TORINO - In due settimane la Juve ha perso qualche sicurezza. Eppure Walter Sabatini, che di calcio nella vita ne ha visto da diverse prospettive, non ha dubbi. Sul presente e sul futuro: «In queste partite ai bianconeri è mancata un po’ di fortuna: le occasioni in serie contro Atalanta e Lazio, l’espulsione di Kalulu a San Siro e poi la piega che ha preso la partita di Istanbul, lì mi ha sorpreso solo la proporzione del risultato. Non gira bene, ma il calcio riesce ad equilibrare buona sorte e malasorte nel corso del tempo». E sul domani, Sabatini va dritto al punto: «Sarebbe folle non ripartire da Spalletti: per quello che ha dato alla squadra, per come ha fatto crescere i singoli e per l’impronta che ha lasciato per impostare una Juve vincente».
Cosa pensa Sabatini
Il dirigente, sul mercato che verrà, spiega: «McKennie sa fare tutto: va tenuto a tutti i costi. E Vlahovic per i bianconeri vale come Hojlund per il Napoli: averlo fa tutta la differenza del mondo, pur con i suoi alti e bassi. Ecco perché cercherei una chiave per tenerlo». Tutte le squadre sono migliorabili. Sabatini individua un reparto da potenziare senza troppi giri di parole: «Le grandi squadre devono avere un grande centrocampo: arricchirlo è sempre una buona cosa. Ederson? Sì, è forte, vale la Juve». Non manca, poi, una considerazione sulla chiarezza legata al destino di Spalletti: «Lo terrei anche se la Juve non riuscisse ad arrivare tra le prime quattro, la Roma è un’avversaria molto insidiosa. Luciano è un genio, un appassionato, un generoso impareggiabile che ha trasformato la squadra in maniera straordinaria in poco tempo. Può ripetere l’impresa di Napoli al secondo anno. Sapere che rimarrà al 100% può aiutare la squadra, ma non è determinante: i giocatori vogliono sempre vincere, a prescindere dai contratti».
