Pagina 2 | "La tripletta all'Inter non me la scordo. Juve, sarà dura: mancano pezzi. Fate lavorare Chiellini"

Inter e Juventus sono pronte a darsi battaglia nel big match di San Siro, con la squadra di Chivu che dovrà riscattare il passo falso della gara di andata, quando un missile di Adzic regalava la vittoria a Igor Tudor e faceva sognare tutto il popolo bianconero. Sogni che però si sono sgretolati dopo poche giornate, almeno fino all'arrivo di Luciano Spalletti sulla panchina della Vecchia Signora, che ha totalmente rivoluzionato schemi e mentalità della squadra. Difficile immaginare uno scenario simile a quello della sfida dell'Allianz, ma è altrettanto intuibile pensare che le due squadre si affronteranno a viso aperto e senza risparmiarsi. L'ex giocatore di Juve e Inter, Franco Causio, ha fatto il punto attraverso delle dichiarazioni rilasciate in esclusiva per noi, soffermandosi anche su alcuni aneddoti legati al passato.

Cosa le viene in mente se pensa ad Inter-Juve? "Il mio ricordo è quello legato alla tripletta che ho fatto all'Inter nell'Aprile del 1972 in una gara vinta a Torino. Da li è arrivata la prima chiamata in Nazionale con Valcareggi, che mi chiamò per Italia-Belgio. Poi ci sono tanti Derby d'Italia che ho disputato, ricordo anche una sconfitta che ci costò il campionato. Di sfide tra Juve e Inter ne ho disputate molte, ma quello in cui feci tripletta resta inevitabilmente quello più indelebile. Da li sono passato in Nazionale A, era la prima convocazione dopo aver fatto tutti i settori giovanili e feci il mio esordio a San Siro al posto di un certo Domenghini". 

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"Juve squadra da decifrare"

Che tipo di partita si immagina tra le due squadre? "Sicuramente una partita difficile per la Juve. In questo momento l'Inter sta viaggiando alla grande, non sbaglia un colpo e viene da una lunghissima striscia di risultati positivi. La potenzialità dell'Inter è allarmante per la Juve perché è la squadra più forte: come rosa, come gioco e in tutto. La Juve è una squadra ancora da decifrare, tanti cambiamenti di formazione che vengono fatti nelle varie volte da Spalletti. Sicuramente sarà durissima per la Juve a San Siro, come sempre, ma in questo momento l'Inter ha qualcosa di più rispetto a tutte le altre squadre del calcio italiano". 

"Spalletti ha cambiato la Juve"

Che cosa ha portato l'arrivo di Spalletti alla Juventus? "Ha cominciato a capirla, poi l'ha cambiata mettendo gli uomini al posto giusto e nel loro ruolo. Prima c'era un caos generale, non si sapeva dove giocava uno e dove giocava l'altro. Ha sposato un modulo congeniale a lui che lo ha portato a fare tante cose belle e a ottenere tanti risultati positivi, ma sicuramente qualcosa manca. È inutile che ci nascondiamo, la Juve deve avere qualcosa di più se vuole ambire a vincere il campionato. Io mi auguro che con questa squadra riescano ad arrivare nei primi 4 per la Champions, non è facile ma hanno le carte in regola per riuscirci". 

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"Un tassello in ogni reparto"

Secondo lei cosa manca a questa Juve per tornare a competere su tutti i fronti? "Io credo che debba mettere un tassello in ogni reparto, forse anche più di uno. In attacco non ne parliamo dopo l'assenza di Vlahovic e il non rinnovo di contratto, in mezzo al campo e in difesa anche manca qualcosa. Credo che ci vogliono almeno un paio di giocatori per reparto e anche di un certo valore per tornare ad essere competitivi su ogni fronte". 

"Alla Juve conta solo vincere"

La Juve deve ripartire da Yildiz? "Io credo che questo ragazzo debba essere lasciato più tranquillo. Sicuramente è un giocatore sul quale puntare perché è un punto di riferimento per la società, ma bisogna mettergli vicino dei giocatori all'altezza, lui da solo non può fare niente. Alla Juve sono passati tanti campioni, non è che è passato Yildiz soltanto, ma tantissimi fuoriclasse. Ci sono dei nomi pazzeschi, però i giocatori passano ma la società rimane. Quando vai alla Juve devi solo vincere, il resto conta poco. Per farlo però servono i giocatori e le persone giuste". 

