Nell’adrenalinico caos dell’ultima giornata del girone di Champions, mentre in Europa vanno in scena miracoli, psicodrammi e una caterva di gol, la serata della Juventus è noiosetta. Uno slavato zero a zero, il cui unico lascito è la conferma che la rosa bianconera è corta. Se qualcuno si fosse illuso, dopo le frizzanti performance degli ultimi due mesi, che la Juve fosse all’altezza delle grandi, ieri è tornato sulla terra. Va detto che non è stato un atterraggio troppo brusco, perché nonostante una certa confusione, la Juve ha conservato il carattere e la concentrazione per non mandare tutto in vacca e salvare l’onore. Per intendersi, la Juve di tre mesi fa avrebbe perso la partita contro il Monaco, portandosi a casa strascichi insidiosi e qualche tossina in più nell’ambiente.
Punti fermi irrinunciabili: servono rinforzi
Oggi, invece, la Juventus, intesa come squadra, riparte verso la sfida con il Parma (che conta di più che quella di ieri) dopo un utile bagno di umiltà e qualche stimolo in più. La Juventus, intesa come società, inizia l’ultima settimana di mercato con la consapevolezza che, senza Yildiz e senza Locatelli, la squadra si perde, sparpagliando in modo disordinato le linee di gioco, dando meno sistematicità al pressing, indebolendo la fase difensiva. Questa Juve, che cresce intorno alle idee di Spalletti e alle rinascite di alcuni singoli, non non può rinunciare contemporaneamente ai suoi punti fermi, soprattutto se chi li deve sostituire si gioca malissimo la sua occasione.
