Non era facile e comunque più difficile di Cagliari. La Juventus batte il Benfica e i timori, che stavano affiorando nel primo tempo. Due vittorie in una, due vittorie fondamentali, perché la prima garantisce come minimo i playoff, la seconda aggiunge un pezzo alla costruzione della nuova anima della squadra. La Juve, questa volta, non domina la partita, anzi sono gli errori tecnici a scandire la punteggiatura del suo gioco, però resta compatta, non si disunisce di fronte ai rischi, attende paziente di trovare spazi.
La Juve di Spalletti: solidità ritrovata e mentalità da grande squadra
Ancora una volta ci troviamo di fronte a un qualcosa che negli ultimi anni non accadeva e osserviamo una solidità calcistica sconsciuta da un bel po’. Ancora una volta la classifica, in questo caso quella di Champions, consente di sognare un risultato non previsto a inizio stagione (la qualificazione diretta agli ottavi), ma non è l’aspetto più importante del successo di Spalletti su Mourinho. La Juventus è una squadra, forse proprio un club, “in costruzione” e passaggi come la vittoria sul Benfica annodano più saldamente principi, consapevolezza, forza di volontà. La Juventus non deve “salvare” questa stagione, ma deve riedificare il proprio futuro, quello sprecato negli ultimi tre anni di campagne acquisti disastrose e progetti accartocciati in pochi mesi.
Mercato e futuro Juve: i limiti restano e serve un centravanti
Spalletti sembra esserne consapevole e, un mattone alla volta, sta rimettendo insieme qualcosa di molto simile a una vera Juve. Se poi, dal mercato di gennaio, di “vero”, arrivasse anche un centravanti, molto probabilmente, il processo di crescita acquisirebbe un’ulteriore spinta, diventando più robusto e più veloce. La Juve deve crescere tutta, quella in campo allenata da Spalletti e quella della società, governata da Comolli, Chiellini e Ottolini, con la supervisione di Ferrero. Anche ieri, infatti, la presenza di David non ha garantito l’agilità offensiva necessaria e, per quanto gli vada riconosciuta la paternità dell’assist del secondo gol, ha dimostrato ancora di non essere all’altezza. Ancora una volta, infatti, i tre punti con il Benfica non devono distogliere l’attenzione da limiti e problemi che non sono spariti, ma sono solo attenuati dall’entusiasmo generale e da una migliore organizzazione del gioco.
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