Un po' fasciato, all'altezza del ginocchio. Per tenere caldi i muscoli, per dare sostegno, per evidenziarlo comunque come un profilo evidentemente a rischio. Perché questo era, Kenan Yildiz, ieri sera. Convocato per la sfida di Coppa Italia contro l'Atalanta giusto per le sensazioni positive della vigilia, anche perché la partita poi rischiava di tirar tardi, di aver bisogno di guizzi nel finale. E allora, eccolo lì, a correre con i compagni nel riscaldamento, a fare in qualche modo la sua parte. Giusto qualche ora dopo il grande spavento avuto a Parma: sembrava qualcosa di più serio, non foss'altro per l'espressione e la bandiera bianca rifilata a Spalletti alla fine del primo tempo. Invece no, nient'affatto: si è fermato proprio in tempo. E per questo Kenan punta alla gara con la Lazio come la prima di un trittico micidiale, che lo vedrà - salvo stravolgimenti e problemi dell'ultimo minuto - nuovamente protagonista. Sì, si può tirare un sospiro di sollievo, e si può anche sorridere in generale della sua situazione: non sono solamente le ore che lo riporteranno in campo dal primo minuto, sono soprattutto gli attimi che precedono la firma sul rinnovo di contratto, che di conseguenza sarà ufficiale a ridosso del derby d'Italia.
Un futuro in bianconero
Insomma: ci siamo. Dopo aver rimesso tutto in discussione, dopo aver visto le cifre salire e le date cambiare, per Yildiz saranno 6 milioni all'anno con vista sul 2030. A margine - non perché sia marginale, anzi - un bonus alla firma che coprirà circa un'annualità di stipendio. Un trattamento da top player qual è diventato. Una storia che lo legherà ancor più forte al mondo Juventus. E che in più allontana le voci di cessione, gli innamoramenti di Florentino Perez e del Real Madrid, la pazza idea del Chelsea di ricoprirlo d'oro, la Premier che osserva e la Germania che se lo riprenderebbe volentieri, consapevole di avere argomenti interessanti per stuzzicarlo. Ecco, la Juve ha avuto quelli più convincenti, i più forti e i più imminenti. Gli darà lo stesso ruolo da protagonista, ma con un salto di qualità sotto tutti gli altri punti di vista. Certo, per vincere molto passerà dalla squadra intera. E con un attaccante in più dal mercato sarebbe stato probabilmente tutto più semplice.
Le parole di Chiellini
«Penso che abbiamo scandagliato abbastanza cercando tante situazioni che potevano aiutarci per sopperire all’assenza di Vlahovic - le parole di Chiellini prima della partita -. Resta da capire come rientrerà. Siamo contenti di quanto fatto e di come la squadra stia crescendo. Abbiamo giocatori che hanno preso fiducia e sono importanti, adesso stanno giocando con continuità più o meno gli stessi undici». A prescindere dai colpi, la garanzia rimane Luciano Spalletti, con cui i discorsi sul futuro iniziano a essere piuttosto indirizzati. «La speranza era quella che riuscisse ad incidere da subito. Per noi è stato importante il periodo di Natale in cui è riuscito ad allenare una volta a settimana», l'aggiunta del dirigente. Che dopo aver superato lo scoglio del prolungamento di Yildiz, si dedicherà a quello dell'allenatore toscano.