"Boga può dare qualcosa"

Come giudica l'impatto di Boga? "Boga è un giocatore che può dare qualcosa. Nell'1 contro 1 è bravissimo a saltare l'uomo ma non lo scopriamo oggi, si conosce dai tempi dell'Atalanta e del Sassuolo. Io mi auguro che lui faccia una crescita dal punto di vista mentale, ma tecnicamente ha le qualità dalla sua parte. Il gol che ha fatto Kalulu di testa è stato merito di Boga che ha fatto un assist come si deve, finalmente ho visto un cross fatto bene perché tutti quelli che vedo sono sempre a mezza altezza o troppo alti". 

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"McKennie determinante"

Come giudichi la crescita di McKennie e la sua centralità in questa squadra? "McKennie è un giocatore che fino a due anni fa non lo voleva nessuno, tantomeno la Juve, ma ora è diventato un giocatore al quale non si può rinunciare. Gioca in nazionale da tempo, è determinante per la Juve, non capisco perché non debba essere considerato tra i migliori nel suo ruolo. Quando è tornato dal Leeds avevo sentito che non aveva neanche l'armadietto per potersi cambiare e se ci penso ora mi viene da ridere". 

"Il blocco funziona"

Ha senso continuare a puntare sul blocco italiano secondo lei? "Il calcio attuale si è evoluto, ma se guardo l'Inter ha 5 giocatori del blocco italiano che giocano in Nazionale (Barella, Bastoni, Dimarco, Pio Esposito, Frattesi) e questo sta portando dei risultati anche ai nerazzurri. Io credo che chi ha un blocco nello spogliatoio, come lo abbiamo avuto ai miei tempi in cui eravamo 9 nazionali, parta con un vantaggio rispetto agli altri. L'allenatore fortunato è quello che ha un blocco nella sua squadra. Valcareggi aveva avuto quelli del Cagliari, Bearzot ha avuto noi, quelli della Juve, quindi un blocco che ha fatto dei risultati. Lippi anche ha avuto il blocco del 2006, questa è la dimostrazione che se hai un blocco e gli metti accanto altri elementi di rilievo i risultati prima o poi arrivano. Spero nella qualificazione ai Mondiali altrimenti sarebbe un dramma per il calcio italiano". 

"Contento per Chiellini"

Che idea si è fatto sulla dirigenza della Juve e su Comolli e Chiellini nello specifico? "Posso dire semplicemente che sono contento per Giorgio Chiellini. Sicuramente un ruolo importante in questa società ce l'ha e credo che bisogna lasciare lavorare i dirigenti che sono stati scelti. Questo è il primo anno, per cui penso che gli vadano dati almeno 2 o 3 anni per far emergere i risultati del proprio lavoro, non è mica semplice". 

"Non faccio nomi"

Vedrebbe bene un eventuale ritorno di Del Piero alla Juve? "In queste cose non entro nel merito, non voglio fare nomi su chi deve entrare o su chi deve uscire. Sono contento per Giorgio ma tutto il resto non è di mia competenza". 

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"Juve squadra da decifrare"

Che tipo di partita si immagina tra le due squadre? "Sicuramente una partita difficile per la Juve. In questo momento l'Inter sta viaggiando alla grande, non sbaglia un colpo e viene da una lunghissima striscia di risultati positivi. La potenzialità dell'Inter è allarmante per la Juve perché è la squadra più forte: come rosa, come gioco e in tutto. La Juve è una squadra ancora da decifrare, tanti cambiamenti di formazione che vengono fatti nelle varie volte da Spalletti. Sicuramente sarà durissima per la Juve a San Siro, come sempre, ma in questo momento l'Inter ha qualcosa di più rispetto a tutte le altre squadre del calcio italiano". 

"Spalletti ha cambiato la Juve"

Che cosa ha portato l'arrivo di Spalletti alla Juventus? "Ha cominciato a capirla, poi l'ha cambiata mettendo gli uomini al posto giusto e nel loro ruolo. Prima c'era un caos generale, non si sapeva dove giocava uno e dove giocava l'altro. Ha sposato un modulo congeniale a lui che lo ha portato a fare tante cose belle e a ottenere tanti risultati positivi, ma sicuramente qualcosa manca. È inutile che ci nascondiamo, la Juve deve avere qualcosa di più se vuole ambire a vincere il campionato. Io mi auguro che con questa squadra riescano ad arrivare nei primi 4 per la Champions, non è facile ma hanno le carte in regola per riuscirci". 

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