David, McKennie e il centro Juve
A proposito di Weston. Ieri, tra i pochi ancora in difesa di David, c’era il papà del texano («Vedrete, David arriverà», il suo tweet), segno pure del rapporto che si è creato tra i due compagni: Jonathan ha fatto spesso afidamento sull’americano, questioni di lingua e di affinità stilistiche, di tirare fuori il meglio l’uno dall’altro. Ma luna e sole, caratterialmente e non solo per quanto si sia visto in campo. Dunque, quelle vecchie questioni su presenze e assenze extra campo sono solo ricordi. Ricordi affrontati, per di più. E vinti, persino. All’alba della sua nuova era, David aveva dimostrato di aver trovato il suo centro di gravità permanente: il lavoro per la squadra come costante, qualche gol in meno ma in funzione degli inserimenti altrui.
Vlahovic soluzione
Peccato che la Juve, così, non riesca proprio ad attaccare. Che la mole di lavoro dei trequartisti, a partire da Yildiz e Conceiçao sugli esterni e proseguendo poi proprio con McKennie necessiti di uno sfogo centrale, di una presenza costante, ancor più in area. Non che con Vlahovic non fosse un problema, ma lo è stato certamente meno. E Dusan sarà una soluzione, considerate queste premesse. Figurarsi se il discorso sul rinnovo proseguirà spedito come sembra.
