TORINO - Un bel discorso alla squadra. Di quelli che emozionano. Vuoi perché la ferita è fresca e comprensibilmente ancora aperta, vuoi perché la Juve si è riscoperta più compatta e unita che mai dopo la notte di San Siro. Luciano Spalletti ha detto poche cose ai giocatori, ma molto incisive. Una su tutte: "Sono orgoglioso di voi". Una frase forte, non inflazionata. Una considerazione che il gruppo sentiva di meritare. Tuttavia, ascoltarla da Lucio, molto stimato tra tutte le componenti della rosa e non solo, fa decisamente un bell’effetto. La Juve riparte da questo inciso. Per preparare la partita più delicata del mese, per tutte le scorie che si porta dietro.
L'abbraccio al gruppo
Basti pensare a come si sono sviluppate le ultime ore per le due formazioni che si ritroveranno una contro l’altra a Istanbul. Bianconeri messi a dura prova dalla prestazione contro l’Inter, turchi con un giorno in più di riposo e reduci da un comodissimo 5-1. A questo si aggiunge l’infortunio di Holm, che priva Spalletti di una risorsa funzionale a partita in corso, e l’incertezza su Thuram. Non solo. È inevitabile che la sconfitta in Coppa Italia contro l’Atalanta e il pareggio contro la Lazio rientrino nel cumulo della delusione degli ultimi dieci giorni, sfortunati all’inverosimile in relazione a quanto prodotto sul campo e quanto raccolto al fischio finale. Ecco perché Spalletti si è sentito in dovere di parlare alla squadra da buon padre di famiglia: se c’è la prestazione, il risultato arriva. Se c’è lo spirito, il vento torna a girare a favore. Lucio sa che quello col Galatasaray sarà un incrocio pericolosissimo. Per questo ha abbracciato il gruppo, ripensando all’Inter: è inutile persino ragionare sugli errori commessi. Meglio ripartire da una pagina bianca.
