Il ritorno di Vlahovic, la staffetta McKennie-David e…: Juve, tutte le opzioni per l’attacco

Il serbo ha messo nel mirino il match con l’Udinese, dove dovrebbe partire dalla panchina. Per averlo al meglio ci sarà da attendere la sosta

TORINO - Bastano un centinaio di minuti per stravolgere una stagione? O meglio: per cancellare l’onta di un verdetto doloroso, e riaffacciarsi al domani con speranza, ambizione e un filo di serenità in più? Assolutamente sì. Del resto, questo ci racconta il nostro campionato, abbellito da una lotta al quarto posto - forse - mai così incerta, nevrotica e aperta a dieci giornate dalla fine. Chiedetelo a Gian Piero Gasperini, e in generale a tutto il gruppo squadra giallorosso, che è passato dall’inscenare uno strappo nettissimo in classifica - forte del 3-1 contro la Juve all’Olimpico, quando mancavano giusto una quindicina di minuti al termine - al ritrovarsi nuovamente i fiati bianconeri e comaschi sul collo, in virtù del ko di ieri al Ferraris e della vittoria del Como a Cagliari. Come se non bastasse, per mano di chi ha fatto della Roma il suo centro di gravità permanente: Daniele De Rossi, protagonista indiscusso della rinascita del Genoa e, forse, pure di quella bianconera, iniziata sabato sera allo Stadium, dove la squadra di Spalletti ha riscoperto il piacere della normalità, surclassando 4-0 il Pisa di Hiljemark. Tutto riaperto, dunque, con tre squadre in un punto, e il prossimo turno che metterà di fronte proprio Roma e Como. Un’occasione imperdibile per la squadra di Spalletti, chiamata a raccogliere 9 punti (alla luce di tre sfide più che abbordabili) prima del trittico infernale contro Atalanta, Bologna e Milan.

Juve tra alti e bassi: l’attacco bianconero e il caso Jonathan David

Com’è strano il calcio. E com’è strana questa Juve, che riacquisisce vigore e pericolosità offensiva quando richiama in panchina l’unico (non ce ne voglia Openda) centravanti a disposizione: Jonathan David. È stato così con il Galatasaray, con il bis di reti firmato Gatti e McKennie pochi attimi dopo l’uscita dal campo del canadese; con la Roma (anche in quel caso, fuori David dentro l’ivoriano, decisivo in entrambe le reti); quindi con il Pisa, dopo un primo tempo horror in tutto e per tutto. Certo, non può essere sempre natale. Impossibile pensare di agguantare il quarto posto senza i gol del proprio bomber. Il rifinitore, cruciale nelle economie dei match più sporchi. Le gare con Lecce e Cagliari fanno scuola in questo senso... Sta di fatto che Spalletti, grazie al rientro di Vlahovic, potrà - finalmente - giocarsi la volata ad armi pari con il resto delle pretendenti.

 

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Il ritorno di Vlahovic

Il serbo, al netto degli up and down a cui ci ha abituati dal suo approdo in bianconero, ha tutte le carte in regola per diventare l’uomo copertina del finale di stagione della Juve. Sì, perché a differenza del collega canadese, non ha paura di prendersi la scena. Di tentare la giocata, di sgomitare in area come un forsennato pur di insaccare la palla in porta. E se è vero che in 4 anni di Juve è incappato sempre e comunque in periodi no, all’insegna dei digiuni più totali, è altrettanto vero che non ha mai avuto modo di agire da terminale in un sistema così ben rodato. In una squadra che macina gioco contro tutti, che crea decine di occasioni da gol, affacciandosi a ridosso dell’area di rigore avversaria con frequenza e pulizia tecnica. A lui, ora, il compito di ripagare la fiducia che Lucio, in prima linea con la società per far sì che la sua avventura in bianconero non si esaurisca quest’estate. E chissà che il serbo - con una settimana di lavoro in gruppo davanti - non possa tornare a colpire già a partire dalla prossima gara di campionato, in programma sabato con l’Udinese.

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Le possibili soluzioni offensive di Spalletti

Salvo ricadute dell’ultimo minuto, Dusan partirà con la squadra, ma è da escludere che possa figurare nell’11 titolare. Sì, il problema all’adduttore è alle spalle, ma il serbo - stando a quanto filtra dalla Continassa - pare ancora indietro di condizione. Ci vorrà ancora un po’ di tempo, insomma, prima che Dusan possa tornare a pieno regime (presumibilmente a margine della sosta per le Nazionali). Motivo per cui contro i friulani, Spalletti sarà chiamato a pescare dal mazzo delle alternative offensive. Sopratutto qualora dovesse decidere di rinunciare a David (ipotesi da non escludere a priori). Le variabili tattiche, in questo senso, sono fondamentalmente due: la prima coincide con il dirottamento - come fatto nella gara di andata con il Gala - di McKennie nel ruolo di prima punta, con Conceiçao, Yildiz e Boga a supporto sulla trequarti; la seconda, invece, con l’assetto visto nel secondo tempo del match vinto con il Pisa. In sostanza, con Chico, McKennie e Boga ad agire alle spalle di un Yildiz in versione “falso nueve”. Anche se a detta dello stesso Spalletti, quest’opzione potremmo rivederla con più probabilità a gara in corso, quando le distanze (negli ultimi 15 metri) andranno via via a moltiplicarsi.

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Juve tra alti e bassi: l’attacco bianconero e il caso Jonathan David

Com’è strano il calcio. E com’è strana questa Juve, che riacquisisce vigore e pericolosità offensiva quando richiama in panchina l’unico (non ce ne voglia Openda) centravanti a disposizione: Jonathan David. È stato così con il Galatasaray, con il bis di reti firmato Gatti e McKennie pochi attimi dopo l’uscita dal campo del canadese; con la Roma (anche in quel caso, fuori David dentro l’ivoriano, decisivo in entrambe le reti); quindi con il Pisa, dopo un primo tempo horror in tutto e per tutto. Certo, non può essere sempre natale. Impossibile pensare di agguantare il quarto posto senza i gol del proprio bomber. Il rifinitore, cruciale nelle economie dei match più sporchi. Le gare con Lecce e Cagliari fanno scuola in questo senso... Sta di fatto che Spalletti, grazie al rientro di Vlahovic, potrà - finalmente - giocarsi la volata ad armi pari con il resto delle pretendenti.

 

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