Martello Spalletti, ci credono tutti: Juve da finale con tre mosse chiave

La cattiveria della ripresa contro il Pisa è il punto di partenza per la sfida in Friuli: servono i 3 punti per incalzare Como e Roma

Non deve essere vissuta come una settimana normale. In palio, infatti, c’è tanto, tantissimo futuro. Perché è naturale che la Juve, soprattutto con l’attuale sesto posto, debba osservare chi la precede. Como-Roma, domenica alle ore 18, verrà seguita: non ci sono dubbi. Ma i bianconeri vogliono sedersi davanti alla tv con la coscienza pulita e con la consapevolezza di essere riusciti ad ottenere il massimo dalla sfida di Udine. La partita trappola per eccellenza: il valore di un’avversaria che ha saputo far male anche alle big (è l’unica della parte destra della classifica ad aver battuto l’Inter) non passa inosservato. Così come la forza di alcuni singoli: Atta, Zaniolo e pure Davis, elementi che possono mettere apprensione. Il primo tempo contro il Pisa offre una chiave di lettura a Spalletti: senza convinzione negli ultimi trenta metri, al netto degli errori commessi in impostazione, non si va da nessuna parte. Così da ieri alla Continassa ha iniziato a martellare: richiesta la massima intensità e un livello di concentrazione da grande squadra. Lucio sta chiedendo tanto al gruppo, ma sa di poter ricevere ottime risposte.

Spalletti totale: tutti credono nella Champions

Sono tutti dalla parte dell’allenatore, convinti di poter raggiungere la qualificazione alla prossima Champions League con la forza del gioco. Con la produzione offensiva. Il coinvolgimento emotivo della rosa è totale: Spalletti anche con un solo impegno a settimana terrà tutti sulla corda. A tal punto da studiare tre possibili cambi di formazione rispetto alla sfida contro il Pisa. Modifiche utili per non correre il rischio di lasciare qualcuno indietro. A partire dalla difesa: Federico Gatti insidia Gleison Bremer. Il primo si sta meritando la considerazione del tecnico, il secondo ha bisogno di respirare dopo un lungo periodo in cui ha tirato la carretta.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

 

Il cambio all’intervallo contro il Pisa non penalizza Gatti: la mossa di Spalletti nascondeva la precisa volontà di migliorare il giro palla. L’ingresso di Lloyd Kelly, pronto a tornare titolare dopo il tempo trascorso in panchina a Torino, serviva a quello. Non è ancora archiviato neppure il ballottaggio in porta: Perin promosso all’Allianz Stadium, ma Lucio non vuole “perdereDi Gregorio. In un ruolo delicato come quello del portiere i ragionamenti possono cambiare di settimana in settimana: ecco perché la scelta dell’estremo difensore è rimandata a sabato mattina, non prima. Infine, il reparto offensivo: Jeremie Boga ha dimostrato di meritare una chance dall’inizio. Il passo non gli manca, la brillantezza nemmeno. Ma Spalletti l’ha pungolato: “A volte gli dobbiamo chiedere di essere meno molle”.

David non trascina

Le accelerazioni a sinistra, però, sono un fattore non trascurabile. Soprattutto confrontate alla pochezza di Jonathan David, che vive il momento più difficile da quando veste la maglia della Juve. All’inizio le complicazioni dell’impatto col mondo bianconero investivano anche il piano ambientale. Adesso, invece, la squadra è compatta dalla sua parte. C’è chi lo sprona, chi lo ascolta, chi lo consiglia, chi cerca di rompere il muro della tristezza del canadese con un sorriso. Non sta trascinando i bianconeri, allora sono i bianconeri che trascinano lui. Nitidissima immagine di un collettivo che Spalletti ha saputo armonizzare: in Champions League, d’altronde, ci vanno tutti o non ci va nessuno.

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Non deve essere vissuta come una settimana normale. In palio, infatti, c’è tanto, tantissimo futuro. Perché è naturale che la Juve, soprattutto con l’attuale sesto posto, debba osservare chi la precede. Como-Roma, domenica alle ore 18, verrà seguita: non ci sono dubbi. Ma i bianconeri vogliono sedersi davanti alla tv con la coscienza pulita e con la consapevolezza di essere riusciti ad ottenere il massimo dalla sfida di Udine. La partita trappola per eccellenza: il valore di un’avversaria che ha saputo far male anche alle big (è l’unica della parte destra della classifica ad aver battuto l’Inter) non passa inosservato. Così come la forza di alcuni singoli: Atta, Zaniolo e pure Davis, elementi che possono mettere apprensione. Il primo tempo contro il Pisa offre una chiave di lettura a Spalletti: senza convinzione negli ultimi trenta metri, al netto degli errori commessi in impostazione, non si va da nessuna parte. Così da ieri alla Continassa ha iniziato a martellare: richiesta la massima intensità e un livello di concentrazione da grande squadra. Lucio sta chiedendo tanto al gruppo, ma sa di poter ricevere ottime risposte.

Spalletti totale: tutti credono nella Champions

Sono tutti dalla parte dell’allenatore, convinti di poter raggiungere la qualificazione alla prossima Champions League con la forza del gioco. Con la produzione offensiva. Il coinvolgimento emotivo della rosa è totale: Spalletti anche con un solo impegno a settimana terrà tutti sulla corda. A tal punto da studiare tre possibili cambi di formazione rispetto alla sfida contro il Pisa. Modifiche utili per non correre il rischio di lasciare qualcuno indietro. A partire dalla difesa: Federico Gatti insidia Gleison Bremer. Il primo si sta meritando la considerazione del tecnico, il secondo ha bisogno di respirare dopo un lungo periodo in cui ha tirato la carretta.

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