succedere se vai a fare quel calcio lì. Qui c’è una storia, i tifosi han visto calciatori importanti qui. Cambiaso sa giocare a calcio, c’è stato un momento in cui è stato chiacchierato di andare in una squadra forte. L’insistenza di giocare palla gli va riconosciuta. Poi noi si riesce a ribaltare l’azione. Dobbiamo giocare un calcio propositivo poi mi spiace se non si accontentano. Ma dipende dai calciatori che han conosciuto qui, deve essere uno stimolo per noi per ribaltare questi fischi". 

"Ci siamo meritati la vittoria"

Sulla partita: "Che sia stato difficile no. Facciamo due partite in cui teniamo sempre palla, si sta sempre dentro l’area avversaria e non si fa gol. E contro il Benfica è stata una partita difficile? Ne usciamo sempre buscandone. La partita è stata in equilibrio: i colpi di testa di David e Miretti sono stati importanti…Nel secondo tempo non siamo riusciti a fare un passaggio in più, a liberare un uomo, perdendo palloni timidi, si è fatta venire la tosse al pallone. Poi McKennie ha avuto una situazione importante, si è colpito un palo. Partita in equilibrio, non una partita difficile o rubata. Noi ci siamo meritati quello che è venuto fuori, come atteggiamento. Ho un po’ d’anni, erano 4/5 partite che non si vinceva col Benfica, si deve dire bravi alla squadra". A chiudere su David: "Il gol di McKennie chiude un triangolo nello stretto, lui sa sopravvivere di questi spazi dove non hai possibilità di respirare. Ha questa qualità di poter giocare anche di raccordo tra centrocampo e un attaccante. Lui e Openda possono giocare insieme. Poi ci van messe altre cose per cosa richiede una partita di calcio. Deve aggiungere ferocia in area di rigore perché lì gli spazi non ci sono, te li devi andare a ritagliare, andare a strappare agli avversari"

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"Vi riporto tutti a Bodo": Spalletti nel post Benfica

Spalletti risponde anche in zona mista alle domande: "Mi è piaciuta perché abbiamo giocato un po' al di sotto di quello che avevamo fatto vedere le ultime partite. Poi però di là c'era il Benfica e lei è così attenta che saprà un po' di storia, sono state diverse le partite che non siamo riusciti a vincere contro di loro. Sennò vi riporto tutti a Bodo dove ci avete fatto due palle così perché si doveva stravincere a Bodo e poi si vede i risultati che fa contro le squadre contro cui gioca. 'Ora non s'avrà mica paura anche del Bodo', che discorsi sono? Sono scarse conoscenze di quello che è ciò che succede, si può togliere per forza qualcosa per dare addosso a qualcuno. Lo avevo detto precedentemente, partita difficile ed è stata una partita difficile dove abbiamo vinto, secondo me, meritatamente. Sono stati bravi i calciatori, come sempre, a ribaltare un paio di situazioni perché poi abbiamo avuto un finale del primo tempo e inizio del secondo tempo complicati ma un po' determinati anche da noi perché abbiamo perso dei palloni troppo facilmente per quello che è il calcio che bisogna giocare e poi lì la pressione, il pubblico inizia a rumoreggiare, la posta in palio altissima, come avete detto voi, e può darsi che venga un pochettino di frenesia".

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La Juve torna a vincere e lo fa in una notte importantissima di Champions League. All'Allianz Stadium è 2-0 contro il Benfica, che nel finale sbaglia un calcio di rigore per riaprirla con la scivolata di Pavlidis, e un piazzamento ai playoff certo visti i 12 punti conquistati nelle sette gare giocate. I bianconeri non giocano un bel primo tempo ma a inizio ripresa, dopo un inizio complicato, il gol di Thuram riesce a liberare la squadra che poi trova anche il raddoppio con il solito McKennie, sempre più imprescindibile per lo scacchiere del tecnico toscano. Al termine della sfida è proprio Spalletti ad analizzare la vittoria. 

Spalletti e l'esperienza Juve

Spalletti inizia da Amazon con la sua analisi: "Siamo ai playoff? So tutto io. Io ho timore di non farcela anche quando ce l’ho fatta: son fatto un po’ così. Poi chiaro che si vive l’emozione della partita che è importante, poi ci viene addosso roba se non portiamo a casa risultati come questi. Ci si arriva un po’ carichi, con un po’ di tensione: cosa normalissima. Fatta una buona gara, ci avevano abituato bene, ci si aspettava rifacessero l’80% di possesso ma non ci siamo riusciti. Siamo partiti molto bene, poi dopo un quarto d’ora nelle pressioni ci hanno scavato dei vuoti sulla trequarti, costringendoci a delle ricomposizioni affannose. Da lì la partita è stata in equilibrio, con un baricentro più basso della nostra squadra. Ma al di là di due palloni persi, che abbiamo fatto venire la tosse anche al pallone… Erano palle facili da giocare, gliel’abbiamo ridata per 4-5 volte, poi lo Stadium rumoreggia: non è che si abbia quell’esperienza, quella forza mentale".

Spalletti: "La squadra sta mettendo dentro delle cose"

E continua: "È una squadra che sta mettendo dentro delle cose, per cui questo perdere alcuni palloni così banali ci ha costretto a subire un po’ di pressione. Nel secondo tempo anche lì in difficoltà, dopo una decina di minuti abbiamo ripreso a fare le cose. Loro hanno avuto un’occasione nel primo tempo, ma anche noi le abbiamo avute come quelle di Miretti e David, un’altra volta sulla respinta del portiere McKennie non ci è andato: se avesse avuto l’atteggiamento suo avrebbe fatto gol. Come parte un tiro si va dal portiere, non si guarda se la para o no, ci si rende conto dopo se va dentro o no. Gara in equilibrio, noi abbiamo fatto 2 gol: se l’avessero riaperta sul rigore sarebbero stati 10’ difficili, e anche lì il rigore secondo me che un po’ si poteva evitare. Si può evitare perché non è una situazione dove bisogna intervenire per forza dove o la va o la spacca".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus
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"Yildiz alieno, David non ha ferocia": Spalletti, "la tosse al pallone" e il Napoli, "un pochino"...
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Step di crescita Juve
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Spalletti: "Vinto pur non essendo belli"
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Spalletti e la lite col tifoso
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"Vi riporto tutti a Bodo": Spalletti nel post Benfica