INVIATO A ISTANBUL - C'è stato un frangente della partita che ha messo in apprensione i tifosi della Juve. Riguarda Kenan Yildiz, che per recuperare un pallone compie una torsione innaturale del ginocchio. Un dettaglio apparentemente preoccupante, smontato immediatamente da Luciano Spalletti in conferenza stampa: «Yildiz sta bene, ma si porta in giro delle responsabilità e dei carichi di lavori importanti perché viene sempre raddoppiato». Il tema stanchezza esiste, ma non è certo l'unico per raccontare la prima notte di Yildiz da avversario nella sua Turchia. Pesa, tantissimo, il pallone perso nell'occasione del vantaggio del Galatasaray: la ferocia con la quale Osimhen va a contrasto con Kenan gli lascia un grande insegnamento. Lezione di vita e di pallone su come bisogna approcciare certi incroci, insomma.
Juve, cercasi Yildiz
Al di là del singolo episodio, però, le mancanze di Yildiz a Istanbul intaccano il livello della prestazione: basso, come contro l'Inter a San Siro. Non ha mai avuto la possibilità di accendersi: un po' perché gli altri non l'hanno messo nelle condizioni di farlo, un po' perché non è riuscito a trovare spazi e misure della difesa dei padroni di casa. Dopo l'espulsione di Cabal è sparito, ma le lacune riguardano tutta la porzione precedente di partita. Senza il vero Kenan la Juve vive un'oggettiva difficoltà a livello offensivo: deve trovare soluzioni solo con gli inserimenti da dietro, ma una volta che i movimenti vengono letti e compresi diventa tutto troppo prevedibile. E i bianconeri perdono corpo. Avrebbe bisogno di un accentratore, di uno che sottragga attenzioni alle retroguardie avversarie: non può avere Osimhen come compagno di reparto, ma almeno tra poco potrà nuovamente affidarsi a Vlahovic per questo ruolo. È già qualcosa.
