Si va di conti. Di conti anche piuttosto facili da fare. La Juventus potrebbe aver perso il passo per un grande acquisto a centrocampo, e pure a Spalletti non è che interessi poi così tanto. Del resto, la sua quadra l’ha in fondo trovata: c’è Locatelli e gli funziona per entrambe le fasi, la speranza è che Thuram continui a crescere come sta facendo (e anche di più, soprattutto negli inserimenti e ancor di più negli ultimi metri). E poi? Poi c’è da piazzare qualche pezzo.Numero indefinito, perché dipenderà pure dalle cessioni che ci saranno. Se Adzic andrà a giocare, come sembra. Se McKennie sarà considerato una risorsa più per l’attacco o invece un uomo in più per la difesa. Se Koopmeiners - ieri il suo agente era a Londra, ufficialmente per un convegno - alla fine cederà alle sirene estere, e se la stessa Juve lo spingerà altrove.
Il programma Juve
Tutte situazioni che in questo momento sono naturalmente in fase di studio, potenzialmente da sviscerare, ovviamente impossibili da definire in poco tempo.Eppure, la forza di una grande società sta sempre qui: nella programmazione. E gli spifferi indicano come i programmi (piani A e B, quantomeno) siano stati praticamente messi a punto. Con due priorità oggi fissate: il primo, un centravanti da affiancare eventualmente a Vlahovic in caso di rinnovo; il secondo, un portiere di totale affidabilità.
Difesa sì, ma priorità al centrocampo
In un mondo ideale, un centrale di difesa e un esterno basso sarebbero occasioni da non lasciarsi sfuggire. Ma si sa: non è possibile vivere in un’utopia, più giusto lasciarsi prendere dal pragmatismo. Pragmatico è soprattutto il discorso legato al centrocampo, il reparto in cui la Juventus sente di dover fare l’aggiunta più delicata, perché è quella che ha meno margini d’errore dopo mercati stellari e nessun salto di qualità realmente fatto.
