Kalulu e le rivelazioni dopo la simulazione di Bastoni: “Ho spento il telefono. Molte persone..."

"Galatasaray? Non cerchiamo scuse, abbiamo sbagliato la partita", le parole del difensore francese

Nelle ultime settimane Pierre Kalulu è stato suo malgrado protagonista e vittima di una lunga serie di polemiche. Nel corso di Inter-Juve, infatti, il francese è stato ingiustamente espulso dopo la simulazione plateale di Bastoni. Un errore arbitrale grave, che ha condizionato quella partita e ha aperto un dibattito a livello nazionale su tutta la categoria. Intervistato da L'Equipe il terzino francese è quindi tornato a parlare di quella serata: "Dopo Inter-Juve ho spento il telefono per non alimentare la frustrazione. In tanti hanno parlato ma alla fine la squalifica è rimasta (anche il Ministro dello Sport ha criticato Gravina). Meglio lasciarmi tutto alle spalle".

Kalulu e il rapporto con le critiche

"Sono stato anch'io tifoso e so come funzionano le critiche - ha continuato - . Sul momento c'è la frustrazione, la sfoghi sui social e poi te ne vai a dormire. Anche se ti criticano come persona, non va preso come qualcosa di personale. Mi dico sempre che se non voglio leggere certe cose, non devo andare sui social, neppure quando le cose vanno bene. Non ho bisogno che un qualsiasi utente mi dica se ho giocato bene o no".

"Galatasaray? Le polemiche non hanno influito, abbiamo sbagliato la partita"

Dopo la batosta, anche psicologica, contro l'Inter, la Juve è scesa in campo contro il Galatasaray in Champions League, match terminato 5-2 in favore dei turchi. Possibile che le discussioni e le proteste attorno a quel rosso abbiano influenzato anche le sfide succesivo? "Non credo che questo abbia influito sulla partita con il Galatasaray. Sembrerebbe che cerchiamo scuse, invece abbiamo sbagliato la partita", ha detto convinto Kalulu nell'intervista a l'Equipe.

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Tra obiettivi e crescita personale: "Voglio che Spalletti pensi questo"

Ma parlando della stagione in generale, il terzino francese ha aggiunto: "È una stagione ricca, come è normale nei grandi club, ci sono grandi speranze e ci viene chiesto di essere sempre all'altezza. Ma è una cosa che sogniamo fin da quando siamo ragazzini. Poi in questo mestiere ci sono obiettivi e si vedrà a fine stagione".

Dall'arrivo di Spalletti Kalulu è cresciuto moltissimo, diventando un pericolo costante anche in fase offensiva: "Voglio continuare così. Sono sempre dell'idea di essere più completo. Questa stagione ancora di più. Voglio che il mister possa dirsi: 'È il mio elemento migliore in quel ruolo'. Prima pensavo che se difendevo bene la mia partita era riuscita e toccava agli attaccanti o ai centrocampisti segnare. Inconsciamente ti limiti. Ora invece mi dico: Ok, devo difendere bene, ma devo anche avere un impatto sul gioco offensivo della squadra. Non sapere fare certe cose, a lungo termine ti penalizza. E poi siamo nel calcio moderno, di movimento continuo, basta vedere la nostra squadra".

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Leader in campo e lo studio degli avversari come... "gli scacchi"

Prima dell'espulsione Kalulu aveva giocato ogni minuto in Serie A: "All'inizio non gli ho dato tanto peso, ma a un certo punto mi sono detto che era gratificante perché dimostra a te stesso che il lavoro che fai serve a qualcosa. Mi spinge a continuare, anche se i risultati contano sempre più delle statistiche. Solo il campo ti dà legittimità anche agli occhi dei compagni. Quando giochi di più, diventi più importante per i compagni e io sono tra quelli che pensano che sia meglio essere un leader con le prestazioni. Era davvero un obiettivo personale mostrare regolarità, perché il difensore è un ruolo un po' ingrato e ti giudicano soprattutto su quello".

Molto importante per un difensore è arrivare in campo preparato: "Gli avversari vanno studiati per spingerli a fare quello che non sono abituati a fare. Se reagisci abbastanza in fretta, lo spingi a fare ciò che ha meno l'abitudine di fare, quindi ha più probabilità di sbagliare. Quindi devi sapere in anticipo se ama la profondità o preferisce il passaggio interno, ecc. Chi ha previsto due-tre mosse in anticipo vince. È un po' come gli scacchi".

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Sognando il Mondiale

Il sogno ora è conquistare la Nazionale e giocare il prossimo Mondiale: "Mi sento pronto. So di aver fatto tutto il possibile, sono in forma quindi sono tranquillo mentalmente. Ho avuto la fortuna di indossare quella maglia. A destra o al centro, la nazionale francese è il top dal punto di vista professionale, ma la gente dimentica che è ciò di cui sogniamo da piccoli. È un privilegio".

In Francia non vengo apprezzato abbastanza? Si capisce, ho giocato da professionista solo in Italia, quindi possono identificarsi più facilmente con me. Non è qualcosa che mi ossessiona. Col tempo parlerà il campo. Non ho rimpianti. E poi essere poco conosciuto ti permette anche di avere attività normali in Francia, non è male", ha concluso il francese nella sua intervista a l'Equipe.

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Nelle ultime settimane Pierre Kalulu è stato suo malgrado protagonista e vittima di una lunga serie di polemiche. Nel corso di Inter-Juve, infatti, il francese è stato ingiustamente espulso dopo la simulazione plateale di Bastoni. Un errore arbitrale grave, che ha condizionato quella partita e ha aperto un dibattito a livello nazionale su tutta la categoria. Intervistato da L'Equipe il terzino francese è quindi tornato a parlare di quella serata: "Dopo Inter-Juve ho spento il telefono per non alimentare la frustrazione. In tanti hanno parlato ma alla fine la squalifica è rimasta (anche il Ministro dello Sport ha criticato Gravina). Meglio lasciarmi tutto alle spalle".

Kalulu e il rapporto con le critiche

"Sono stato anch'io tifoso e so come funzionano le critiche - ha continuato - . Sul momento c'è la frustrazione, la sfoghi sui social e poi te ne vai a dormire. Anche se ti criticano come persona, non va preso come qualcosa di personale. Mi dico sempre che se non voglio leggere certe cose, non devo andare sui social, neppure quando le cose vanno bene. Non ho bisogno che un qualsiasi utente mi dica se ho giocato bene o no".

"Galatasaray? Le polemiche non hanno influito, abbiamo sbagliato la partita"

Dopo la batosta, anche psicologica, contro l'Inter, la Juve è scesa in campo contro il Galatasaray in Champions League, match terminato 5-2 in favore dei turchi. Possibile che le discussioni e le proteste attorno a quel rosso abbiano influenzato anche le sfide succesivo? "Non credo che questo abbia influito sulla partita con il Galatasaray. Sembrerebbe che cerchiamo scuse, invece abbiamo sbagliato la partita", ha detto convinto Kalulu nell'intervista a l'Equipe.

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